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Ischia Thermae, è bancarotta fraudolenta: due misure cautelari

Al termine di una complessa indagine della Guardia di Finanza, ai domiciliari finisce l’amministratore di fatto della società, alla sorella invece (ritenuta la prestanome) il divieto di svolgere attività di impresa per sei mesi. Ecco nel dettaglio il meccanismo con cui si è frodato il fisco. Un amministratore giudiziario assicurerà la continuità aziendale

Una cosa è certa e a dirlo non sono soltanto le risultanze investigative ma anche una serie di fatti succedutisi nel tempo che in una realtà ristretta e circoscritta come quella isolana difficilmente passano inosservati. Ma certo quanto si è concretizzato ieri non rappresenta una bella notizia per la nostra isola, soprattutto perché a “saltare” è un brand legato alle terme che sono il marchio di fabbrica per eccellenza del nostro turismo e prima ancora del nostro territorio.

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito di un’indagine della Terza Sezione della Procura di Napoli ha dato esecuzione, tra Napoli, Ischia, Forio e Casamicciola Terme, ad un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale partenopeo con la quale è stata applicata una misura cautelare degli arresti domiciliari e un divieto di esercitare imprese a carico di altrettanti imprenditori coinvolti nel fallimento della Ischia Thermae S.r.l. I reati ipotizzati sono bancarotta e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. Eseguito anche il sequestro finalizzato alla confisca in via diretta e per equivalente di beni disposto dal GIP per l’importo di 342.000 euro, quale profitto dell’evasione fiscale nonché quello preventivo di tutte le quote del capitale sociale delle quattro società utilizzate per le operazioni distrattive.

In particolare, le indagini sono state condotte dai finanzieri della Tenenza di Ischia, guidati da Antonio Giglio, ed hanno permesso di fare luce sul dissesto finanziario della nota società operante nel settore della fabbricazione e commercializzazione dei cosmetici dichiarata fallita nel luglio 2016 dal Tribunale di Napoli. Sono stati disposti gli arresti domiciliari per l’amministratore di fatto della società, R.M., mentre alla sorella dell’imprenditore, utilizzata quale prestanome, è stata applicata la misura interdittiva del divieto di esercitare imprese per 6 mesi.

Bancarotta fraudolenta e dunque “crac” pilotato anche attraverso la distrazione di fondi, ma come sarebbe stato messo in piedi questa meccanismo complesso da parte degli indagati? Gli inquirenti lo hanno ricostruito e l’ipotesi accusatoria è abbastanza articolata. Di fatto consisteva nell’utilizzo di una serie di società collegate intestate a prestanome compiacenti e riconducibili all’arrestato, che avevano quale unico scopo la massimizzazione dei profitti e la sistematica sottrazione degli utili aziendali all’Erario, accumulando nel tempo un debito tributario di oltre 1 milione di euro. In particolare, le Fiamme Gialle, mediante acquisizioni documentali, audizioni di persone informate sui fatti e ricognizioni dei luoghi, hanno ricostruito come gli indagati distraevano beni facenti parte del patrimonio della nota azienda nei confronti di altre quattro società riconducibili sempre ai medesimi, sottraendo, anche beni aziendali alla garanzia patrimoniale dei creditori.

Il meccanismo fraudolento posto in essere consisteva, anche, nel distruggere scritture contabili obbligatorie della società in modo tale da impedire la ricostruzione del patrimonio fallimentare. Le società tuttora operanti saranno ora gestite da un Amministratore giudiziario nominato dal Tribunale per assicurarne la continuità aziendale e la tutela dei posti di lavoro. Una notizia, quest’ultima, che certo non potrà che far piacere agli stessi lavoratori, che evidentemente da tempo immemore avevano capito che l’aria che tirava non prometteva nulla di buono.

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Carolina

Buona Domenica ,
Sono Carolina ,la figlia del proprietario di Ischia Thermae,lo so che lei scrivendo questo articolo ha svolto solo il suo lavoro ,ma ha pensato come si sentono i famigliari di codesta persona a leggere il suo articolo ?
Se le si puo dare un consiglio ,la prossima volta che scrive articoli di cronaca, dove sono è implicata una famiglia ,dia peso alle parole che utilizza.
Cordiali saluti
Carolina

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