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Ischia e Ponza, un gemellaggio nel segno della danza della memoria

Di Isabella Puca

Ischia – È iniziata con la lettura di uno stralcio tratto dall’opera ottocentesca “Monografia per le isole del gruppo Ponziano” di Giuseppe Tricoli, la tanto attesa cerimonia di gemellaggio tra Ischia e Ponza. Ieri mattina, nella sala consiliare del comune d’Ischia oltre a una delegazione dell’isola di Ponza, capeggiata dal sindaco Vigorelli, erano presenti tanti ischitani i cui cognomi sono legati a quell’isola, Mazzella, Arcamone, Scotti, che hanno potuto rivivere, così, le origini della loro famiglia. Tra le due isole il legame è storico e risale al 1734 quando, con un editto, Re Carlo III di Borbone concesse a 52 famiglie ischitane dei terreni sull’isola di Ponza. Partendo dalla baia di Cartaromana, con imbarcazioni a vela o a remi, partirono così alla volta dell’arcipelago pontino mossi dalla speranza di riuscire ad allontanarsi dalla povertà. «Grazie per essere qui, grazie soprattutto al sindaco Vigorelli, la sua presenza sottolinea l’ importanza di questo  momento». È così che l’assessora alla cultura Carmen Criscuolo ha inaugurato la cerimonia sottolineando la naturalezza di questo gemellaggio iniziato, nel 2013, con una delibera di consiglio. «Crediamo fermamente nel legame che nasce con i gemellaggi, un legame che va oltre la stretta di mano, ma che rappresenta l’ inizio di una serie di scambi che siamo sicuri porteremo avanti con l’isola di Ponza». La parola è poi passata al sindaco di Ponza Piero Vigorelli che ha salutato i presenti con un accorato discorso. «Cari amici, cari antenati, vi porto il saluto dei ponzesi che,  dopo 300 anni, oggi, tornano a Ischia». Il sindaco ha poi spiegato la genesi del gemellaggio nato dopo l’incontro con Lorenzo Mazzella che in un viaggio da Formia a Ponza gli ha raccontato tutta la storia del legame intrattenuto dalle due isole. «Ho accolto l’idea del gemellaggio perché é mia convenzione che la memoria sia un po’ come un salvadanaio; ogni giorno inserisci un ricordo per costruire il  futuro. Siamo in una città di mare, Ischia e Ponza sono isole e credo che la memoria sia come il mare: prima o poi ti riporta indietro la bottiglietta con il messaggio. Dobbiamo continuare a tramandare questa storia, solo cosi riusciremo a portare avanti le nostre tradizioni. Ponza ha preso dai suoi avi la necessità di viaggiare per cui i ponzesi made in Ischia hanno iniziato anche a girare e, da questo punto di vista, li abbiamo trovati in Tunisia o in America, a New York. È una cosa molto bella che oggi si conclude il gemellaggio anche con Ischia, con il mio amico Ferrandino che é venuto a trovarmi a Ponza anche se in incognito. Sottolineo molto questo fatto di tenere vivo il braciere della memoria che è come una danza leggiadra e quindi, viva la danza della memoria!». Tra gli applausi la parola è poi passata al sindaco di Ischia Giosi Ferrandino che  non ha nascosto la soddisfazione di vedere realizzato questo gemellaggio al photofinish della sua amministrazione. «Per un’amministrazione che si occupa di tutti i problemi dei cittadini, – ha detto il sindaco – un gemellaggio può sembrare banale e invece non é cosi soprattutto nella fattispecie. Al di là delle radici, ci lega un’ omogeneità territoriale per la quale potremmo creare una direttrice che da Fiumicino possa legare Ischia, Ponza e la costiera.
Quando in Russia hanno annunciato nuovi voli su Capodichino, dai vari grafici ho notato che siamo sullo stesso asse con Ventotene, Capri e Ponza e se riuscissimo a sfruttare la risorsa mare, con armatori e presidenti delle Regioni, potremmo arrivare a trarne qualcosa per il turismo. Voi avete un mare, noi le terme: il pacchetto per il turista è completo. Auspico che chi mi seguirà possa perdurare questa causa perché ci credo». Dopo aver ringraziato Lorenzo Mazzella, l’assessora Criscuolo che in prima persona si è spesa per la buona riuscita del gemellaggio e i rappresentati dell’isola di Ponza la parola è andata all’artefice di questo momento tanto sentito. Lorenzo Mazzella ha  voluto iniziare il suo discorso chiedendo ai presenti qualche attimo di raccoglimento per tutte quelle persone che hanno dedicato la vita per Ponza lasciando la vita a mare, come il padre del professore Albanelli il cui corpo è affondato insieme al Santa Lucia davanti l’isola di Ventotene. «Ci tenevo tanto, – ha continuato – dopo circa 3 secoli siamo qui a ricordare quanti partirono dalla baia di Cartaromana su quelle imbarcazioni a remi dirette a Ponza. Quell’evento ha messo in movimento l’ Europa pre-unitaria; siamo circondati da un mare di storia. Oggi questo gemellaggio é dedicato alle isole; siamo solo agli inizi e presto magari ci gemelleremo con Ventotene e Torre del Greco. I nostri  pescatori quando partivano per Ponza per pescare dicevano “vac a Ponza p ‘rutunn e torn caric e meraviglie” questo perché Ponza era pescosissima e non come i nostri mari». Il Mazzella ha sottolineato il legame che univa ischitani e ponzesi anche attraverso la fede nella venerazione della Madonna della salvazione il cui dipinto è qui a Ischia nella Cattedrale dello Spirito Santo e a Ponza  in una cappella del cimitero dell’isola. Il culto fu portato proprio dai pescatori ischitani che innalzarono una cappella votiva su di un promontorio dell’isola di Ponza.
«Questi Santi del mare hanno aiutato al gemellaggio di oggi. Qualsiasi Silverio voi troviate per strada é un riferimento a Ponza.  La compagnia Rumore ha un Silvio Rumore,  un Silverio frutto di ex voto di un padre che scampò a dei colpi di mitragliatrice. Oggi, dopo  tre secoli, possiamo dire che questa popolazione si é insediata facendo comunità in Toscana, in Sardegna, finanche in Francia e in America». Ha preso poi a salutare i Mattera, un’ altra delle famiglie che ha conquistato Ponza, il cui primo sindaco fu proprio un Mattera e la famiglia Migliaccio, produttrice a Ponza di un ottimo Biancolella. «Queste isole rappresentano ciò che di noi pensano i tedeschi, convinti che siamo degli eterni romantici. É vero siamo un’essenza complessa di qualità che altri apprezzano e il desiderio è che nasca un gemellaggio più ampio con Ventotene, Capri e Torre del Greco». Prima della firma un saluto anche da parte di Ermando Mennella, presidente di Federalberghi,  «come albergatori, siamo felici di appartenere a una di queste isole che tanto danno lustro all’Italia». Dopo aver letto il testo relativo all’accordo di gemellaggio l’assessore Criscuolo ha poi ringraziato i ragazzi dell’istituto turistico di Ponza e quelli del professionale “Telese” che, ieri mattina, con la loro presenza, hanno effettuato un gemellaggio, nel gemellaggio tra i giovani. Dopo la firma, il momento dei doni, un’anfora in ceramica per il sindaco di Ponza e una cesta con prodotti tipici e alcuni gadget per l’amministrazione ischitana. La delegazione pontina, accompagnata dal sindaco Ferrandino e dall’assessora Criscuolo, si è poi recata a Ischia Ponte per una visita alla Cattedrale dello Spirito Santo, dove è conservato il dipinto della Madonna della Salvazione e una gita al Castello Aragonese. Da lì, lo sguardo è stato rivolto alla baia di Cartaromana dove, tre secoli fa, è partita la storia di questo emozionante gemellaggio.

 

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