LE OPINIONI

IL COMMENTO Giovani e vecchi, tutto da ripensare

Nei giorni scorsi sono accaduti, in campo nazionale ma anche in campo locale, dei fatti che ci portano a riflettere su quello che la società moderna riserva rispettivamente a giovani e vecchi. Cito alcuni di questi fatti: a Ischia e Procida sono state emesse ordinanze che impongono il rispetto della quiete pubblica in determinate fasce orarie del giorno (soprattutto la cosiddetta “controra” che – ai tempi in cui ero bambino – veniva demonizzata dai nostri genitori come un’insidia psico-fisica da cui salvaguardarsi assolutamente. La sacralità del silenzio pomeridiano era simbolicamente rappresentata dal frinire delle cicale, conciliatorio di un sonnellino pomeridiano). Sempre ad Ischia, il Questore di Napoli, su input del Vice Questore Re del Commissariato di Ischia, aveva disposto un provvedimento di chiusura per 30 giorni della discoteca New Valentino che, subito dopo, il Tar ha sospeso fino al 6 settembre e il Comune d’Ischia ha disposto la chiusura del Mojito per 10 giorni (dal 16/8 al 26/8) per inosservanza degli orari di diffusione della musica e il Tar ha confermato. In tutto questo, si è creata una spaccatura tra isolani che prediligono quiete e riposo ed isolani che sostengono che, con una politica di restrizione della movida , si condanna l’isola a luogo di villeggiatura per soli anziani. In campo nazionale, Venezia sta per deliberare il numero chiuso di accesso di turisti nella città e il pagamento (con prenotazione) di un biglietto di ingresso. Il Comune di Meledugno (provincia di Lecce) ha disposto il divieto di gioco del pallone in una piazza del centro appena rifatta e i ragazzi hanno protestato issando uno striscione nel quale si dice: “Criticate tanto la nostra generazione (n.d.r. ripiegata in un solipsismo mediatico sui telefonini) ma ci avete tolto il pallone “. Ultimo significativo fatto: Papa Francesco, nell’udienza generale del 10 agosto, ha sostenuto che la vecchiaia è nobile e non ha affatto bisogno di truccarsi per mostrare la propria nobiltà. Truccarsi – ha detto Francesco – significa mascherare e imbrogliare. Il Papa poi ha citato Platone che, nel libro “La Repubblica” sottolinea che proprio i vecchi, con la saggezza vissuta senza infingimenti, sono potenzialmente i migliori politici che si possano avere.

Ora, cerchiamo di dare un ordine logico, un “fil rouge” ai fatti elencati. Sapete l’origine della locuzione “filo rosso”? Essa proviene da un’antica leggenda giapponese, secondo la quale ognuno di noi, quando nasce, porta al mignolo un filo rosso che lo conduce ad un esito predestinato. Qual è il destino turistico d’Ischia? Quello che porta ad un turismo della terza età o quello che punta sui giovani? Cercheremo di capirlo di seguito. Partiamo dal presupposto che la società moderna è un coacervo complesso, nel quale le semplificazioni ideologiche del passato non servono più, come non serve più la cesura netta giovani versus anziani. Ci sono giovani-vecchi e vecchi-giovani. E’ per questo che ritengo intellettualmente insufficienti e fuorvianti tutte le politiche di chi solleticano la pancia degli italiani su schematismi facili facili. Allora, passare da politiche di laisser faire a politiche di improvvisi divieti (senza peraltro possedere l’organizzazione e le risorse umane per farli rispettare) è esercizio demagogico ed inutile. Mi chiederete, a questo punto allora, che fare? Lasciare il caos attuale? Ad una società complessa non si possono dare risposte semplici, ma – per l’appunto – complesse. A proposito di svago giovanile, discoteche, musica, contrapposte all’esigenza di ordine, tranquillità, riposo, ci sono solo due soluzioni possibili: programmare il territorio in maniera tale che attività che presuppongono sonorità, svago, esternazione di vitalità giovanile, si collochino in zone adatte; seconda soluzione: la ricerca continua di “mediazioni” sociali che facciano incontrare (quanto più possibile) le esigenze diverse e contrapposte . Avevo proposto, al riguardo, l’istituzione, da parte dei Comuni isolani (in particolare Ischia e Forio,dove maggiormente si concentra la movida) di un cosiddetto “Sindaco della notte”, soluzione sperimentata positivamente da molte località turistiche.

C’è bisogno di un continuo confronto sociale per contemperare ciò che è difficile contemperare. Ovviamente ciò è possibile quando tutte le parti in causa rispettano le norme esistenti. Se invece si pretende di utilizzare locali inadeguati, personale non in regola o quant’altro, non ci sono nemmeno le condizioni di partenza per un tentativo di conciliazione. E veniamo al gioco del pallone. E’ ovvio che non è possibile invadere una piazza pubblica, destinata all’intrattenimento, col gioco del pallone. Come è ovvio che non si può consentire tale gioco sulle spiagge o a ridosso delle spiagge, sotto le case dei residenti. Ma nemmeno possiamo cancellare tutti gli spazi all’aperto esistenti nei vari quartieri. Non mi affascina l’idea che si faccia conto solo delle strutture (belle, peraltro) esistenti nelle scuole o nei campi sportivi di squadre semiprofessionistiche. Meglio campetti improvvisati di quartiere, in spazi risparmiati dalla speculazione edilizia.

Le ordinanze emesse dai Comuni devono avere “credibilità” e non è, ad esempio, credibile un’ordinanza di rispetto del silenzio e divieto di gioco del pallone nel tratto della Spiaggia dei Pescatori alla Mandra, che va dal Sole Mio allo Chalet Primavera se, nel contempo, si consente una sosta selvaggia (a tutte le ore) di auto e moto. I ragazzi possono accettare la limitazione del gioco del pallone per il rispetto delle zone di silenzio. Ma non accetteranno mai che ciò che viene a loro proibito venga invece consentito a decine di auto e moto che, in barba ad ogni logica,vanno ad aggredire la fascia litoranea immediatamente a ridosso della spiaggia. Questo per i ragazzi. Resta l’importante questione degli anziani. Il Papa ha parlato da uomo di fede e ben si può comprendere l’estremizzazione dei suoi concetti sulla integrità fisica della vecchiaia, che deve conservare la dignità dell’età. Ma non è proprio così. Una cosa è il culto della giovinezza perenne, con paradossali profanazioni del corpo e inconcepibili deformazioni. Altro è la cura psico-fisica che allunga la vita e concilia le persone con se stesse . Platone scriveva che la saggezza degli anziani è il miglior ricostituente per una classe politica competente? Aveva ragione, per i suoi tempi. Oggi, nell’era digitale, si parla un linguaggio completamente diverso e, in politica, c’è anche la necessità di farsi capire e capire le nuove generazioni. Non sarò certo io a disdegnare la saggezza degli anziani. Ma proprio tale saggezza deve suggerirci che è inevitabile, nella complessità della società moderna, trovare i punti di mediazione e di contatto, più che schierarsi rigidamente pro “ intransigenti” o “ lassisti”, pro “giovani” o “vecchi”. I giovani attuali sono molto più concentrati sull’oggi che sul domani, prediligono l’hic et nunc. Il loro motto, un po’ in tutto il mondo, è “you only live once “ (Si vive una volta sola). Le suggestioni del futuro non accendono la loro anima. Il futuro glielo abbiamo già bruciato, riserviamogli almeno un degno presente.

Ads

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest

0 Commenti
Più vecchio
Più recente Più Votato
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Pulsante per tornare all'inizio
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex