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Lavori in via Iasolino, Enzo Ferrandino spegne le polemiche

Il sindaco d’Ischia interviene con una lunga e dettagliata spiegazione sulle opere da effettuarsi nel tratto che dal platano va a Piazza Antica Reggia, che sarà interdetto da domani al traffico veicolare

Qualcuno potrebbe essere portato a pensare che una spiegazione così lunga e dettagliata, come quella che il sindaco d’Ischia ha voluto fornire relativamente alla chiusura di un’arteria di fondamentale importanza (specialmente adesso che hanno riaperto anche le scuole) come via Iasolino sia magari un eccesso di zelo o un’esagerazione. In realtà, però, non è affatto così perché molti leggendo l’ordinanza che annunciava la chiusura dell’area che va dal platano del Redentore fino a Piazza Antica Reggia per lavori al manto stradale era letteralmente trasecolato: ma come, si erano domandati in tanti, ma questi lavori non li avevano già fatti di recente? Possibile che si cambi di nuovo l’asfalto? Nulla di tutto questo ed ecco perché Enzo Ferrandino ha deciso di fare chiarezza con una lunga nota nella quale esordisce così: “Prima che sui social impatti, con tutte le conseguenze immaginabili, la notizia di una nuova chiusura del tratto di via Iasolino, che va dal platano al municipio, voglio approfittare per fare delle puntualizzazioni. La chiusura annunciata è ricollegata alla esecuzione dei lavori per la posa del tappetino finale di asfalto definito in gergo tecnico ‘di uso’ che nel caso nostro sarà stampato a caldo riportante una fantasia che evocherà il fondo di San Pietrini che vi era prima (così come previsto nella autorizzazione paesaggistica). Ma è doveroso fare un salto indietro nel tempo e ricordare a tutti noi lo stato pietoso in cui versava tale tratto di strada con il fondo in san pietrini oramai completamente disconnesso sotto il peso annoso di un traffico troppo pesante (autobus di linea da e per il capolinea di piazza Trieste). Situazione della strada degenerata al punto che nascevano implicazioni serie anche sulla sicurezza di coloro che la percorrevano in entrambi i sensi di marcia”.

Il precedente del 2002, quando la chiusura dello stesso tratto di strada si protrasse per un arco di tempo molto più lungo del previsto a causa di 16 giorni di pioggia, dell’alluvione di Casamicciola e infine della rottura di una condotta idrica proprio nel giorno della riapertura

Da qui il sindaco fa un salto indietro nel tempo e ricorda: “Tali circostanze ci indussero l’anno scorso a ricorrere a dei fondi ministeriali, recuperati quindi dall’ufficio a costo zero per le casse comunali, per realizzare un intervento di recupero di tale tratto stradale, strategico per il raggiungimento del centro cittadino, che prevedeva la rimozione dell’allora fondo in san pietrini e la sostituzione con un fondo in asfalto posato secondo la buona norma tecnica prevista. Nel corso della predisposizione del progetto l’ufficio tecnico comunale si è interfacciato anche con l’ufficio tecnico EVI e di comune accordo si è deciso di posare una condotta fognaria una volta che la strada risultava chiusa in modo da ottimizzare l’intervento nel complesso. L’intervento progettato, che prevedeva la sostituzione dei san pietrini con un tipo di asfalto stampato a caldo, è stato poi sottoposto al vaglio della soprintendenza che nulla ha obiettato sulla soluzione prospettata e di conseguenza la proposta progettuale così ha ottenuto l’autorizzazione paesaggistica prevista della legge”. Le cose, però, non sono andate come Enzo Ferrandino e tutti gli attori della vicenda si auguravano, nel senso che non sono mancati intoppi che tra l’altro causarono una serie di lungaggini. Il primo cittadino va ancora a ritroso nel tempo e spiega che “purtroppo all’atto della esecuzione dei lavori si sono verificati una serie di inconvenienti ed imprevisti che hanno complicato non poco la situazione. Basti ricordare che dall’inizio dei lavori – 14 novembre 2022 – e in un mese di lavori si sono avuti ben 16 giorni di pioggia e soprattutto nel contempo la sciagurata frana di Casamicciola. A rendere ancora più rocambolesca la cosa nel giorno di conclusione dei lavori ci fu anche la fessurazione inaspettata della condotta idrica sottostante la strada che causò l’allagamento della stessa proprio il giorno di riapertura facendo slittare di qualche altra giornata il riutilizzo del tratto viario. Proprio la fessurazione e rottura del tubo idrico, oramai posato lungo quel tratto di strada da oltre 40 anni, ha attirato l’attenzione dell’EVI sull’opportunità di sostituire o comunque trovare una soluzione per evitare che in futuro ci fossero stati altri inconvenienti del genere, considerata la vetustà del tubo (40 anni). Ebbene la soluzione individuata dall’EVI è consistita nell’infilare un tubo flessibile in PVC nel tubo esistente evitando di dover nuovamente rompere la strada generando ulteriori altri disservizi e disagi ai cittadini. Una volta approvvigionati del materiale in primavera l’evi, sotto la direzione dell’ingegnere Trani ha provveduto a realizzare intervento programmato”.

L’ironia del primo cittadino: «Stavolta saremo puntuali, viceversa opteremo per una benedizione del cantiere»

Poi il sindaco d’Ischia arriva a tirare le conclusioni ed anche a fare e farsi un beneaugurante auspicio: “Dopo questo racconto temporale, sicuramente lungo e tedioso, veniamo ai giorni nostri in cui ci accingiamo alla fase finale dell’intervento che appunto consisterà nella posa del tratto finale di asfalto che sarà stampato a caldo e che per essere realizzato bene dovrà essere posato in questo lasso temporale approfittando delle condizioni meteo ottimali (asciutto e caldo). Per l’appunto con l’aiuto della fortuna, facendo i dovuti scongiuri, i lavori inizieranno il 3 ottobre e salvo inconvenienti termineranno. Viceversa opteremo per una sana benedizione del cantiere. Portiamo pazienza”. Insomma, il sacerdote e l’acqua santa – ironia per ironia – ci auguriamo possano attendere. 

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