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LE OPINIONI

IL COMMENTO L’isola ed il turismo di qualità

DI LUIGI DELLA MONICA

Un caro amico che non vedevo da tanto tempo, ma sentivo via social, impiegato nel settore alberghiero mi ha salutato con affetto e simpatia, ma mi ha fatto gelare il sangue dicendo: “Caro amico mio, non si avrà mai il turismo distribuito su dodici mesi, perché è tropp’ bell a sezzenella di guadagnare in 5 mesi per 12 e stare con la pancia all’aria per gli altri sette; e poi cosa gli offriamo ai turisti in autunno-inverno? Strade allagate, traffico e strutture termali chiuse?”. Sabato sera, causa bambino piccolo, mi muovevo alle 19.30 per mangiare una pizza in un ristorante di Ischia Ponte ed alla domanda come mai non avessero risposto al telefono per le prenotazioni, la ragazza addetta ai tavoli, comprendendo il nostro garbo, replicava a mia moglie: “Signora, un certo tipo di turisti italiani nonostante la nostra risposta telefonica che era tutto pieno, facevano irruzione nel locale non credendo alla nostra parola e volevano ugualmente sedersi anche ad ora tarda per mangiare e se li facevamo entrare si producevano in chiasso e schiamazzi…A questo punto abbiamo deciso di non rispondere più a nessuno”.

Sono due esempi, per bocca isolana, che le forze contrarie a quel colpo di reni, come il caro Franco Borgogna sosteneva domenica scorsa nel suo editoriale, sono endogene all’isola, anzi chi le reni “voleva spezzarle alla Grecia”, mi si passi la metafora audace, intese negli anni trenta del secolo scorso implementare il turismo balneare in tutta Italia con le colonie estive, fra cui spiccava la nostra Ischia – non lo affermo io, ma ne è recente prova letteraria e televisiva ne il “Commissario Nardone”. Le concessioni balneari, un settore che è tanto delicato e strategico in Italia come ad Ischia, hanno costituito le concause della caduta del Governo Draghi. Gli attuali gestori dei lidi, come ad esempio gli eredi del mitico “Aniello” del Bagno Bar “Dai Tu”, oppure della compianta sig.ra Cristina, titolare del bagno omonimo a Punta Molino, che ricordo da bambino ed a cui rivolgo il mio cordoglio per la recente scomparsa, a seguito della messa a libero bando, in ossequio ad un principio di ossessiva libera concorrenza europea, si vedrebbero strappare il frutto di investimenti di più generazioni da cordate di competitors stranieri e sconosciuti. Era chiaro che nell’agenda Draghi si voleva premiare il merito gestionale di nuove idee e nuovi progetti di miglioramento, ma un cambio di mentalità, tuttavia, è indispensabile a fronte di un agguerrito ed organizzato movimento politico ed economico nordamericano e mitteleuropeo che vuole

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Ben vengano i “nordisti” europei , perché così forse riescino finalmente a fare pulizia da questo turismo di massa, inquinante ed insoppirtabile. Se agli isolani sta bene il caos concentrato in pochi mesi, l’abusivismo e la distruzione dell’ambiente, allora siano pronti anche all’invasione dei vichinghi, dopo quella dei maomao…

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