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LE OPINIONI

IL COMMENTO La vita e la bellezza

Mercoledì scorso si è svolta, al Calise di Ischia, la presentazione dell’ottava edizione dell’Ischia and Naples International Festival of Philosophy, egregiamente diretto da Raffaeele Mirelli. Ieri, sabato, sul sagrato della Chiesa del Soccorso a Forio, si è invece svolto il Gran Galà per la Vita 2022, nell’ambito di eventi del Comune di Forio, coordinati dal direttore artistico Gaetano Maschio. Entrambi gli eventi hanno alla base valori di primaria importanza per l’esistenza e la convivenza umana: la Vita e la Bellezza. Possiamo dire che gli eventi si somigliano? Possiamo dire che Bellezza e Vita s’intrecciano, danzano insieme e insieme contribuiscono ad una crescita culturale dell’isola d’Ischia? In tutta franchezza, sostengo che siamo di fronte a due eventi il cui taglio culturale è totalmente diverso. Già nel titolo inglese del Festival di Filosofia, appare evidente che Mirelli (tra l’altro opinionista di questo giornale) gioca sull’internazionalità del Festival, sulla universalità della cultura (che non è patrimonio esclusivo né di destra né di sinistra, né cattolica né atea, ma può affondare le radici nel terreno fertile di qualunque zolla ideologica) gioca sul coinvolgimento dei giovani e infine gioca sulla profondità di pensiero e sul metodo scientifico, sforzandosi di “scendere in strada” per rendere comprensibili concetti complessi alla stragrande maggioranza dei cittadini. E’ questo il motivo per cui un importante evento di apertura (ore 17.00 dell’8 settembre alla Biblioteca Antoniana) è dedicato a ricordo di Pietro Greco, grande divulgatore scientifico, con l’ausilio di Antonio Ereditato, professore dell’Università di Yale.

Raffaele Mirelli

Ulteriore osservazione: il festival di Filosofia non è solo “Ischia” ma “Ischia e Napoli”. Perché, a dispetto delle continue ed improvvide semplificazioni contro i turisti napoletani (come fossero un corpo unico e non l’insieme del bene e del male di Napoli) non è scindibile la storia e la cultura di Ischia da quella di Napoli. Cos’è invece il Gran Galà della Vita? Un evento rispettabile e che legittimamente si dispiega nella libertà di opinione, ma non è “espressione neutra”. E’ dispiegamento di una filosofia di parte (cattolico conservatrice) che, forse, è stato inopportuno presentare a meno di un mese da una delicata e confusa campagna elettorale. Il Gran Galà della Vita propone una visione, il cui emblema popolare e musicale s’incarna nel cantautore, chitarrista e blogger Giovanni Povia. Personaggio sicuramente fantasioso (memorabile il successo de “I bambini fanno ooh”, apprezzabile il suo impegno contro lo sfruttamento dei bambini) ma non possiamo dimenticare la sua attiva partecipazione ai Family Day e contro i Dico (legittima, ma sicuramente rappresentativa di una parte del cattolicesimo italiano) e qualche scivolata sulla buccia di banana a proposito di omosessualità. La vita non è solo strenua difesa della consistenza corporea, da cui discende una intransigente visione contraria all’aborto anche nei casi più estremi, contraria all’eutanasia anche nei casi più insostenibili e degradanti della dignità umana. La vita, vista nel suo totale dispiegamento ma anche nei suoi limiti (l’incognita salute, il fine vita) è sicuramente compagna e completamento della Bellezza. Ma né la Vita né la Bellezza sono illimitate e incorruttibili. Dipende da noi evitare che vengano, l’una e l’altra, contaminate da pregiudizi, ideologie totalizzanti, fideismi che sfociano nel fanatismo. E infine mi sia consentito evidenziare un merito, grandissimo, che ho intravisto nella presentazione del Festival di Filosofia e non nel Gran Galà. Ho visto, alla presentazione del programma, quattro donne colte e battagliere, che sono cointeressate nello svolgimento del Festival di Filosofia: per il Comune d’Ischia, la consigliera comunale, con delega alla Cultura, Carmen Criscuolo; per il Comune di Lacco Ameno, la vice Sindaco Carla Tufano, con delega alla Cultura; Cristina Mattera, in rappresentanza della famiglia che gestisce parte importante del Castello Aragonese ed infine, per i Giardini La Mortella, Lina Tufano, direttrice musicale. Quattro donne competenti, volitive, che hanno esposto benissimo i motivi che hanno spinto i rispettivi Enti o società che rappresentano a collaborare col Festival di Mirelli.

Il cantautore Giovanni Povia

Nella generale situazione politica amministrativa, nazionale e locale, piuttosto deficitaria, io leggo un motivo di speranza in queste donne che rappresentano il nuovo e l’eccellenza della nostra isola. A cui aggiungerei la dottoressa Vinciguerra dei Giardini La Mortella,la Sindaca di Serrara Fontana Irene Iacono, l’archeologa Mariangela Catuogno che sta arricchendo il cartellone isolano di eventi culturali, per non parlare di donne che presiedono importanti Associazioni culturali, come Caterina Mazzella, Emilia Greco (che ha sperimentato, sulla pelle della sua famiglia, tutta la caducità e imprevedibilità della Vita), Odette Del Dotto, Presidente del Museo Etnografico del Mare, Lucia Annicelli, Direttrice della Biblioteca Antoniana, Ernesta Mazzella, Direttrice del Museo Diocesano (Mudis), Luisa Graziano , Presidente di T.I.F.E.O. E mercoledì sera, in Piazzetta Ugo Calise, in occasione della presentazione del libro dell’agronomo Franco Mattera, Ciro Cenatiempo ha fatto conoscere al grande pubblico un’eccellente attrice (Milena Cassano) e una brava, quanto timida, disegnatrice (Monica Hernadez). Queste ed altre donne (molte annidate anche nel settore dell’imprenditoria privata) rispetto alle quali mi scuso per la mancata citazione, possono davvero “ristrutturare” la nostra isola, per una “perestroika” ischitana. E se il grande statista sovietico Gorbaciov, che ci ha lasciato di recente, dovette assistere al fallimento del suo nobile tentativo, sono pronto a scommettere che le donne d’Ischia riusciranno nell’impresa di elevare culturalmente, socialmente ed economicamente l’isola, attualmente in fase di stallo e di “surplace”.

La vicesindaca di Lacco Ameno, Carla Tufano

A livello nazionale, a proposito del “gender gap”, una studiosa di settore, Maria Teresa Sega, ha spiegato che il motivo principale del persistere della “minorità” femminile rispetto ai maschi, è l’assenza di soggetti femminili nei manuali scolastici, che nega alle giovani donne la possibilità di riconoscersi in figure di riferimento. Anche Ischia ha bisogno di rivalutare le donne che hanno fatto la storia isolana. Una per tutte: Vittoria Colonna, ed è un peccato che né amministrazioni pubbliche né privati facoltosi abbiano ritenuto di continuare quello che, per varie edizioni, era il Premio Vittoria Colonna. Chiudo con l’ultima considerazione sul parallelismo tra le due manifestazioni: il Festival filosofico sulla Bellezza e il Galà della Vita. La Religione attiene al “Sacro”. E la sacralità tocca una sfera sensibile ed ineliminabile dell’Umanità, che riguarda indistintamente “credenti” e “non credenti”. La sfera dell’inconoscibile, di ciò che l’uomo non riesce a spiegare e perciò la teme (Umberto Galimberti). Quando la Religione scende in campo per modificare, modellare, abolire quello che la Polis costruisce, può fare dei danni, talché, utilizzare – come accade in questa improvvida campagna elettorale – il “ Credo” per conquistare un voto in più, non esalta la Vita ma la prende in giro e la mortifica.

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