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LE OPINIONI

IL COMMENTO La saga dei Ferrandino: Enzo, Paolo e Giosi

Nell’intervista rilasciata, domenica scorsa, al Golfo, l’assessore Paolo Ferrandino ci ha disegnato un’amministrazione comunale efficiente, sana e competente, a fronte di un’opposizione inconsistente, insomma una “squadretta” (sembrava di leggere il linguaggio di De Luca quando – sprezzantemente – definisce gli avversari “personaggetti”). Ora, a Paolo sfuggono un paio di cose: prima, che anche nel campionato di calcio di serie A, non esistono più le squadre “materasso” e che anche gli “squadroni” possono “ingripparsi”. E’ recente (e lo dico con dispiacere da tifoso) il pareggio imposto dal piccolo Benevento alla grande Juve. E, si badi bene, per lo più gli squadroni si fermano per demeriti loro più che per merito altrui. La seconda questione, che sfugge a Paolo, è che di “fuoriclasse”, nella compagine amministrativa, non se ne vede nemmeno l’ombra. Dunque traspaiono, dalle sue risposte, molta presunzione, molte promesse e intenzioni (una su tutte l’acquisizione dell’area Enel nel Porto d’Ischia) ma poco costrutto. Ma quel che è peggio, non c’è una sola risposta (come non c’era nell’intervista al Sindaco Enzo Ferrandino) ai molteplici quesiti che si elevano dalla stampa locale e da molti settori dell’opinione pubblica. Al che ci chiediamo se lo fa perché non ritiene degni di risposta gli articoli che gli opinionisti propongono. Se così fosse non si capirebbe nemmeno perché si fa intervistare su Il Golfo, dal quale quotidianamente partono proposte e critiche costruttive. Dobbiamo piuttosto ritenere che considera la pubblica opinione disattenta e superficiale, al punto che egli ritiene sia meglio “scansare” le risposte alle domande difficili, tanto la gente tende a dimenticare.

Né il Sindaco né lui ci dicono nulla su come stanno agendo per recuperare l’imponente creditoria per tasse non riscosse; non ci dicono nulla su come pensano di fuoriuscire dall’impasse del Polifunzionale che non è in condizione di avere un collaudo positivo; non ci dicono nulla sui tempi ulteriori concessi alla costruzione del Parcheggio alla Siena e se abbiano verificato la piena aderenza dell’opera al progetto approvato, con particolare riguardo alla cubatura e alla quota in altezza e sarebbe stato gradito sapere quanto e quando è stato versato per gli oneri di urbanizzazione. Nulla ci dicono di come intendono uscirsene dalla situazione imbarazzante della concessione al bar della piazzetta Ugo Calise, annullata dal Tar e che dovrebbe andare a pubblico bando. Non ci dicono nulla di come intendono muoversi sul fronte della depurazione e dell’area privata restituita, per sentenza, ai legittimi proprietari. Non hanno più detto una parola sulla richiesta popolare di cambiare il nome da Vico marina a Vico Piero Malcovati della stradina ad L che dalla Farmacia Mirabella arriva allo Scuopolo. Non dicono nulla sull’assenza di qualsiasi confronto preventivo con categorie e rappresentanze sociali direttamente coinvolte nelle opere pubbliche progettate (a partire dal restyling della riva destra del Porto). Tranne poi a “scontrarsi” e “impattarsi” col “non gradimento” popolare, a cose fatte. Nulla ci dicono sul progetto presentato dalla società privata F.lli Ambrosino nell’area di proprietà tra piazza degli Eroi e l’Hotel Central Park. Non sarebbe stato più logico esaminare il progetto contestualmente alla progettazione del restyling della piazza e prima di realizzare quest’ultimo? Forse si sarebbe potuto creare un’interazione artistico-funzionale fra i due progetti, forse si potevano conformare, in un’ipotesi di massima collaborazione pubblico-privato e per un’idea complessiva di piazza rinnovata. Ma così non è stato e non è dato sapere quali intenzioni l’Amministrazione ha in merito, sperando che non la si voglia considerare occasione di “scambio” per obiettivi intuibili ma non confessabili.

Nulla ci dicono sul mercato ristrutturato di via De Rivaz, forse per carenza di finanziamenti o forse perché non si mettono d’accordo sulla destinazione d’uso. Nè c’è dato sapere cosa s’intende fare dell’area marcatale (mai decollata) di via Morgioni. E potremmo aggiungere a queste domande altre cento domande, ma preferiamo aspettare che incomincino a dare risposta almeno a qualcuna di quelle appena citate. Noi opinionisti, di un giornale che non ha preconcetti, non abbiamo la presunzione di centrare sempre l’argomento e di individuare la verità dei fatti. Siamo consapevoli che possiamo sbagliare, soprattutto perché gli atti del Comune non brillano per trasparenza. Quello che contestiamo dunque al Sindaco come a Paolo, come a tutti gli amministratori è che, nel gioco delle carte politiche, a “picche” devono rispondere “picche”, confutando in maniera convincente quanto da noi e da altri asserito, saremo ben lieti di riconoscere gli errori compiuti. Non abbiamo alcuna tesi precostituita da difendere né abbiano remore a rivedere giudizi ove dovessero risultare sbagliati. C’è un altro aspetto che lascia perplessi:

Paolo esercita politica locale (come consigliere o assessore) fin dagli anni ’70 (Nel 1975 eravamo entrambi in consiglio, su fronti opposti). Ora, tanta longevità politico-amministrativa può significare due cose: o che Paolo è bravissimo e perciò viene riconfermato o che la politica non è più in grado di esprimere una nuova classe dirigente che apporti idee fresche. Ma se fosse bravissimo, come mai non ha mai fatto il Sindaco? Forse perché è più comodo ripararsi all’ombra di un Sindaco-simulacro, riservando a se stesso i privilegi di “Sindaco di fatto”? Ancora, se fosse veramente bravissimo, com’è che Ischia “viaggia” (a ritroso) in un modello turistico-economico “obsoleto”, insostenibile e progressivamente decadente, a prescindere dai guasti della pandemia? Queste sono le domande di fondo a cui Paolo si sottrae. Se Paolo è sulla breccia del potere dal 1975 (45 anni fa!) avrà qualche responsabilità nello sviluppo edilizio disordinato e caotico? Poi, certo, può legittimamente mettere qualche bandierina sulla “politica delle opere” voluta da Enzo Mazzella, riconoscendone però i chiaroscuri.

Un’ultima precisazione: se ci siamo addentrati in una critica serrata non è perché consideriamo Paolo una “scartina” della politica. A Paolo riconosciamo passione politica e attaccamento al proprio paese e alla sua storia. Ce la prendiamo con Paolo perché presuppone di militare in una squadra di fuoriclasse, con un allenatore-Sindaco da scudetto e perché definisce le opposizioni “squadrette”. All’opposizione non mi sembrano “aquile”, ma considero ingeneroso – da parte sua – sottovalutare chi – col dovuto distacco per la carica europea che ricopre (Giosi Ferrandino) – fa da punto di riferimento di almeno una parte dell’opposizione e del quale tutto si può dire fuorché sia destinato a fare il capo-squadretta. Attenzione, che Giosi già una volta ha fatto “strike” (un’espressione e manifesto che- per la verità – non mi è mai piaciuta) e potrebbe tentare il bis, sia pure non in prima persona e magari tirando, a sorpresa, dal cilindro del prestigiatore, il nome giusto. Non so, in tal caso, se il birillo Paolo resterebbe in piedi sotto la “bocciata” di Giosi!

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Luigi Boccanfuso

Proprio le riflessioni di Franco Borgogna escludono che Paolo Ferrandino sia dotato di passione politica e di sentimenti di attaccamento al proprio paese.
D’altronde per sue stesse e reiterate ammissioni, Paolo Ferrandino concepisce la politica solo come un mezzo utile a fare qualcosa per sè stesso e non per la sua comunità tant’è che egli ha sempre e solo utilizzato la politica per garantirsi svariate rendite di posizione.
La sua storia personale insegna che “l’attaccamento” non è al proprio paese ma al “potere”utilizzato solo per generare ingenti vantaggi alla sua professione.
Nè mi risulta che in 45 anni di attività politica possa andare orgoglioso di poter mettere bandierine su qualche opera pubblica, fatto salvo i recenti lavori a PIAZZA DEGLI EROI sui quali è meglio stendere un velo pietoso…..
Condivido invece le riflessioni di Borgogna sull’europarlamentare Giosi Ferrandino in riferimento all’invito di non sottovalutare il suo ruolo e le sue strategie in merito alle quali resta indiscussamente il numero uno….
A maggior ragione se rispondesse a verità la voce che circola con insistenza secondo la quale ha chiuso già un accordo politico con il numero 2 delle strategie…
In tal caso per Enzo e Paolo Ferrandino il futuro politico si complica….

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