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L’isola e il triste fenomeno del randagismo

Il problema degli animali randagi è conclamato e non può più passare inosservato. Ne abbiamo parlato con tre operatrici isolane che da tempo hanno lanciato un grido d’allarme

Ci troviamo in un periodo storico, quello del COVID, davvero singolare in cui molti di noi hanno dovuto cambiare le proprie abitudini, ma ci sono realtà che purtroppo sembrano ancora non trovare una soluzione. Stiamo parlando della piaga sociale del randagismo che a Ischia, ormai, sta assumendo dimensioni preoccupanti. Sono tanti, troppi infatti i cani e i gatti (e non solo) ad essere abbandonati sul territorio isolano e questo problema sembra essere stato acuito dal lockdown. E poi, come ogni anno, si manifesta nella stagione estiva con violenza macroscopica. Ad oggi, non sembra esserci un piano concreto di azione da parte delle istituzioni che, da tempo, latitano e sembrano non voler vedere un’emergenza che è sotto gli occhi di tutti. Per questo motivo, abbiamo voluto dar voce a chi da anni si batte per salvare dalla strada le migliaia di cani e gatti che vengono puntualmente abbandonati da tutte quelle persone che di umano hanno ben poco. Abbiamo parlato con Teresa Mazzella, delegata di Ischia della onlus “Un atto d’amore”: «Il randagismo sull’isola è di carattere canino e felino e quest’ultimo ha assunto fattezze stratosferiche. Ci sono tantissimi gatti che girano da soli per l’isola, mentre altri sono raggruppati in colonie riconosciute e seguite da un tutor che studia la progressione del fenomeno. Una colonia molto nutrita è quella della pineta a Ischia. Da circa dieci anni mi prendo cura dei mici randagi avendo con me circa duecento gatti, tra la mia abitazione, la strada e un rifugio che ho a Ischia. Mi occupo anche della sterilizzazione che, a mie spese, faccio fare privatamente perché l’ASL veterinaria sterilizza solo quattro gatti a settimana su tutti i comuni, compreso quello di Procida. È un numero insufficiente che non copre minimamente la richiesta. La situazione è grave e allarmante e noi, come volontari, siamo pochi su tutto il territorio. Non siamo aiutati né economicamente né moralmente dalle Istituzioni che, da sempre, hanno dimostrato un totale disinteresse per il problema annoso del randagismo». Ha poi aggiunto: «C’è un altro problema, ovvero molti isolani sono contrari alla sterilizzazione. Capita, troppo spesso, che ci siano delle cucciolate in cui molti mici vengono poi regalati senza alcuna precauzione e senza preoccuparsi per la sterilizzazione che dovrebbe avvenire dopo sei o sette mesi dalla nascita. Succede quindi che i gatti crescono, il più delle volte vengono abbandonati per strada e si trovano ad accoppiarsi con altri randagi. Questi accoppiamenti risultano essere pericolosissimi perché il rischio di contrarre malattie feline incurabili, non trasmissibili all’uomo, è altissimo. In questo senso, andrebbero fatte delle concrete campagne pro sterilizzazione da parte dei comuni di tutta l’isola. Andrebbe fatta un’azione determinata anche in collaborazione con l’ASL per far capire alle persone che è importante far ridurre le nascite». Teresa Mazzella ha concluso: «Il mio è un vero atto d’amore e le spese sono tante, tanto è vero che pubblico mensilmente sui social le cifre da me sborsate per salvare tanti animali dalla strada. Per tutti quelli che volessero fare delle donazioni per l’acquisto di cibo, o per sostenermi nelle spese di sterilizzazione o ancora per chi volesse adottare un micio, ci sono tutti i recapiti e le informazioni sul mio profilo Facebook e sulla pagina ‘I gatti di Teresa – Delegazione UADA Ischia’».

Abbiamo poi sentito Roberta Marchetti di Forio che, insieme a Fabiana Coppa e Arnalda Iacono, si prende cura di gatti e cani con l’Associazione PAS Pronatura Ischia: «Ci occupiamo di gatti, cani e uccelli feriti su tutto il territorio isolano. Li portiamo dai veterinari che possono curarli e rimetterli in forze. Il problema del randagismo va avanti da troppo tempo ed è amplificato in estate, o meglio da maggio a settembre, quando le cucciolate sono notevoli e troviamo per strada tantissimi gattini, ma anche cani abbandonati al Cretaio e sul monte Epomeo. Le Istituzioni, in questa triste vicenda, le sentiamo lontane e non accanto a noi nella lotta al randagismo che, almeno in teoria, dovrebbe interessare tutti». Roberta ha aggiunto: «Ai comuni chiediamo aiuti per il cibo, per le spese di sterilizzazione, ma soprattutto chiediamo a gran voce strutture in cui poter ospitare gli animali in difficoltà. Io attualmente, ad esempio, mi prendo cura di quindici gatti e quattro cani che non sono stati ancora adottati e che non hanno un luogo dove andare. È una situazione grave e allarmante che, insieme ad altre volontarie, cerco di gestire tra mille problematiche. Per chi volesse fare una donazione o dare un proprio aiuto, faccio notare che esiste la pagina Facebook dell’Associazione PAS Pronatura Ischia dove chiunque può contattare me e altre volontarie per sostenere le spese, dandoci una mano».

Abbiamo anche ascoltato l’educatrice cinofila e volontaria animalista Nunzia Di Iorio della LAAI – Lega animali&ambiente delle isole del Golfo: «Sono anni che cerchiamo di contrastare il fenomeno del randagismo, annaspando tra mille difficoltà. Promuoviamo degli eventi per raccogliere dei fondi che ci servono per fare le sterilizzazioni di cani e gatti, dal momento che l’ASL veterinaria ne fa solo quattro a settimana su tutto il territorio isolano. Servirebbe la presenza delle Istituzioni che, fino ad ora, non hanno compreso l’entità del problema. I comuni dovrebbero fare delle ordinanze precise per sensibilizzare la popolazione ed eventualmente per punire coloro che trasgrediscono le regole e abbandonano in maniera incivile i propri animali. Per i cani, ad esempio, è obbligatoria la registrazione all’anagrafe canina mediante il microchip, ma molti non fanno questa procedura. La vera sfida è quindi il controllo di questi animali da parte delle Istituzioni che purtroppo latitano e continuano a non adottare alcun tipo di provvedimento». Nunzia Di Iorio ha poi proseguito nella sua analisi: «Abbiamo un progetto che prevede l’apertura di una struttura per gli animali randagi e vorremmo chiedere ai vari comuni di convenzionarci. Attualmente, infatti, manca un luogo ad hoc, da quando a partire dal 2011 non è più aperto il canile di Panza. È stato fatto, poi, un errore ancora più grave perché molti comuni isolani presero la convenzione con una struttura esterna, ovvero la Fido e Felix che ha una clinica veterinaria a Frattamaggiore e un canile vero e proprio a Orta di Atella, paese nei pressi della clinica stessa. Parlo di errore perché molti degli animali isolani, dopo il trasferimento, non sono più stati adottati dagli isolani che raramente facevano visita a quelle strutture, percepite troppo lontane. Cani e gatti sono vissuti e morti lì senza tornare più sull’isola. A questo punto, mi sento di dire che sono state tutte politiche fallimentari. Non è più possibile negare l’evidenza del fenomeno randagismo, amplificato in estate dopo le cucciolate. I comuni devono adottare politiche di prevenzione, bisogna evitare le nascite perché sono troppe e va fatto un controllo continuo, serio e meticoloso. In più, come ho detto, chiediamo che venga aperta una struttura convenzionata sull’isola in cui poter ospitare cani e gatti con maggiore serenità. Il nostro impegno è tanto, ma i mezzi a nostra disposizione sono limitati. In attesa che le Istituzioni ci diano una mano, chiediamo di aiutarci, in base alle proprie possibilità, nelle spese che riguardano l’alimentazione e la sterilizzazione dei tanti animali randagi. Per maggiori informazioni è possibile visitare l’omonima pagina Facebook della LAAI – Lega animali&ambiente delle isole del Golfo, in cui ci sono tutti i recapiti telefonici necessari».

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