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CULTURA & SOCIETA'

La casa di Luca, a fine ottobre l’inaugurazione al Palazzo d’Ambra

«Abbiamo investito tanto, speriamo che tutto questo corrisponda a una risposta da parte dei ragazzi. Vorremmo che venissero in tanti qui a vivere l’associazione», così Silvano Brandi

Ci siamo, la casa di Luca è realtà, o quasi. Sarà inaugurata molto probabilmente alla fine di ottobre la parte superiore di Palazzo d’Ambra già sede, ormai da dieci anni, dell’Associazione Luca Brandi Onlus, uno spazio per i giovani e le loro passioni che si prepara ad essere più ampio ed accogliente.Una sala da cento posti, con un palcoscenico e dei camerini dotati di servizi igienici, una stanza dove andrà la regia e la direzione dell’Associazione e tanto spazio da riempire con le passioni dei tanti giovani ischitani che prenderanno parte ai laboratori che inizieranno subito dopo l’inaugurazione della sede rinnovata.

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«Quest’anno – ha dichiarato Silvano Brandi – abbiamo pensato a qualcosa di nuovo come dei corsi per adulti. Riconfermati tutti i laboratori, inseriremo corsi di yoga al mattino, e poi c’è l’ idea di corsi di cucina che non credo partiranno subito, ma la struttura ha tutti gli spazi necessari».
Resta, naturalmente, attivo lo spazio storico dell’associazione che ospiterà i corsi più affollati come pittura, ceramica, canto e chitarra.«L’inaugurazione di questo nuovo spazio – ha continuato Silvano Brandi – ci permetterà di avere corsi anche in contemporanea. Un anno fa l’annuncio di questo sogno e ora, ci siamo quasi. Ci abbiamo investito tantissimo, oltre le nostre risorse, e speriamo di poter rientrare di queste spese quasi folli. Ho dovuto investire soprattutto nella struttura cosa non prevista.

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Non essendo utilizzata da oltre 50 anni era in un stato impossibile, è stato rifatto il tetto, le piattabande delle porte in legno sono state sostituite con architravi in ferro, insomma un po’ di lavori extra che ci hanno portato risorse e tempo, ma adesso, finalmente ci siamo!». Non solo il progetto di una nuova sede, ma anche un progetto da proporre a tutte le scuole isolane che riguardi la lettura. Il 2020 sarà l’anno del book game, una sorta di “Per un pugno di libri”, in salsa ischitana che vedrà, presso la sede dell’associazione, sfidarsi le varie classi degli istituti ischitani. «Inoltre – ha continuato Brandi – riproporremo per il Liceo e per le medie “la lettera H” UN progetto teatrale sulla Shoah di Salvatore Ronga per conservare la memoria dell’Olocausto, tema interessante che porterà l’adesione delle scuole».Sono trascorsi dieci anni, era il dicembre del 2008, da quando l’amministrazione comunale di Ischia, consegnò le chiavi della cosiddetta Bottaia di Palazzo D’Ambra, «iniziammo così un’avventura senza sapere dove saremmo arrivati. Il perché di quest’impegno – ha spiegato Silvano Brandi – nasce dalla volontà di percorrere la strada tracciata da Luca che, nonostante la sua giovane età si impegnava nel sociale, in tanti modi, fino a far costruire un pozzo d’acqua in Africa per un suo caro amico. Ed uno delle primi nostri obiettivi fu proprio quello di costruire una scuola per Luca in Kenya nel Malindi. Investimmo tantissimo nel progetto sebbene come associazione non avessimo fondi, ma creammo le basi per un’azione sociale determinante».

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Otto mesi di lavori, tanti volontari determinati e diverse aziende che sposarono il progetto. Poi, il terremoto dell’Aquila, che radunò intorno all’Associazione tantissimi giovani che in breve tempo raccolsero materiale di prima necessità ed inviarono due camion al comune di Pizzoli.Nel dicembre 2009 inaugurammo la sede con Nonna Gilda e nella stessa serata consegnammo due borse di studio a due allievi del Liceo Classico e del Liceo scientifico. Sempre sulle tracce di Luca, che aveva giocato a Basket con la Cestistica Ischia, abbiamo istituito un premio annuale in abbigliamento sportivo all’atleta più meritevole non solo sotto il profilo sportivo ma anche umano». Poco per volta furono tantissimi i giovani che si radunarono intorno all’Associazione così come aumentò l’offerta dei vari laboratori.«Sta alla cittadinanza adesso rispondere. Abbiamo investito tanto, speriamo che tutto questo corrisponda a una risposta da parte dei ragazzi. Vorremmo che venissero in tanti qui a vivere l’associazione, ma non in maniera forzata, per prendere ore a scuola. Da 10 anni ci siamo inseriti in questo settore carente nella società; unavolta c’erano più associazioni che s’interessavano dei ragazzi, attualmente non c’è niente e per noi è diventata una missione dare spazio e voce ai giovani e crediamo di aver preso una buona strada».

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