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Salute mentale, per adesso la “deportazione” dei pazienti è solo rimandata

Nei giorni scorsi la commissione esaminatrice che ha valutato lo status dei pazienti che alloggiano alla Baia Verde ha prorogato a settembre il giudizio definitivo che potrebbe comportare il trasferimento in terraferma dei nostri concittadini

Nulla di fatto. Le commissioni UVI che hanno valutato i pazienti psichici che ancora si trovano sull’isola hanno rimandato all’autunno e all’inverno per ulteriori valutazioni. La visita che nei giorni scorsi avrebbe potuto decretare il definitivo trasferimento dei pazienti nei presidi ospedalieri della terraferma è solo rimandata. Le proroghe arrivano a anche a dicembre. Dalle cartelle cliniche emergerà il nuovo panorama che potrebbe comportare il trasferimento dei pazienti dell’hotel Baia Verde, struttura socio sanitaria convenzionata con l’Asl, alle altre realtà isolane ai gruppi appartamenti gestiti dalle cooperative in base alla legge del “Dopo di Noi”, completamente slegate dai finanziamenti dell’Asl o da quelle che possono dipendere dalle casse comunali.

Presso i locali dell’ex Maternità di Ischia la Commissione Uvi composta da psichiatra, assistente sociale, tutore del malato hanno provveduto ad esaminare i pazienti isolani con al seguito l’assistente sociale di riferimento del comune di appartenenza. Non tutti erano consapevoli di ciò che stava capitando loro, delle domande di rito, delle visite mediche e della loro finalità Altri invece, che il calvario dei trasferimenti l’hanno subito tutti e continuano a portarlo come un peso addosso, sono molti agitati. Come Elena, il simbolo del trasferimento forzato dalla S.I.R. di VIlla Orizzonte che esattamente 5 anni fa, il 18 agosto chiudeva ufficialmente i battenti. Un esperimento eccezionale, un percorso virtuoso che è riuscito negli anni a ridare una vita normale alle persone che alloggiavano nella struttura di Barano. In cinque anni la situazione è solo peggiorata. Per adesso quindi la Commissione non ha dato responsi definitivi. Tutto è rimandato.

Cosa succederà nel prossimo autunno? Difficile dirlo, ma di sicuro potrebbe accadere che buona parte dei 14 pazienti che sono stati sistemati nell’ex Hotel Baia Verde vengano trasferiti in una delle strutture curate dalle cooperative e quindi allontanati dagli operatori socio-sanitari che li seguono da anni. Un vero e proprio strappo ad abitudini e affetti che potrebbe destabilizzare chiunque, figuriamoci chi vive con sensibilità ogni sollecitazione che proviene dall’ambiente circostante. Ma non è la peggiore delle ipotesi. Qualcuno dei pazienti, se non dovesse esserci posto, non è detto che non venga trasferito a Napoli, in una della strutture socio-sanitarie della terraferma. Ragionare sulla qualità delle stesse meriterebbe un articolo a parte, ma di certo trasferire chi è sempre vissuto sull’isola d’Ischia a decine di chilometri di distanza potrebbe compromettere un lavoro lungo e produttivo.

Un vero peccato anche alla luce dell’ottimo lavoro svolto dagli assistenti socio-sanitari che da lungo tempo seguono i pazienti in proficui percorsi di integrazione, socializzazione e inserimento nel territorio attraverso attività di che stimolano la creatività e la socializzazione. Musica, disegno, passeggiate rigeneranti sull’isola, attività ricreative. Il percorso terapeutico assume molte e sfaccettate forme e ora con la nuova probabile rimodulazione e risistemazione dei pazienti c’è il rischio che si possa perdere quanto di buono è stato fatto in tanti anni di duro e buon lavoro.

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