CRONACA

La vita con le sue restrizioni ai tempi del coronavirus Michele Regine: «Isolani disciplinati, per ora promossi a pieni voti»

Il presidente del Consiglio del comune di Forio racconta come sono cambiate le sue giornate dopo l’avvento del Covid-19

Tanto tempo libero. I pensieri che corrono, alcuni verso risvolti positivi, altri verso un futuro nebuloso, ancora poco chiaro. La vita in isolamento non è semplice e nemmeno la condizione speciali di noi isolani, già un po’ abituati a fare a meno di alcune libertà che sono concesse a chi vive sulla terraferma, ci rende pronti ad affrontare questo periodo di quarantena forzata dove tutto si è fermato e un’isola votata all’ospitalità deve ora fare i conti con il proprio isolamento al quadrato e le prospettive per il futuro. Attraverso i pensieri e le testimonianze degli ischitani cerchiamo di capire come l’isolano stia affrontando questo duro e difficile momento, alle prese con un isolamento forzato che costringe a fare i conti con i propri pensieri, paure e prospettive. Michele Regine, avvocato e presidente del consiglio comunale di Forio, racconta la sua quotidianità ai tempi del coronavirus.

Come è cambiata la quotidianità ai tempi del Coronavirus? Come trascorrono le giornate?

Il lavoro ha preso inevitabilmente una piega diversa. Da professionista, non potendo avere contatti con le persone con cui solitamente ero abituato a confrontarmi, ho dovuto rivedere molte abitudini. , A casa, durante il giorno, studio le pratiche che ho lasciato in sospeso in questi giorni e che sono le più prossime. Sono in stretto contatto con il sindaco e il resto degli amministratori comunali per quanto riguarda l’annosa questione che stiamo vivendo. I casi di Forio hanno suscitato stupore e paura.

E il rapporto con la casa?

Approfitto dell’isolamento forzato per vivere in maniera diversa la dimensione domestica, assieme ai miei figli e mia moglie. Non nascondo che in questa negatività è bello poter almeno rivivere un po’ i valori originali e basilari e riscoprire la lentezza.

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Poi però dopo i momenti in famiglia e un pensiero al lavoro arriva quel momento in cui si rimane soli, in “quarantena” con se stessi, quali sentimenti pervadono il tuo animo in questo periodo?

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Come comun denominatore c’è un forte sentimento di tristezza e di impotenza, questa situazione va ben al di là delle possibilità ordinarie di ognuno di noi. E’ una situazione nuova, non ci abbiamo mai avuto a che fare.

Riusciremo a mantenere l’ordine sull’isola? Non mancano disobbedienti che aggirano le disposizioni

La figura dei militari sull’isola credo possa andar bene nel caso in cui anche sul nostro territorio dovessero palesarsi fenomeni di di disordine generale. Ma non credo che in questo momento ci siano i presupposti per avere azione manu militari. In linea di massima gli isolani sembrano essere molto accorti, rispettano le regole più importanti.

Non appena questa emergenza finirà e potremmo tutti nuovamente circolare come meglio crediamo, quale sarà il luogo che visiterà per primo?

Da buon foriano sono legato alle tradizioni locali, non vedo l’ora quindi di rivedere le zone del centro storico di Forio, le passeggiate portuali e le strade del borgo che mi mancano in modo particolare.

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