CRONACAPRIMO PIANO

La resa dei negozianti, le chiavi consegnate ai sindaci

Ieri mattina la drammatica e simbolica cerimonia a Piazza Antica Reggia ad Ischia (presenti Enzo Ferrandino e Francesco Del Deo) e Corso Luigi Manzi a Casamicciola (con Giovan Battiista Castagna). Un’adesione massiccia e lo spettro del fallimento che incombe su tante aziende

Non hanno potuto esserci tutti perché gli assembramenti lo vietano. Altrimenti gli organizzatori giurano che sarebbero stati almeno in centocinquanta, e il numero probabilmente è approssimato anche per difetto. Piazza Antica Reggia da una parte, Corso Luigi Manzi dall’altra. Alle spalle del luogo delle simboliche cerimonie i municipi di Ischia e Casamicciola, tre sindaci ad attendere chi ha deciso di alzare bandiera bianca. Parliamo di una serie di imprenditori impegnati nel settore bar e ristorazione, che dopo aver acceso le luci dei loro locali nella serata di lunedì per l’ultima volta ieri mattina hanno consegnato le chiavi ai sindaci. Sul ponte sventola bandiera bianca, insomma: attendere l’1 giugno per riaprire i battenti e non sapere nemmeno se questo potrà avvenire, almeno fino a quando non si conosceranno prescrizioni e limitazioni, è stata l’ennesima coltellata. Quella decisiva, perché – al netto di una mattinata che di simbolico ha solo le modalità con cui si è svolta – l’eventualità che in molti non riaprano di nuovo i battenti in tempi di coronavirus è più che remota. Vedere tanti esercenti davvero provati in volto, oltre che nell’animo, per un futuro che allo stato promette soltanto incognite, è stato un qualcosa che soltanto alcuni mesi fa sarebbe stato impensabile. E anche l’espressione dei sindaci Enzo Ferrandino e Francesco Del Deo era tutto un programma: mattinata surreale, triste, una pagina che vorremmo cancellare subito. Con la consapevolezza che invece rischia di essere soltanto il primo anello di una lunga catena.

Enzo Ferrandino non usa mezze misure e al cronista spiega: “Il problema investe due settori, quello sanitario ed economico. Guardando al primo, è chiaro che non si può pensare di ospedalizzare una serie di strutture con normative troppo stringenti. Dal punto di vista economico, invece, è chiaro che siccome si registrerà un forte calo c’è bisogno del sostegno che noi come Comune dovremo fornire a questi imprenditori, cui cercheremo di venire incontro con tutti gli strumenti possibili. Ma lo Stato dovrà fare altrettanto con noi, altrimenti qui non si arriverà a decretare soltanto il fallimento delle attività ma anche dello stesso ente locale”. Per la serie se Atene piange Sparta di certo non ride, insomma si è tutti sulla stessa barca. Francesco Del Deo, anche nella sua veste di presidente nazionale dell’ANCIM, ha voluto sottolineare una volta di più che “il Governo ha l’obbligo di considerare la peculiarità dei territori, le isole minori pagano dazio rispetto al resto del paese. Si vive di turismo, e a Ischia abbiamo oltre diecimila lavoratori stagionali: davvero pensate che buoni spesa e fitto riusciranno a tamponare sia pure in parte una stagione trascorsa senza lavorare? Governo e Regione non possono né devono restare ancora a guardare, è ora di intervenire. E subito”.

I commercianti, come detto, si sono radunati anche a Casamicciola Terme, dove ad accoglierli c’era il sindaco Giovan Battista Castagna, che si è a lungo intrattenuto con i presenti. Al cronista il primo cittadino ha sottolineato l’importanza “di un’azione congiunta che veda impegnati, ciascuno per quanto di competenza, i Comuni, la Regione e il Governo. Ecco, occorre che tutti gli enti cui fanno riferimento le categorie dettino una serie di linee guida. Così chi fa impresa può avere un quadro chiaro ed esaustivo della situazione e può capire se e in che misura muoversi per una eventuale ripartenza. Ma credo sia non più procrastinabile un aiuto da parte del Governo, perché in una realtà con l’economia monocorde come l’isola d’Ischia la situazione è decisamente più delicata che altrove”.

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