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L’Amerigo Vespucci nelle acque di Ischia, pomeriggio di festa

Ieri ai giardini della Pagoda l’isola ha accolto la delegazione del veliero della Marina Militare. I saluti del sindaco Enzo Ferrandino e del comandante Siragusa, mentre l’avvocato Giovannino Di Meglio ha compiuto un breve ma significativo excursus sulla storia del porto ischitano

Una discreta folla si è radunata ieri pomeriggio ai giardini della Pagoda, al porto d’Ischia. Tutti erano in attesa dell’apparizione dell’Amerigo Vespucci, il veliero della Marina Militare, costruito nel 1931 come nave scuola per l’addestramento degli allievi ufficiali dei ruoli normali dell’Accademia navale, che dopo due anni è tornata a solcare le acque di Ischia. E il veliero intorno alle 14.00 è finalmente apparso, procedendo lentamente per poi arrestarsi al largo dell’apertura del porto, a debita distanza anche a causa delle condizioni meteo che non permettevano un ulteriore avvicinamento alla costa. Grazie a una motovedetta della Guardia Costiera il comandante del Vespucci Massimiliano Siragusa e una rappresentanza del suo equipaggio (composto da 14 ufficiali, 72 sottufficiali e 190 sottocapi e comuni) è sbarcato per raggiungere i giardini della Pagoda, insieme al sindaco di Ischia Enzo Ferrandino e diversi componenti dell’amministrazione comunale, oltre ai rappresentanti delle varie forze dell’ordine. Il comandante Siragusa ha così raccolto l’invito del primo cittadino a far visita alla nostra isola, una visita che si è concretizzata anche grazie alla Lega Navale rappresentate dal presidente Franco Buono e Filippo D’Arrigo, con il coordinamento del dottor Antonio Ramaglia e grazie alla collaborazione dell’Associazione Pro Sant’Alessandro. Tra i presenti anche la dirigente Di Guida e alcuni allievi dell’Istituto Nautico isolano.

Enzo Ferrandino: «Ischia è l’isola dell’ospitalità e siamo felici di accogliere l’Amerigo Vespucci nel mese di settembre, quando si celebra l’anniversario dell’apertura del porto, un unicum anche dal punto di vista naturalistico, che poi ha costituito il volano sociale ed economico dell’intera isola»

Il sindaco Ferrandino ha preso la parola per ringraziare il Vespucci di aver accettato l’invito, ricordando che se due anni fa l’isola e il veliero si erano solo sfiorati, a causa dell’emergenza-covid, stavolta invece si è materializzato l’incontro tanto auspicato. Il primo cittadino ha rimarcato il carattere dell’isola, votata all’ospitalità, che ha accolto l’Amerigo Vespucci nel mese di settembre, a sua volta significativo oltre che sentito dagli ischitani perché è a settembre che si celebra l’anniversario dell’apertura del porto, un unicum anche dal punto di vista naturalistico, vista la sua natura di lago originato da un cratere vulcanico, porto che poi ha costituito il volano sociale ed economico dell’intera isola. Il sindaco ha poi salutato l’ormai prossimo avvicendamento al timone del Vespucci, perché il 12 settembre al comandante Siragusa subentrerà il collega Luigi Romagnoli: un applauso caloroso ha quindi avvolto entrambi, con il tradizionale augurio di buon vento rivolto loro dal primo cittadino.

Il Comandante Siragusa ha ringraziato l’intera comunità per la grande accoglienza, ricordando che l’Amerigo Vespucci è un ambasciatore dell’Italia nel mondo, costruita peraltro nei cantieri campani di Castellammare di Stabia, e che continua a testimoniare ovunque il gusto del bello e le capacità della cantieristica italiana. Il veliero, dopo i due duri anni caratterizzati dalle restrizioni dovute alla pandemia, ha ripreso quest’estate la sua funzione: due mesi di attività nei principali porti, mediterranei e atlantici, dell’Europa occidentale dell’Africa settentrionale.

Al termine dei due interventi c’è stato lo scambio dei doni, non solo del Comune, ma anche da parte della Lega Navale e della sezione locale dell’Associazione Marinai d’Italia.

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La chiusura dei saluti è toccata all’avvocato Giovannino Di Meglio, grande esperto della storia isolana, il quale ha ringraziato il comandante di «aver accettato l’invito del Comune di Ischia e benvenuto nell’isola più bella del mondo, come consacrato da una prestigiosa rivista americana di viaggi. Noi ischitani l’abbiamo sempre saputo, perché Ischia costituisce un ‘unicum’ tra le isole del Mediterraneo. Qui convivono in armonia archeologia, storia, cultura, poesia, turismo termale e balneare, radicate tradizioni e innovativi programmi di sviluppo». L’avvocato ha ricordato quando il 17 settembre 1854 re Ferdinando II di Borbone, che da qualche anno aveva scelto Ischia come capitale estiva del Regno, inaugurò tra il tripudio del popolo l’apertura del porto: «Quel pomeriggio di 168 anni fa – ha ricordato Giovannino Di Meglio – Re Ferdinando II ribadì il profondo connubio che lega Ischia al mare, legame che la Sua visita rinvigorisce e rinnova. A rendere più solido questo legame è la circostanza che il veliero ‘Amerigo Vespucci’ fu costruito nei cantieri navali di Castellammare sui progetti ancora esistenti della nave ‘Monarca’, varata intorno al 1850 e utilizzata più volte dal re e dalla sua corte per approdare a Ischia, nella Casina Reale. Ischia è un’isola che ha saputo coniugare i sacrifici dei pescatori e il coraggio dei marinai con la saggezza dei contadini. Nel mare Ischia ritrova le proprie radici». L’avvocato ha inoltre ricordato che nell’ottavo secolo avanti Cristo dal mare giunsero qui i Greci di Eubea per fondarvi Pithekoussai, la prima colonia greca di Occidente, faro di civiltà. Un mare che qui a Ischia unisce e non separa: «Non ha mai costituito un ostacolo, una barriera, ma piuttosto una corsia privilegiata e preferenziale per gli scambi in terraferma di ogni genere e di ogni natura. Nei momenti di bisogno, il mare è stata la strada maestra di tanti giovani costretti ad emigrare ‘pe’ terre assaje luntane’, in Sardegna, in Algeria, in Francia, in Argentina, in America, fino alla lontana Australia, dove hanno espresso con orgoglio il loro talento creativo e lavorativo».

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Il comandante del veliero ha ringraziato l’intera comunità per la calorosissima accoglienza, ricordando che l’Amerigo Vespucci è un ambasciatore dell’Italia nel mondo, costruita nei cantieri campani di Castellammare di Stabia, e che continua a testimoniare ovunque il gusto del bello e le capacità della cantieristica italiana

E poi l’augurio finale: «Il mare ci ha dato la vita e qui noi tutti dobbiamo sottoscrivere l’impegno morale di restituire la vita al mare. Dobbiamo impegnarci a difenderlo dalle aggressioni selvagge degli speculatori, dal depauperamento, dall’inquinamento continuo e sconsiderato. E quale occasione migliore di uest’incontro per rafforzare l’amicizia tra l’ ‘Amerigo Vespucci’ e l’isola d’Ischia, nel segno del patto d’onore, d’amore e di fedeltà di tutti noi con il mare. Signor Comandante, grazie per l’impegno con cui lei, con la sua qualificata equipe di collaboratori, difende il ‘Mare Nostrum’ e per tutto quello che continuerà a fare con onestà, serietà e fermezza». E mentre l’avvocato salutava con queste parole il comandante Siragusa, il veliero sullo sfondo riprendeva la rotta verso Ischia Ponte, dove è proseguita la visita ufficiale della delegazione del Vespucci. Grazie all’ospitalità della famiglia Mattera, il comandante e gli altri ufficiali hanno potuto effettuare una visita al Castello Aragonese, guidati dalla dottoressa Stefania Napoleone, mentre dove residenti e turisti del borgo hanno ammirato la maestosa imbarcazione che sostava al largo. Un pomeriggio di festa, nel segno dell’incontro tra due intramontabili bellezze, quella dell’isola e quella del famoso veliero.

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Rossy

È apparso alle 14? Ma vi prego non scrivete sciocchezze. La notizia era che L’Amerigo Vespucci sarebbe arrivato a Ischia all’incirca le 15. Invece con tutta calma si è fatto vedere alle 16. Tutti ad aspettare, solo che ci voleva un binocolo per guardarlo da vicino.

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