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CULTURA & SOCIETA'

Il trigesimo di Vincenzo Di Meglio: per familiari, amici e pazienti, un dono prezioso che il buon Dio si è ripreso prima del tempo

La sua professionalità a disposizione di chi ne avvertiva il bisogno, le sue illuminate conoscenze mediche in soccorso di chi si sottoponeva alle sue cure, per salvare innumerevoli vite umane ha trascurato sé stesso; ha mantenuto fede al giuramento di Ippocrate, noncurante del guadagno

Il trigesimo celebrato all’aperto con le rigorose distanze sociali per via del covid-19, in suffragio della bell’anima del dott. Vincenzo Di Meglio nel largo ed arioso cimitero di Piedimonte in Barano d’Ischia se da un lato è stato l’atto doveroso di preghiera compiuto per l’amato defunto accolto fra gli angerli e i santi in Paradiso, dall’altro lato è risultato per tutti i presenti, un ulteriore momento di commozione viva per la perdita di una persona amica dotata di alti valori umani che nel corso della sua vita gli veniva naturale trasmettere ai sui simili, quali che fossero parenti, amici ed in particolare suoi pazienti.

IL PARROCO DI PIEIMONTE TRANI

La cerimonia del trigesimo officiata dal vescovo di Ischia Sua ecc. Mons. Pietro Lagnese ha rinfocolato un dolore ancora lancinante in chi presente al rito non gli sembrava vero che Vincenzo, il dottore, il marito, il padre il fratello, lo zio, l’amico non avrebbe più comunicato come lui faceva e sapeva fare con tutti. La sua riservatezza di professionista attento, non gli impediva di essere generoso E sapiente nella conversazione con chiunque si imbatteva al di fuori o nel corso dell’impegno di medico oncologo disponibile. Familiari, amici e pazienti giustamente lo piangono come lo hanno pianto alla cerimonia del trigesimo del 27 giugno scorso, perchè sanno di aver perduto un preziosissimo dono che il buon Dio si è ripreso prima del tempo.

LO SCOMPARSO DOTT. VINCENZO DI MEGLIO

Il dottor Vincenzo Di Meglio, negli ultimi tempi faceva discreto uso di Facebook, il digitale dove pubblicava suoi post illuminanti. Non erano lezioni di etica comportamentale o di intellettualismo in bella mostra, ma solo pillole di saggezza scaturiste dalle sue conoscenze. Il suo umanesimo senza ricorrere a Petrarca e Boccaccio che ne sono stati gli ispiratori nel loro tempo, spesso affiorava nei suoi dialoghi per mettere l’accento sulla capacità dell’uomo di agire nella vita civile e in quella politica nell’ambito della conoscenza dell’animo umano. Nelle conversazioni sosteneva tesi convincenti e condivisibili essendo egli uomo di ampia e raffinata cultura. In un dibattito ultimo sostenuto su fb con suo amico, Vincenzo Di Meglio, il dottore, si esprimeva così: “Caro Vittorio cala la notte e, dimesso il camice, mi abbandono alle divagazioni.Ho a lungo riflettuto sulle tue parole: hai toccato temi che costituirebbero la struttura di un saggio politico.

A riprova, il concetto di “oligarchie strutturali” e il richiamo al proliferare dei conflitti tra le “competenze concorrenti” in un quadro politico anarcoide. Mi ritraggo timoroso dinanzi a siffatte problematiche che sfuggono alle mie conoscenze. Mi limito, ricordando Aristotele, a sottolineare che le oligarchie si differenziano dalle élite. Attualmente l’oligarchia è una forma di potere minoritario “concentrato” che trova il suo fondamento in un soverchiante potere finanziario. In questa prospettiva, allargare la partecipazione dei cittadini alle istituzioni democratiche e alla vita politica non è sufficiente per contrastare il potere oligarchico.

Vi sarebbe bisogno di meccanismi che contrastino le concentrazioni di ricchezza. Meccanismi ipotizzabili in uno Stato nazionale, impossibili a realizzarsi in una dimensione sovranazionale. E’ forse tempo di ridiscutere quelle che fino a poco tempo fa consideravamo conquiste (Unione Europea). Per ciò che riguarda le “competenze concorrenti” taggo Maria Grazia Di Scala che si ostina pertinacemente ad inseguire instancabili “cinghialoni” produttori di ordinanze. Quanta libidine deve nascondersi dietro la parola “ordinanza!”. Del dott. Vincenzo Di Meglio prematuramente scomparso se ne parlerà a lungo per l’esempio straordinario e forte di umana cortesia con cui si rapportava con le persone e per il rispetto che nutriva per loro. La sua professionalità a disposizione di chi ne avvertiva il bisogno, le sue illuminate conoscenze mediche in soccorso di chi si sottoponeva alle sue cure. La testimonianza di suo fratello avv. Giuseppe è l’espressione struggente di un sentimento completo del ricordo dell’uomo di cultura, del professionista che ha onorato l’arte medica, da par suo. Infatti l’avvocato così così ha scritto: “Vincenzo Di Meglio, Uomo generoso, è caduto sul campo.

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Dopo una giornata in sala operatoria, il suo cuore è stato stroncato; nulla ha potuto la arte medica; per salvare innumerevoli vite umane ha trascurato sé stesso; ha mantenuto fede al giuramento di Ippocrate, noncurante del guadagno. Cattolico e liberale, ha avuto sempre una forte passione civile.
Consigliere Comunale di Barano d’Ischia per un ciclo amministrativo, ha sempre portato nella civica Amministrazione un contributo di equilibrio a servizio del Paese. Forte degli insegnamenti della madre, orgogliosa di questo figlio studioso, umano, amante della storia, che soleva dirgli “saerva virtutem, virtus te saervabit” , non ha mai abdicato ai suoi convincimenti e ai valori della professione medica, esercitata per 40 anni, con dignità e scrupolo. Il vuoto che lascia nella famiglia, forte di un legame indissolubile, è incolmabile”.

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Foto Giovan Giuseppe Lubrano

antoniolubrano1941@gmail.com

info@ischiamondoblog.com

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