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Ischia Global, che partenza: Zero mattatore nella notte delle stelle

Gianluca Castagna | Lacco Ameno – “Il sole muore già, e di noi questa notte avrà pietà”. Alle fine Renato Zero, il re dei sorcini e dei zerofolli, qualche canzone l’ha intonata. Preso quasi per mano dalla band di Agostino Penna e trascinato sul suo canzoniere più noto (e amato). “Amico”, scritta tanti, troppi anni fa, sul sentimento totalitario che si vive da giovani, che spesso resiste al tempo e alle peripezie della vita. Si cresce insieme, poi i tempi cambiano, le strade si dividono ma si resta amici. E poi, inaspettata, “Il migliori anni della nostra vita”, altra hit stra-famosa del suo repertorio più maturo.
E’ stato Renato Fiacchini in arte Zero («mi chiamo così perché è il numero più modesto, ma pure il più disponibile»), il vero mattatore del Galà di apertura di Ischia Global Festival 2018 all’Hotel della Regina Isabella di Lacco Ameno. Malgrado un parterre di ospiti nazionali e internazionali di grido (a partire dal neoministro dei Beni Culturali e Turismo Alberto Bonisoli), è stato l’artista romano a catalizzare l’attenzione del pubblico presente (ancora più numeroso degli altri anni) e a raccogliere gli applausi più fragorosi.
Nelle notti di Ischia Global si consumano gli eventi più desiderati dal popolo festivaliero. Happening, party e premiazioni animano i luoghi più incantevoli dell’isola, privilegiando location d’eccezione: le spiagge degli alberghi, le ville fuori dal centro, i giardini tropicali dei parchi termali. Se è facile incontrare le stelle di Hollywood camminare a pieni nudi sulla battigia, o tuffarsi in piscina per un bagno notturno, le star della musica improvvisano indimenticabili jam session, spesso in duetti che lasciano il segno (indimenticabile, anni fa, quello tra Zucchero e Sting). Una formula vincente impreziosita dall’accoglienza mediterranea e dalla grande cucina della tradizione enogastronomica campana.

La lunga serata di domenica sera è in verità cominciata sotto il segno del cinema. L’anteprima del nuovo film di Stefano Sollima (seguito da un pubblico in silenzio assoluto di fronte al truce realismo della storia) e, quasi in contemporanea nella piazza di Santa Restituta (gremita), il docu-film “Terra bruciata”, introdotto dal Sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale e dall’assessore alla Cultura Cecilia Prota, ma soprattutto dal regista Luca Gianfrancesco e dall’attrice Lucianna De Falco. Una proiezione che ha commosso molti spettatori.
Dopo la cena di Gala, tutti sulla darsena dell’albergo per le premiazioni della prima serata condotte da Pascal Vicedomini, ideatore e produttore del festival. «Il Global – ha ricordato il padrone di casa Ing. Giancarlo Carriero, dando il personale benvenuto agli ospiti – è una grossa iniezione di energia. Ci carica di entusiasmo e ci prepara per il picco dell’estate nella maniera migliore. E’ una settimana in cui l’isola d’Ischia diventa il centro del mondo culturale e dello spettacolo, un piacere enorme che ci rende orgogliosi. Il nostro impegno va in questa direzione: restituire all’isola il ruolo che merita. Una grandissima mano ci arriva dagli sponsor delle altre serate, chi si fermerà al Festival avrà modo di apprezzare tante location diverse della nostra isola. Tutte meravigliose.»
Sul megaschermo che domina lo specchio d’acqua della baia di Lacco Ameno partono le immagini di tanti film che hanno segnato la storia del cinema degli ultimi 30 anni. “In the mood of love”, “I soliti sospetti”, “Caro diario”, “La vita di Adele”, “Il divo”, “Le onde del destino”, “Mare dentro”, “The Others”, “Lo chiamavano Jeeg Robot”. Tre minuti per sintetizzare 30 anni della storia della Lucky Red di Andrea Occhipinti, la casa di distribuzione (ora anche di produzione a pieno regime) che ha portato in Italia il più bel cinema d’autore internazionale degli ultimi decenni. Immagini di un album che a distanza di anni, rivela tutto il suo struggente valore. E’ stato il produttore americano Mark Canton a premiare Occhipinti. «Sono molto fiero di questi film – ha dichiarato il distributore – tutti legati da una ricerca e da una passione nel trovarli, già quasi in fase di sceneggiatura, e poi portarli al pubblico italiano. Ne approfitto per ringraziare due grandi pilastri del nostro cinema. Se la nostra industria si sta rafforzando nel mondo, è anche perché abbiamo dei partner importanti: il Mibact e Rai Cinema. Ho fatto il mio percorso ma se il terreno è fertile, si facilita la corsa. Sono orgoglioso di essere italiano e di avere alle spalle una storia di cinema come la nostra.»

Parole subito raccolte dal Ministro Alberto Bonisoli, che ha virtualmente tagliato il nastro di questa 16° edizione. «La fortuna di guidare questo Ministero consiste nell’occuparmi di uno spettro molto ampio di attività: da Pompei ai circhi. Alcune magari sono più tradizionali, altre sono più orientate alle persone, al successo commerciale e a un utilizzo immediato del prodotto culturale. Entrambe queste accezioni hanno pari dignità e devono essere ugualmente trattate con delicatezza da chi, come me, ha il compito di favorirne l’uso. Anche in senso economico. Abbiamo bisogno di una industria cinematografica italiana sempre più forte all’interno di un contesto globale, ecco perché siamo qui e perché ci saremo anche in futuro».
Bonisoli ha poi premiato Hayma Washington, presidente dei Premi Emmy (gli Oscar della Tv americana, le cui candidature sono state ufficializzate appena tre giorni fa). «Vi assicuro che ho girato molto e di festival ne ho frequentati tanti – ha dichiarato Washington – ma festival così, in un luogo del genere, non ne ho mai visti».

Salgono sul palco Marina Cicogna e la leggenda Tony Renis ed è subito apoteosi Zero. Di rosso fuoco vestito, col dvd del suo spettacolo diventato film “Zerovskij – Solo per amore” in bella mostra, Renato infiamma la platea con la musica e lo Zero-pensiero. «Siamo bottegai. Ognuno di noi, la mattina, alza la saracinesca e alla fine della giornata, il bilancio non sempre è positivo. In quelle occasioni ci concediamo il lusso disgraziato di cedere la licenza a qualcun altro. Il nostro Paese, dopo aver venduto miniature del Colosseo in cartapesta, sta rischiando di vendere anche l’originale. Per questa ragione Renato Zero è molto orgoglioso perché i suoi prodotti sono suoi, gli appartengono, alla faccia di tutti coloro che si svendono e non danno la possibilità alla loro meravigliosa ambizione, che fa tanto schifo per quanto è forte. Se non ci avessi creduto così tanto, cari amici, stasera avreste applaudito il nulla.» Ancora: «Non so che cosa ho fatto e come l’ho fatto. Ma so che ‘Zerovskij’ è il mio appello verso tutti i miei colleghi persino nei luoghi delle sartorie , delle attrezzerie e in tutti gli altri ambiti dove anche le risorse più umili sono nutrimento essenziale per una eccellente finalizzazione. Questo riconoscimento di oggi me lo merito davvero. Per non essermi piegato ad un successo spesso ingombrante e falso. E neppure aver sottomesso il mio estro e la mia creatività ad una partita IVA».
«Ho lavorato con Federico Fellini, con Comencini, Tim Burton, Squarzina e Tito Schipa jr per Orfeo 9 – continua – sono stato con la stessa disinvoltura al fianco di Luciano Pavarotti e di Mina, che volle dedicarmi addirittura un album. Questo significa che la mia regola di difendermi, di non svendere la mia anima, contestata, vilipesa, spesso snobbata, eppure sono qui con “Zerovskij”. Avevo un figlio e non lo sapevo. Finalmente l’ho riconosciuto.». Standing ovation e teatralissima uscita di scena con l’immancabile «Non dimenticatemi, eh».

Altri momenti della serata (sfociata in notte fonda): il regista inglese Michael Radford premia lo scrittore Maurizio De Giovanni, Cheryl Boone e Andrea Leone l’attore Carlo Buccirosso (splendido co-protagonista in “Ammore e malavita”), poi un video tributo a Carlo Vanzina ricordato dall’amico e press-agent Enrico Lucherini (premiato a sorpresa), finalone con Pio & Amedeo principi della risata nella prima notte delle stelle di Ischia Global 2018.

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