LE OPINIONI

IL COMMENTO Farmacie del futuro, fantascienza o realtà

DI GIORGIO DI DIO

La “farmacia dei servizi “è nata nel 2009 con la legge n. 69 con l’intento di ampliare il ruolo delle farmacie sia in campo ospedaliero sia nell’ambito del servizio sanitario nazionale. Poi nel 2010 con D.M del 16 dicembre l’attività farmaceutica è stata meglio regolamentata sulle prestazioni da effettuare. È previsto che le farmacie eroghino prestazioni analitiche di prima istanza, una serie di test diagnostici e le principali analisi cliniche. Prevista anche l’erogazione da parte delle farmacie di specifiche prestazioni professionali, oltre a poter operare come canali di accesso al Sistema CUP per prenotare prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale presso le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, provvedere al pagamento dei ticket a carico del cittadino e ritirare i relativi referti. Tutto questo è rimasto praticamente fermo e solo durante la pandemia del Covid, poi le farmacie hanno assunto un ruolo più marcato fornendo servivi per la diagnosi e la cura del Covid-19

Ora il Ddl semplificazioni disegna le farmacie del futuro facendole diventare dei veri e propri centri per l’erogazione di servizi sanitari e facendo entrare decisamente nel vivo quanto stabilito dal D.M del 2010. La prima considerazione da fare è che le farmacie sono numerose e molto presenti sul territorio. Solo a Procida che è una piccolissima isola ce ne sono tre, oltre 20 nell’isola d’Ischia più un nutrito numero di parafarmacie. E già oggi per molte piccole cose , non avendo un accesso facile a un ospedale molte cose le chiediamo al farmacista. Il farmacista ci misura la pressione. Ci suggerisce quali sono i medicinali più adatti per le nostre patologie. Certo non si possono sostituire allo specialista o al medico di base ma hanno una vasta conoscenza dei medicinali e un’enorme esperienza nelle cure seppur dovuta a leggere e rileggere le ricette fatte dai medici. Durante il covid gli ospedali erano irraggiungibili, i medici di base oberati di lavoro e con pochissimo tempo da poter dedicare ai pazienti. È stato proprio durante il covid che la farmacia si sono attivate facendo tamponi molecolari e, dopo la prima frenetica fase, anche le vaccinazioni. L’esperienza del covid ha fatto nascere un’accelerazione per la trasformazione delle farmacie da semplici distributori di medicinali a veri e proprio punto di riferimento per la salute de cittadini. il nuovo Ddl punta da subito a fare in modo che cittadini si possano vaccinare direttamente in farmacia o a chiedere farmaci per l’assistenza domiciliare, o a scegliere il proprio medico di base. Secondo la norma ci deve essere una farmacia ogni tremila abitanti. In Italia siamo al di sopra della media europea.

È fuori dubbio che le farmacie, insieme al medico di base, sono le strutture sanitarie più vicine alla popolazione e vale la pena cercare di sfruttare la loro capillarità per farne dei veri e proprio ambulatori sia in città che in periferia, facendo in modo che i cittadini semplicemente andando in farmacia possano vaccinarsi, scegliere il proprio medico di famiglia o pediatra o ricevere farmaci e dispositivi medici necessari per l’assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale. Ma c’è di più. I farmacisti avranno la possibilità di offrire servizi di telemedicina e, cioè, fornire quell’insieme di prestazioni sanitarie a distanza per via telematica. Certo questo comporta competenze professionali nuove nel campo delle tecnologie di comunicazione che vanno a integrare le modalità tradizionali di assistenza medica, utilizzando nuovi strumenti audio e video di comunicazione digitale. Una vera e propria , anche difficile, rivoluzione che consentirà ai farmacisti di fornire colloqui e servizi di assistenza medica da remoto,inviare e ricevere documenti, diagnosi e referti in modo immediato a distanza, monitorare costantemente i parametri vitali dei pazienti con patologie croniche da remoto.

Fantascienza? Secondo il Ddl semplificazioni no perché l’obiettivo del disegno di legge è di aiutare i cittadini, oltre a tutte le cose che si possono fare andando semplicemente in farmacia, a ricevere assistenza sanitaria e le migliori cure possibili anche da remoto e in situazioni critiche. E ci vorrà una grossa organizzazione a livello logistico e organizzativo. Occorreranno spazi che devono essere separati da quello veri e propri della farmacia, occorreranno nuovi e più stringenti requisiti igienico-sanitari, occorreranno specifici corsi d formazione pe i farmacisti. Per erogare i nuovi servizi sanitari si dovranno utilizzare locali separati da quelli ove è ubicata la farmacia, locali in cui non sarà consentito il ritiro delle prescrizioni mediche e qualsiasi dispensazione o vendita di farmaci o di altri prodotti. Questi locali dovranno essere identificati oltre che con la classica croce verde, anche con apposita indicazione che si tratta di “ Farmacia di servizi”. Diventerà quasi logico , a questo punto, perle farmacie associarsi e unire più forze per trovare spazi comuni in cui istituire i nuovi servizi. Insomma, nella farmacia il futuro potremo fare vaccinazioni, servizi di telemedicina, elettrocardiogramma, holter, analisi, tamponi diagnostici, test antibiotici, potremo scegliere il medico di medicina generale e il pediatra. E, in conclusione, aumenteranno sicuramente posti di lavoro perché è logico che per tutte le nuove competenze occorrerà altro personale in più rispetto a quello già esistenti.

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Armando

Nessuna fantascienza, ci siamo già, anche sull’isola d’Ischia ci sono già farmacie attive sul fronte della telemedicina dove fare ecg, holter, analisi, aderire a programmi di screening, fare tamponi, fare vaccini ecc.

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