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Ischia, prosegue la caccia all’obiettivo Unesco

Conferito l’incarico alla società partecipata Ischia Risorsa Mare per la cura dell’iter procedimentale diretto a ottenere il riconoscimento della baia di Cartaromana come patrimonio dell’umanità

Il Comune di Ischia non ha perso tempo. Meno di un mese dopo il conferimento dell’incarico all’ingegner Marco Valle, sbarcato sull’isola per vagliare le effettive possibilità di una candidatura per il riconoscimento Unesco come patrimonio dell’umanità, la giunta guidata dal sindaco Enzo Ferrandino ha incaricato la società partecipata Ischia Risorsa Mare per l’avvio del relativo procedimento, diretto a ottenere tale riconoscimento per lo scorcio di territorio comprendente la Baia di Cartaromana, il Castello Aragonese, gli Scogli e la Torre di Sant’Anna. Un cammino impegnativo, che richiederà tempo, ma il raggiungimento dell’obiettivo porterebbe grandi benefici all’intera comunità isolana.

E in effetti quattro anni fa si era ipotizzato di avviare il procedimento per il riconoscimento dell’intera isola d’Ischia, ma diversi elementi di criticità hanno poi orientato l’azione amministrativa verso un obiettivo più agevolmente perseguibile, in quanto l’area della baia di Cartaromana, col suo scenario di incomparabile bellezza, le risorse archeologiche – anche sottomarine – recentemente emerse, e il pregio ambientale, può senz’altro aspirare all’ambito riconoscimento Unesco. Riconoscimento che rappresenterebbe un indubbio vantaggio in termini di immagine, consentendo di rafforzare la conservazione ma anche la valorizzazione dello stesso patrimonio culturale, naturale e paesaggistico. Inoltre, sarebbe da stimolo allo sviluppo di un’economia sostenibile. Secondo la convenzione adottata dall’Unesco, i beni candidabili come patrimonio culturale possono essere i monumenti, gli agglomerati di costruzioni, oppure i siti, cioè opere dell’uomo oppure opere coniugate dell’uomo e della natura, come anche le zone – compresi i siti archeologici – di valore universale eccezionale sotto l’aspetto storico, estetico, etnologico o antropologico. E sicuramente la zona scelta dall’amministrazione, coi suoi monumenti, agglomerati e siti di interesse storico rientra perfettamente in questa definizione. Fra l’altro, anche dal punto di vista naturalistico e paesaggistico la baia rappresenta un “unicum” per la grande varietà delle sue risorse, dalla presenza di praterie di Posidonia, risorse valorizzate nell’ambito dell’Area marina protetta Regno di Nettuno. Di conseguenza, alla società Ischia Risorsa Mare è stata affidata la redazione degli atti e la cura dell’iter procedimentale per il riconoscimento. Il cammino è dunque iniziato, non resta che augurare buon vento all’iniziativa, a cui l’amministrazione non ha mai smesso di pensare sin dai primi passi dell’attuale consiliatura.

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