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CRONACA

Il Cudas: «No alle polemiche, ma dall’Asl urge un cambio di passo»

Il Comitato unitario per il diritto alla salute chiede adeguati livelli di assistenza e il pieno recupero degli standard qualitativi che caratterizzavano la Rsa di Villa Mercede

Il Comitato unitario per il diritto e la difesa alla salute ha diramato un comunicato con alcune considerazioni sulla delicata emergenza sanitaria in corso: «In questi giorni, davanti all’evoluzione della situazione di Villa Mercede, abbiamo scelto come CUDAS un profilo basso e un approccio sobrio. Non perché l’indiscutibile gravità della situazione non sia motivo di profonda preoccupazione o non meriti grandissima attenzione da parte nostra come di tutta la cittadinanza, ma perché crediamo che in una fase di emergenza si richiede grande senso di responsabilità da parte di tutti e un approccio più orientato a risolvere concretamente i problemi o a contribuirvi piuttosto che a creare e fare clamore fine a sé stesso. Per le verifiche necessarie di ciò che non ha funzionato e l’accertamento delle responsabilità confidiamo nell’opera chiarificatrice degli organi preposti, così come sta avvenendo in altre parti d’Italia.

Secondo noi, gli ultimi eventi rappresentano un’ulteriore conferma dell’inadeguatezza e – a questo punto – inappropriatezza della gestione esterna dei servizi, così come era già emerso negli ultimi anni e soprattutto negli ultimi mesi. Auspicavamo da tempo un completo cambio di passo, che non c’è stato almeno nella fase dell’emergenza in cui la prevenzione era fondamentale, tanto più alla luce di quanto stavamo apprendendo giorno per giorno dei drammi di tante RSA in giro per l’Italia».

Il Cudas dunque auspica un cambiamento concreto: «Superato il difficile momento attuale, che vede fortunatamente affidata la cura degli ospiti positivi e non a personale sanitario specializzato dell’Asl, sollecitiamo all’Asl Na2 Nord, come già abbiamo fatto più volte nel recente passato, un ripensamento serio della gestione, che recuperi appieno gli standard di qualità che caratterizzavano la RSA di Fontana, la prima della nostra Asl e tra le prime in Campania, quando era considerata una delle eccellenze della sanità pubblica isolana e aziendale. Un obiettivo imprescindibile, a maggior ragione dopo la assai discutibile prova offerta nelle presenti circostanze, stendendo un velo pietoso sulle ben note vicissitudini di gestione del personale e, dunque, dei servizi registrate nell’ultimo anno e mezzo. L’ottima prova che sta fornendo l’ospedale “Rizzoli” nell’emergenza Covid, nonostante i limiti cronici di cui notoriamente soffre, deve essere accompagnata da altrettanta efficienza, efficacia e qualità della risposta ai malati e ai cittadini tutti da parte dei servizi territoriali, compresa la residenza alle pendici dell’Epomeo. È questo che chiediamo con forza all’Azienda di Frattamaggiore e alle autorità sanitarie che hanno la responsabilità di assicurare livelli di assistenza degni della serietà e particolarità della situazione attuale. E quello che ci preme sono i risultati, nel breve-medio e lungo periodo, la polemica contingente e di passaggio non ci interessa e con piacere la lasciamo ad altri».

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