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Ischia è terra di “Mao Mao”? Così rispondono gli isolani

Il turismo d'agosto, come dimostrano le immagini di traslochi esagerati che hanno fatto velocemente il giro del web, suscita polemiche e fa anche gridare all’indignazione. Ma l’isola è davvero vittima della terribile invasione? Da amministratori a imprenditori ecco una serie di opinioni

Chiamatelo come volete: turismo cafonal, invasione di Mao Mao, isola che si trasforma in Tamarrolandia, la fantasia, in questi casi, può avere campo libero e spaziare come meglio crede. Purtroppo Agosto, ed è un dato di fatto incontrovertibile, è “il mese più freddo dell’anno” (come cantano i Perturbazione) per l’accoglienza e l’industria isolana votata al turismo. L’isola tende ad accogliere un po’ tutti, anche un tipo di turismo non esattamente raffinato ed elegante. L’isola è grande, i posti letto negli alberghi sono numerosi e i padroni di molti appartamenti che vengono affittati nel cuore dei mesi estivi non stanno tanto a guardare quante persone alloggeranno nell’edificio usato come residenza spremisoldi, che sia una famigliola di poche persone giunta a Ischia per godere del mare isolano o gruppi di famiglie che si danno il cambio per avere un punto di riferimento dove dormire a turni poco importa, basta incassare i soldi, a volte in nero e poi alla qualità del turismo isolano ci penserà la Provvidenza.

Un turismo d’elite sull’isola non manca, basta dare un’occhiata negli specchi d’acqua isolani per contare gli yacht e le altre imbarcazioni che portano sull’isola il fior fiore del jet set internazionale. Alberghi a 5 stelle e ristoranti custodi dei sapori raffinati del Mediterraneo stentano ad avere posti vuoti, un dato di fatto che ci restituisce la fotografia di un’isola che viene apprezzata per le sue eccellenze. Ma il canto della sirena della bella vita e del relax fa sbarcare a Ischia anche un esercito di arricchiti che nonostante abbiano tanti soldi da spendere non hanno ancora investito neanche un euro per scrostarsi di dosso quella dose di maleducazione che è difficile da non notare. Fare di tutte l’erba un fascio è sbagliato e stupido, ma non mancano i casi che abbiamo poco sopra descritto. Scalpore ha destato l’abitudine del villeggiante della Mandra di utilizzare i vasi dei residenti della zona come dei veri e propri gabinetti, abitudine divenuta ormai una tradizione visto che i residenti della zona denunciano la cattiva azione da anni.

Abitudinaria è diventata la tendenza a vedere in strada orde di ragazzini piccolissimi, anche di solo 10 anni, muoversi per le strade di Ischia senza meta ma con l’intento preciso di spadroneggiare, quasi come se Ischia sia considerata alla stregua di un territorio da poter depredare, senza alcuna remora. E che dire dell’ormai leggendario trasloco che sfida le regole della fisica e delle sospensioni delle vetture dove il villeggiante di turno carica la propria autovettura all’inverosimile mettendo ogni genere di oggetto che possa tornare utile nelle permanenza a Ischia, dagli oggetti utilizzati per il mare ai vestiti fino ai beni di primo consumo, come cibo e bevande, comprate a Napoli probabilmente nei discount per poter così ridurre all’osso, anzi al midollo, ogni spesa superfluea e godere delle bellezze dell’isola senza contribuire minimamente al suo sostentamento con una tassa di soggiorno che ormai pagano solo gli alberghi e le altre strutture autorizzate che ce la mettono tutta per resistere a una concorrenza sleale e feroce.

Ci aspettano ancora due settimane di passione? Quelle, per intenderci, in cui l’isola d’Ischia è costretta all’assedio di persone che hanno poco rispetto del nostro territorio e che tolleriamo per un guadagno che in realtà agevola ben poche persone? Solo l’andamento dei flussi turistici e i casi di cronaca che registreremo anche subito dopo l’imminente ferragosto potranno tornare utili a svelare l’arcano. Intanto ecco l’opinione di chi, dall’amministrazione all’industria dell’accoglienza, ha le idee ben chiare sul turismo agostano, sulla sua evoluzione e sulle soluzioni per cambiare rotta.

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