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Servizi cimiteriali, l’appalto si inceppa

A Forio salta il subentro e la situazione resta in bilico. Tra affidamenti annullati, rinunce e interpelli esauriti, continua ad alimentarsi il caso che riaccende i riflettori su uno dei settori più delicati e strategici della macchina comunale

Non è un appalto qualunque. Dietro la gestione dei servizi cimiteriali si intrecciano esigenze pubbliche essenziali, obblighi di continuità amministrativa e interessi economici rilevanti. Per questo la vicenda emersa dal Comune di Forio assume un valore che va ben oltre il semplice iter burocratico: riguarda un settore particolarmente sensibile, dove ogni interruzione o incertezza gestionale rischia di avere effetti immediati sui cittadini e dove gli affidamenti pubblici attirano inevitabilmente l’attenzione degli operatori economici.Ma andiamo con ordine e leggiao gli atti del municpio turrita. Con la determinazione n. 2253 del 28 ottobre 2026, il Comune ha infatti annullato l’affidamento temporaneo dei servizi cimiteriali di Forio capoluogo e Panza che era stato assegnato alla società Ecologia e Trasporti San Giacomo S.r.l., chiamata a subentrare dopo la risoluzione del precedente contratto con Sant’Elena Service Group S.r.l.. L’appalto originario, affidato all’inizio del 2026 per un importo contrattuale di oltre 339 mila euro oltre Iva, era stato risolto dal Comune a settembre a seguito di contestate inadempienze dell’affidatario. Da lì era partita la procedura prevista dall’articolo 124 del nuovo Codice degli Appalti, che consente di interpellare progressivamente gli operatori classificati in graduatoria per garantire la prosecuzione del servizio. La seconda classificata aveva inizialmente manifestato disponibilità al subentro e, proprio per evitare vuoti nella gestione di un servizio pubblico essenziale, l’amministrazione aveva disposto anche un affidamento temporaneo attraverso una trattativa diretta sul MEPA, del valore di circa 18.840 euro oltre Iva. Ma il meccanismo si è improvvisamente bloccato. Nel corso di una riunione svoltasi il 23 ottobre tra Comune, impresa e rappresentanze sindacali non si sono infatti concretizzate le condizioni necessarie per il passaggio di cantiere.

Successivamente la società ha formalizzato l’impossibilità di assumere il servizio, segnalando difficoltà organizzative e l’assenza di un accordo sulle condizioni di impiego del personale. Una scelta che ha portato sia alla mancata sottoscrizione del verbale di consegna sia al ritiro della disponibilità a subentrare nell’appalto residuo. Il risultato è che il Comune ha dovuto annullare l’affidamento temporaneo e avviare un nuovo interpello rivolgendosi al terzo operatore classificato nella graduatoria originaria. Un elemento che rende la vicenda ancora più delicata: il provvedimento evidenzia infatti che con questo passaggio si esauriscono gli operatori utilmente interpellabili presenti nella graduatoria di gara. Una situazione che fotografa tutte le complessità del settore. Quello dei servizi cimiteriali è infatti un comparto nel quale convivono aspetti organizzativi, gestione del personale, obblighi di servizio pubblico e appalti economicamente significativi. Un ambito che richiede continuità assoluta e che, proprio per la sua natura essenziale, non può permettersi battute d’arresto.La partita, dunque, non è chiusa. Il Comune prova a percorrere l’ultima strada disponibile prevista dalla graduatoria, mentre sullo sfondo resta l’interrogativo su come garantire stabilità e continuità ad un servizio tanto delicato quanto strategico, in un settore dove gli interessi economici si intrecciano inevitabilmente con una funzione pubblica di assoluta rilevanza.

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