CRONACAPRIMO PIANO

Lacco a misura di disabile, ecco il progetto

Nel prossimo consiglio comunale convocato per lunedì 26 settembre spazio anche al Piano di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba)

C’è una importante integrazione all’ordine del giorno del consiglio comunale di Lacco Ameno in programma lunedì 26 settembre. Ai vari punti di carattere contabile che abbiamo già illustrato su queste colonne, il presidente del consiglio comunale Dante De Luise ha infatti aggiunto l’adozione del Piano di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) elaborato dal Comune di Lacco Ameno. Come alcuni lettori ricorderanno, nei giorni scorsi in un articolo dedicato proprio a tale problematica avevamo raccolto il parere del comandante della polizia municipale di Lacco Ameno, Raffaele Monti, il quale aveva citato anche il piano in questione. Il piano è consultabile sull’albo del comune, dove è stato pubblicato per dare modo ai cittadini e ad altri soggetti di avanzare osservazioni: esso è composto da una ampia relazione introduttiva, dall’inquadramento territoriale e normativo, con l’individuazione dei percorsi e degli spazi pubblici, lo stato di fatto con relative fotografie, la mappatura delle varie barriere sul territorio, poi le barriere negli spazi e negli edifici pubblici e comunali, le varie diagnosi di accessibilità, la sintesi degli interventi, i costi, la schedatura degli edifici, la planimetria per l’occupazione del suolo pubblico. Come si legge nella relazione, anche se lo Stato definisce tempi precisi per la realizzazione di questo strumento urbanistico, non ha chiarito del tutto, al contempo, quali siano i canali di finanziamento per l’Attuazione e il risultato è che ad oggi la maggior parte delle Amministrazioni non ha ancora adottato questo piano; tra questi anche il Comune di Lacco Ameno. Tuttavia la giunta municipale guidata dal sindaco Giacomo Pascale ha proceduto allo stanziamento di risorse proprie per la stesura del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche sull’intero territorio comunale. Fine ultimo del Peba oltre al monitoraggio ed alla mappatura delle citate barriere presenti sul territorio, la diagnosi sull’accessibilità delle varie parti del territorio e degli edifici pubblici, la loro schedatura, e l’individuazione della tipologia dei conflitti uomo-ambiente, è quello di tracciare le linee guida per la totale accessibilità, nel particolare, del tratto stradale piazza Capitello-Piazza Santa Restituta che costituisce l’ossatura principale della storia e della vita, turistica e non, dell’intero territorio comunale. Le aree interessate dagli interventi previsti nel Piano infatti riguardano principalmente il Corso Angelo Rizzoli e l’asse viario che collega piazza Girardi all’ospedale Anna Rizzoli. La piazza può essere considerata l’ingresso al paese e costituisce un punto nevralgico in quanto sono presenti le fermate dei mezzi di trasporto pubblici provenienti dai comuni di Casamicciola Terme su un lato e da Forio sul lato opposto.

Il Peba è dunque uno strumento volto a garantire un’idonea e completa accessibilità agli spazi ed agli edifici pubblici e di uso pubblico, ai servizi collegati, agli spazi comuni ed alle infrastrutture per la mobilità, contenente le caratteristiche fisiche e funzionali degli spazi e delle attrezzature edilizie e la determinazione degli interventi necessari per garantire un’adeguata fruibilità. Il Piano quindi, comporta l’individuazione di una serie di percorsi e di edifici pubblici e di uso pubblico, per ciascuno dei quali sono rilevate le caratteristiche fisiche e funzionali, le criticità e gli interventi di adeguamento necessari al superamento degli ostacoli e delle barriere nonché la quantificazione economica necessaria per l’attuazione dell’intervento. Come si legge ancora nella relazione, “le criticità rilevabili generalmente riguardano: marciapiedi, percorsi ciclabili, pavimentazioni, rampe, arredo urbano, parcheggi, attraversamento pedonali. La parola “barriera” deve essere estesa alle situazioni di pericolo, di disagio, o di affaticamento. In questo senso appare anche appropriato l’ampliamento del concetto di barriere architettoniche presente ne DPR 503/96, riferito non soltanto alle categorie svantaggiate, ma a chiunque, estendendolo a situazioni ambientali che riguardano in modo generalizzato tutta la popolazione. Il Peba quindi sottende all’idea generale di non considerare la città come sommatoria di “isole” accessibili, ma come un insieme di funzioni e servizi che si svolgono in spazi chiusi o aperti al servizio dell’uomo “pedone”, inteso come entità autonoma, che si sposta attraverso un nastro di percorrenza ideale ed interrotto per passare da una situazione all’altra. Quindi l’accessibilità non va intesa come elemento episodico nello spazio urbano, ma come sistema “diffuso” e complesso, per il confort ambientale, per la mobilità agevole sul territorio; un sistema che consenta a ciascuno di svolgere le attività desiderate utilizzando le proprie energie potenziali, anche quando limitate e/o residue”.

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