CULTURA & SOCIETA'

Le spiagge e le reti divisorie vero “pugno nell’occhio”

Con pochi soldi in circolazione gli ischitani già pensano all’occupazione delle spiagge libere riservate e difese dalle Amministrazioni comunali isolane

In tempo di crisi economica e di mancanza del denaro facile, anche Ischia ne patisce gli effetti, negativi naturalmente, per cui va giustamente di moda la politica del risparmio. Sull’isola non si va per il sottile. Boutique alla moda e stabilimenti balneari anche per  nuova prossima  stagione turistica 2019 si presume siano  le attività che maggiormente segnano il passo come è accaduto lo scorso anno. Andranno invece forte i ristoranti che non con oscono crisi.  Ischitani e turisti, apparte la tavola che non se la fanno mancare, già da ora si fanno i conti in tasca e si limitano a vivere il momenti difficile  con la dovuta parsimonia. Niente spese pazze e nemmeno svaghi da far soffrire il proprio portafogli. Chi andrà  al mare, avrà voglia di spiaggia libera.

Non tutti lo fanno, ma larga  parte degli ischitani e molti villeggianti, da Ischia a Sant’Angelo evitano la sedia a sdraio, ombrellone e cabina-spogliatoio a pagamento presso stabilimenti balneari organizzati, per utilizzare invece gli spazi di spiagge libere che per fortuna i comuni isolani assicurano alla collettività, mantenendoli lontani dai continui assalti dei privati pronti ad impossessarsene, previo concessione dell’Ente pubblico (l’attuale eurodeputato Giosi Ferrandino e Luigi Telese qualche anno fa, nella carica di sindaci respinsero  con decisione le insistenze dell’Hotel Miramare e Castello per ottenere in concessione la spiaggia libera del Muro Rotto ). I tratti di spiaggia libera sull’isola sono tanti,  anche se poco  curati  con assiduità, da parte dei Comuni che ne detengono la proprietà. Ischia ad esempio, dalla spiaggia di San Pietro  a Cartaromana, lungo il  Lido e la Mandra, conta 13 spazi liberi dientati oggi insufficientemente nella loro capienza per l’accresciuto numero di bagnanti che ne fnno uso. Stessa storia per le altre località isolane come Casamicciola che annovera solo 3 spazi, Lacco  Ameno 5, Forio 7, Sant’Angelo 2, Barano 4.

Al rigurdo va segnala che i suddetti tratti di spiaggia libera sono separati da una antiestetico steccato con tanto di rete sostenuta da appositi paleti conficcati nella sabbia, dando la sensazione agli uccupanti della spiaggia libera di essere ingabbiati come se fossero conigli. Si richiede maggiore decenza e rispetto  per chi non usa il tratto di spiaggia a pagamento. Questi bagnanti al risparmio, chiamiamoli così, attrezzati di tutto punto, con sedia, ombrellone, materassino elioterapico, palette e secchielli per i bambini, occupano con soddisfazione le spiagge libere dell’isola facendo registrare nelle proprie tasche un risparmio complessivo per decine di migliaia di euro al giorno. Il che, se incide negativamente sull’incasso dei titolari degli stabilimenti balneari organizzati, e quindi sull’economia del settore, fa felice di contro chi adotta la linea  dello “spendere meno” per far quadrare i propri conti. . In ogni modo, al di là di conti e riconti, resta ferma la determinazione degli ischitani, secondo cui è di assoluta priorità la difesa delle spiagge libere intorno all’isola e senza le reti che li fa sentire  conigli in  gabbia.

                                                                                                      michelelubrano@yahoo.it

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