LE OPINIONI

IL COMMENTO Il parcheggio della siena e la rassegnazione “gattopardesca”

DI LUIGI DELLA MONICA

Desidero sottoporre all’attenzione dei lettori alcune mie riflessioni alla vigilia di questo periodo di attesa dell’incontro fra le parti ed il CTU per la nota vertenza da Palazzo Scalfati in Ischia Ponte, in programma il prossimo 13 settembre alle ore 12. Il Comune di Ischia ha riscontrato la istanza di accesso agli atti, ai sensi dell’art. 7 l.241\1990, siccome formulata dal sottoscritto e dal coodifensore Avv. Bruno Cimadomo nello scorso 25 marzo. Come era auspicabile, in data 13 agosto, è stato riconosciuto l’“interesse diretto, concreto ed attuale del Condominio Via Seminario 34\46 Ischia alla ostensione del permesso a costruire e del relativo progetto di realizzazione di un parcheggio multipiano, il cui esame è indispensabile per l’adeguata tutela nel ricorso per danno temuto in danno della Turistica Villa Miramare, Committente dell’intervento suddetto, la cui proprietà, come già precisato nella istanza di ostensione, è ubicata immediatamente a valle del fabbricato in Condominio.

Le conseguenze possibili, tanto per illuminare i lettori del giornale, non avvezzi a linguaggi tecnico-giuridici saranno queste: i miei Clienti avranno strumenti legali, per esaminare le origini dell’atto concessorio, i presupposti urbanistici di rilascio del provvedimento autorizzatorio comunale, la sua conformità con i vigenti piani regolatori, i pareri della competente Sovrintendenza, del Genio Civile in ordine al regime delle opere idrauliche di contenimento della falda freatica, gli studi preliminari della sua natura e delle sue possibili evoluzioni geologiche. Nel pieno ed ossequioso rispetto del “copyright” dei progetti esecutivi dello studio “Ad Progetti” dovrebbe avvenire un confronto incrociato fra il progetto preventivato agli atti della concessione edilizia e le opere in corso di svolgimento fino alla data odierna; un esame a cura dei propri consulenti tecnici dei capitolati generali e\o speciali delle opere appaltate.

Lo scopo dell’istruttoria sarà quello di rafforzare la notoria tesi difensiva da noi propugnata innanzi il Tribunale di Napoli Sezione Distaccata di Ischia, nel pieno rispetto del contraddittorio fra le parti, ma sempre nell’ottica del dialogo costruttivo e rispettoso fra le parti, perché tutti e sottolineo tutti desiderano ampie rassicurazioni che a termine dell’opera commissionata dalla Turistica Villa Miramare S.p.a. (mi riferisco alla costruzione dell’attuale parcheggio della Siena), a meno per quanto concerne il Condominio sito in Ischia alla Via Seminario 34\46, nessun sospetto di presunto pericolo di dissesto fondale si cagionerà mai più. Da ischitano di Ischia Ponte mi aspettavo un qualcosa in più dal Comitato “Salviamo Ischia Ponte”, che sebbene partito con le migliori intenzioni sembra aver perso mordente strada facendo e mi chiedo come mai… forse la stagione estiva ha distratto un po’ tutti o forse, ci si è posti in un clima attendistico rispetto agli esiti della iniziativa dei proprietari di “Palazzo Scalfati”: in ogni caso sembra quasi che quanto diceva la controparte, impersonificata dall’avvocato Mario Santaroni, ”una mancanza di coerenza e di volontà di perseguire gli scopi delle polemiche sollevate” potesse essere verosimile. Con questo non voglio criticare nessuno, in primis il Presidente del Comitato, che è persona che stimo profondamente, ma esortare una ripresa dei lavori ed un maggior vigore delle iniziative, se ritenute giuste dai loro portavoce.

Queste riflessioni mi addolorano profondamente, ma rilevo in alcuni una sorta di rassegnazione gattopardesca all’avvicendarsi degli eventi, sembra che la singola voce fuori dal coro sia una nota stonata che non si voglia ascoltare. Meglio non conoscere come siano andate veramente le cose narcotizzati dal panta rei (tutto scorre). Meglio una verità precostituita che la ricerca della stessa, opera molto più laboriosa e sgradevole. In tal senso, da uomo di legge, mi ancorerò alla verità giuridica e mi rimetterò ad essa anche se sarà spietata ed implacabile, ma conserverò alcuni dubbi da uomo libero, quale mi ritengo, rispetto al tortuoso e sofferto percorso sostenuto per costruire tale verità. In conclusione, magari assisteremo all’opera riqualificativa del borgo di Ischia Ponte che verrà conclusa con il taglio dei nastri d’argento, a cui accorreranno Autorità Civili e Militari e vi saranno acclamazioni di popolo che forse avrà già dimenticato che il prezzo simbolico pagato è stato il cemento armato, gli escavi di terreno ed i livelli piezometrici del presunto lago “La Siena”, vale a dire un calvario paesaggistico durato oltre undici anni. Io non credo che tale sofferenza non sia scolpita profondamente nelle coscienze degli abitanti, siano essi stati passivi o attivi rispetto a tale iniziativa. Ma da ischitano di Ischia Ponte ricevo un pugno allo stomaco, nel vedere ogni testa di turista che si abbassa con lo sguardo in direzione del cantiere “La Siena”.

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* AVVOCATO

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