LE OPINIONI

IL COMMENTO Escursionismo ad Ischia

di GIUSEPPE LUONGO

Di recente sul quotidiano Il Golfo si è segnalato l’interesse degli escursionisti del CAI per l’Isola d’Ischia. Purtroppo, la descrizione dell’evento è stata limitata alle emozioni degli escursionisti e al loro programma, con giudizi positivi generici senza alcun riferimento specifico alle bellezze naturali che li avrebbero emozionati. Non è mancata l’accenno alla gastronomia e alle manifestazioni conviviali. In breve, l’oggetto della notizia riportata dal giornale è il gruppo di escursionisti e non l’ambiente, sia quello naturale che antropico. Una persona, uno studente dell’Isola che leggono l’articolo e vorrebbero provare le stesse emozioni degli escursionisti su cosa possono costruire il loro intendimento? È mancata l’informazione sull’oggetto, ovvero cosa osservare nell’Isola. Esiste una bibliografia smisurata per gli esperti, siano essi naturalisti, che storici e archeologi, ma scarsa è la letteratura per i non esperti e, in modo particolare per i giovani in formazione. Questa lacuna dovrebbe essere superata dai docenti delle scuole superiori. Ma su queto tema emergono altre asperità. Infatti, il curriculum scolastico sulle tematiche delle scienze della natura è estremamente povero e a questa difficoltà si aggiunge spesso la presenza di docenti che non dimorano nell’Isola e questo fa sì che sia improbabile che un docente che viaggia possa destinare parte del suo tempo libero dalla lezione ad attività extra scolastica. Questa condizione rende il clima culturale dell’Isola più povero.

Questo vuoto è stato riempito, in parte,da uno splendido lavoro di un funzionario della Regione Campania del Settore Geotecnica, Geotermia, Difesa del Suolo, la geologa Lucilla Monti, ischitana, che preparò nel 2011 una Guida geologico-ambientale dell’Isola d’Ischia che accompagnò la Carta Geologica alla scala 1: 10.000 dell’Isola redatta con il contributo di un folto gruppo di studiosi sia della parte emersa dell’Isola che delle Aree marine. La Guida si apre con la Storia Geologica, alla quale seguono l’Idrografia, il sistema idrotermale, il Clima, la Vegetazione e la Fauna, e poi gli elementi dell’antropizzazione del territorio con l’Archeologia e la Storia, l’Uomo, le Risorse, l’Ambiente, la Viticoltura e il Paesaggio, le Lingue locali e, infine, il Paesaggio sommerso. Nella Guida sono descritti 8 itinerari e sono segnalati 37 Geositi dell’Isola nelle mappe che illustrano i percorsi descritti sia via terra che da mare. Il Glossario geologico riportato nella Guida aiuta un lettore non esperto su alcuni aspetti di ciò che osserva lungo il percorsoproposto dalla Guida.

Suggerirei ai docenti, ai giovani, agli amanti dell’ambiente, ai curiosi di cercare la Guida segnalata e programmare una serie di escursioni nel corso dell’anno e sviluppare un confronto tra i partecipanti per approfondire la conoscenza del proprio territorio, condividendo una storia di alto profilo culturale e non cadere nella trappola del già noto. Se fosse così per un territoriocomplesso sia per la sua natura che per la storia e la cultura non sarebbe interessante e tanto meno necessario tenere in vita la ricerca. La conoscenza è condizionata dai limiti dei nostri strumenti nell’affrontare la soluzione di problemi che si presentano a chi vive in un tale territorio.

Non vorrei deludere il lettore a non segnalare almeno qualche geosito dell’Isolada visitare. La scelta del geosito è dettata dalla sua rilevanza naturalistica, elevato pregio scientifico e paesaggistico, nonché per la sua rilevanza come testimonianza della storia e dell’evoluzione geologica del territorio. Proporrei la scalata del Monte Epomeo non solo per lo straordinario paesaggio da ammirare dalla sua vetta, ma anche per la sua struttura tufacea di colore verde che, forse, insieme alla vegetazione avrà dato la denominazione di Isola verde a Ischia e per la sua genesi di struttura vulcanica risorgente dopo la grande eruzione proprio del tufo verde e del collasso calderico, dove si svilupperanno i centri eruttivi successivi. In buona sostanza dall’Epomeo si può osservare il campo vulcanico che ha costruito l’Isola. Per la conoscenza dei monumenti geologici o geositi un’escursione in barca per il periplo dell’Isola consente di osservare manifestazioni vulcaniche che sorprendono l’osservatore. Il punto di partenza per tale escursione è il Porto d’Ischia, che è un cratere e già di per se un geosito; procedendo verso est si ammira il flusso della lava dell’eruzione dell’Arso del 1302, segue il Castello Aragonese, una cupola vulcanica; superata la punta orientale dell’Isola si potrà ammirare il collasso della parete costiera, formata da una fitta stratificazione, denominata Scarrupata di Barano; procedendo lungo la costa meridionale dell’Isola si costeggia la spiaggia dei Maronti generata dai collassi del Monte Epomeo; superata la Punta di Sant’Angelo si presenta lo spettacolo degli strati del centro eruttivo di Punta Imperatore; da questo punto fino alla Punta di Zaro l’Epomeo è più lontano dalla costa, dove si sviluppano spiagge ed emergono dal mare blocchi di Tufo Verde collassati dal monte; tra Zaro e Monte Vico si sviluppa la Baia di San Montano, sito di grande interesse naturalistico e archeologico.Ai giovani ai quali mi sono rivolto dico che quanto ho indicato è solo una parte delle straordinarie risorse naturali dell’Isola, l’invito è di sviluppare la conoscenza del vostro territorio secondo i vostri desideri e metodi.

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Un commento

  1. Caro Giuseppe,
    ho letto con attenzione il tuo articolo sull’escursionismo a Ischia e, pur condividendo l’importanza di valorizzare il nostro straordinario patrimonio geologico, credo che il problema debba essere affrontato da una prospettiva completamente diversa: quella di chi visita l’isola, non soltanto di chi la studia.
    Da oltre 25 anni accompagno turisti, studenti e appassionati alla scoperta della geologia e della natura di Ischia. Questa esperienza mi ha insegnato una cosa fondamentale: per avvicinare le persone alla natura non basta descriverla scientificamente. Bisogna farla vivere!
    Un turista non viene a Ischia per sentir parlare di “collasso calderico”, “strutture vulcaniche risorgenti” o altre definizioni scientifiche incomprensibili ai non addetti ai lavori. Vuole scoprire, osservare, toccare, comprendere e soprattutto emozionarsi.
    Quando accompagno un gruppo davanti a una fumarola, faccio percepire il calore che proviene dal sottosuolo e spiego perché la terra è ancora calda. Quando mostro il Fungo di Lacco Ameno, racconto come si è formato. Davanti a una mofeta, a un cratere vulcanico o a una sorgente termale, cerco di trasformare un fenomeno naturale in un’esperienza concreta.
    È così che nasce la curiosità scientifica! Solo successivamente, chi lo desidera, potrà approfondire i processi geologici che ha imparato a riconoscere.
    I geositi non bastano: devono essere accessibili e valorizzati
    Nel tuo articolo citi 37 geositi individuati nella guida geologico-ambientale dell’isola.
    Ma mi domando: quanti turisti sanno dove si trovano? Quanti sono segnalati? Quanti dispongono di pannelli esplicativi comprensibili? Quanti possono essere raggiunti attraverso percorsi adeguatamente mantenuti?
    Un geosito, per quanto straordinario dal punto di vista scientifico, se non viene segnalato, spiegato, tutelato e reso accessibile, per il visitatore praticamente non esiste.
    La semplice classificazione scientifica non produce automaticamente interesse turistico. Sono la divulgazione, la promozione, la manutenzione e la conservazione a trasformare un luogo di interesse geologico in una vera attrazione naturalistica.
    A Ischia mancano i sentieri, non le mulattiere!
    Parliamo poi dell’escursionismo.
    A Ischia esiste una straordinaria rete di antiche mulattiere, percorsi agricoli e collegamenti rurali. Ma non possiamo continuare a confondere queste infrastrutture storiche con una moderna rete di sentieri escursionistici.
    Una mulattiera non diventa automaticamente un sentiero turistico soltanto perché qualcuno vi passa o dipinge un segnavia bianco e rosso su un albero!
    Le mulattiere venivano mantenute perché servivano per trasportare persone e merci con gli animali da soma. Quando è scomparso il mulo, troppo spesso è scomparsa anche la manutenzione.
    Un vero sentiero escursionistico richiede progettazione, pulizia periodica, sicurezza, cartografia, indicazioni chiare all’inizio e alla fine del percorso, segnaletica direzionale nei punti di scelta e informazioni sui luoghi attraversati.
    Dipingere indiscriminatamente segni bianchi e rossi sulle rocce e sugli alberi, senza un progetto complessivo, rischia soltanto di trasformare il bosco in una prosecuzione dei graffiti urbani.
    La segnaletica deve guidare il visitatore, non deturpare il paesaggio.
    Le pubblicazioni scientifiche devono essere realmente disponibili
    Citi giustamente la guida geologico-ambientale del 2011. Un lavoro certamente meritevole dal punto di vista scientifico.
    Ma c’è un problema fondamentale: dove può trovarla oggi un turista, uno studente o un insegnante?
    Per quanto ho potuto constatare, queste pubblicazioni hanno avuto una distribuzione estremamente limitata. Molte copie sono finite nelle mani di amici, conoscenti e persone che non avevano alcun interesse specifico per la geologia dell’isola, mentre chi avrebbe voluto utilizzarle per studiare, insegnare o accompagnare visitatori non è riuscito a procurarsele.
    Quale utilità divulgativa può avere una guida che il pubblico interessato non riesce a trovare?
    Una pubblicazione destinata a far conoscere il territorio dovrebbe essere facilmente accessibile, possibilmente anche gratuitamente in formato digitale, e soprattutto utilizzabile da chi vuole effettivamente visitare i luoghi descritti.
    Il turista non è un geologo, e non deve diventarlo!
    Nel tuo articolo inviti giovani e visitatori a conoscere la storia geologica dell’isola, citando l’Epomeo, il Tufo Verde, le strutture vulcaniche e numerosi altri siti.
    Ma rischiamo di dimenticare il destinatario del messaggio.
    Non dobbiamo pretendere che il turista impari prima la geologia per poter apprezzare Ischia. Dobbiamo utilizzare Ischia per fargli scoprire quanto la geologia possa essere interessante!
    È una differenza enorme.
    Anche uno studente che non ha mai mostrato particolare interesse per le scienze naturali può appassionarsi osservando il vapore che esce dalla terra, comprendendo perché una sorgente è calda o scoprendo che il porto di Ischia occupa un antico cratere vulcanico.
    Prima viene l’esperienza, poi la curiosità, infine la conoscenza.
    Meno teoria, più esperienze sul territorio!
    Il vero problema dell’escursionismo a Ischia non è la mancanza di studi scientifici. Abbiamo un patrimonio di conoscenze straordinario.
    Quello che manca è la capacità di trasformare queste conoscenze in un’offerta di turismo naturalistico organizzata, accessibile e continuativa.
    Servono sentieri mantenuti, geositi valorizzati, pannelli divulgativi, guide accessibili, itinerari tematici, attività per le scuole e soprattutto persone preparate a raccontare il territorio con un linguaggio comprensibile.
    Non basta dire che Ischia possiede un patrimonio geologico straordinario. Bisogna mettere le persone nelle condizioni di scoprirlo!
    E aggiungo un’ultima considerazione: non trovo affatto negativo che gli escursionisti raccontino le loro emozioni, le esperienze conviviali e persino la gastronomia locale, come osservi all’inizio del tuo articolo.
    Al contrario, è proprio questo insieme di natura, cultura, tradizioni, incontri ed emozioni che rende memorabile un’escursione e invoglia altre persone a vivere la stessa esperienza.
    La geologia non deve essere una lezione universitaria all’aperto, ma una chiave per comprendere il paesaggio e vivere la natura con occhi nuovi.
    Da geologi abbiamo il compito di conoscere e studiare il territorio, ma anche di imparare a raccontarlo a chi geologo non è.
    Altrimenti rischiamo di continuare a parlare di geologia soltanto tra noi geologi, mentre il grande pubblico continuerà a ignorare le meraviglie che abbiamo sotto i piedi.
    Aniello Di Iorio
    Geologo – EuroGeoPark
    Ischia

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