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L’isola guarda al futuro e punta alla trasformazione digitale

Innovazione tecnologica, transizione e trasformazione digitale, blockchain e gestione dei dati: ecco i capisaldi del progetto made in Ischia “Digital Twin Island” che si propone di digitalizzare il sistema pubblico-privato di Ischia, con un occhio alla transizione ecologica e all’efficientamento della pubblica amministrazione

I finanziamenti che arriveranno presto dal PNRR nazionale (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza varato dal governo Draghi), sono stati la scintilla propulsiva vincente per mettere in moto in tempi rapidissimi una nuova macchina intelligente, quella dell’innovazione e dello sviluppo digitale. Di questo si è parlato ieri mattina, presso la sala consiliare del Comune di Ischia, per la presentazione del progetto “Digital Twin Island”, a cui erano presenti una parte dei primi cittadini di Ischia e diversi stakeholders del territorio, oltre chiaramente ai coraggiosi promotori del progetto. Coraggiosi perché in gran parte si tratta di un progetto giovane, che viene dai giovani e pensato anche e soprattutto per i giovani. A fare da moderatrice il Consigliere Carmen Criscuolo, da sempre attiva e molto coinvolta nei progetti che tendono ad innovare il territorio, che ha dato il via alla chiacchierata facendo notare come la pandemia e le relative soluzioni proposte a livello europeo sono state la premessa e la base da cui partire per iniziare a pensare davvero di compiere una completa transizione dal sistema informativo nazionale attuale ad un sistema completamente digitale, interconnesso e versatile.

COSI’ LA REALTA’ DIGITALE PUO’ INCIDENTE SUL TESSUTO SOCIALE

L’idea innovativa dei promotori parte dalle domande di base che escono fuori dalle linee guida che risaltano dal già citato PNRR: in che modo le nuove tecnologie e le realtà digitali possono incidere in maniera significativa (si spera in positivo) sul tessuto sociale, sulla sanità, sulla cultura e sugli altri campi della vita sociale? A questa risposta ha provato a rispondere, parlando del suo progetto, il giovanissimo Ing. Gianmarco Piramo, ingegnere informatico, esperto di machine learning e smart cities, co-fondatore di ShardsLab e collaboratore dell’Università di Fisciano, appena 24enne, che con una metafora tratta dalle sue esperienze universitarie ha messo in luce quanto l’uomo e la società possano fare di più con l’aiuto del digitale. Non solo conservazione, interpretazione e gestione dei dati, nuove tecnologie e sistemi avanzati di intelligenza artificiale; obbiettivo del progetto è quello di migliorare la qualità della vita dei cittadini tutti, delle aziende e di far fare finalmente alla pubblica amministrazione italiana quel cambio di passo che ci si attende ormai da anni. Nel mese di luglio il Comune di Ischia è stata la prima amministrazione isolana a cogliere l’opportunità fornita dalle linee guida nazionali sull’innovazione, dimostrando di non voler perdere il treno verso un efficientamento della PA mai visto prima, attraverso una manifestazione di interesse grazie alla quale, attraverso un complesso studio di fattibilità, è stato selezionato il progetto dell’Ing. Piramo e del suo collega ed esperto di blockchain Dott. Michele D’Ambrosio.

IL PROGETTO AMBIZIOSO: CREARE UN “GEMELLO DIGITALE” DELL’ISOLA D’ISCHIA

Immancabile è stata la collaborazione dell’Avv. Laura Cappello, promotrice del progetto anche a livello nazionale e sovranazionale, grazie al quale si spera di intervenire presto su tutti i settori economici strategici di Ischia. Eh già, di Ischia, perché il progetto vede Ischia come suo epicentro sperimentale, che possa fungere da esempio per altre realtà nazionali ed europee già più avanzate di noi su molti aspetti. Il focus del progetto si basa sulla possibilità di creare un vero e proprio “gemello digitale” dell’Isola d’Ischia, attraverso il quale sarà possibile effettuare simulazioni, studi di fattibilità concreti (e non solo su carta), e col quale si potranno rivoluzionare le strategie decisionali della sfera pubblica, rendendole più efficienti ed efficaci per il miglioramento costante del territorio. La possibilità di affrontare seriamente i problemi strutturali di Ischia, anche dal punto di vista del rischio sismico ed idro-geologico, grazie alle nuove tecnologie, ci darebbe secondo Piramo la possibilità di sopperire alle carenze delle limitate capacità umane, dove l’errore umano è sempre dietro l’angolo (ma ce ne si accorge, di solito, quand’è troppo tardi…). Provare e testare in anticipo, in un modello di realtà virtuale estremamente fedele alla realtà circostante, l’efficacia dei progetti infrastrutturali e digitali, può essere davvero l’occasione per far ripartire la crescita e l’economia in maniera del tutto nuova.

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IL TERRITORIO ISOLANO INTERCONNESSO GRAZIE AL BLOCKCHAIN

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Base imprescindibile di tutta l’architettura informatica che si vuol creare è la nuovissima tecnologia delle blockchain: queste tecnologie sono incluse nella più ampia famiglia delle tecnologie di distributed ledger, ossia sistemi che si basano su un registro digitale distribuito e decentralizzato, che può essere letto e modificato da più nodi di una rete, ma che può essere allo stesso tempo inalterabile e severamente crittografato. È una tecnologia emergente che si propone di plasmare il futuro dell’Europa e che potrebbe migliorare l’interazione tra cittadini, imprese, sistema finanziario ed istituzioni pubbliche. Ecco che ad Ischia si vuol dar vita ad un ecosistema digitale ed ecologico dal quale prendere esempio e nel quale saranno interconnesse le realtà strategiche isolane, partendo dalle amministrazioni fino ad arrivare alla sanità, ai trasporti pubblici, alla nuova mobilità, alle imprese. Un sistema interoperabile con una particolare attenzione alla primaria fonte di reddito e PIL dell’isola verde: il turismo, stavolta davvero sostenibile anche nei fatti a quanto pare. L’Ing. Piramo ha fatto notare come, con queste tecnologie che presto potranno essere sperimentate e implementate sul campo, sarà possibile anche tutelare e rendere praticamente eterne ed immutabili alcune delle nostre tradizioni, la nostra memoria storica, la cultura e le identità, preservandole dal passare del tempo. Spieghiamoci meglio: una delle proposte è quella di archiviare i dati in maniera sicura, affinché non possano mai essere manomessi ed alterati, e questo può esser fatto ad esempio con la digitalizzazione completa delle opere d’arte presenti sul territorio, e sottrarle così al lento ma inesorabile decadimento dato dallo scorrere del tempo. Ma questo è solo uno degli esempi più banali che si possano fare. Il digitale, in questo senso, può anche spingere verso una destagionalizzazione del turismo isolano, con la fornitura di nuovi servizi innovativi che non risentano della stagionalità.

L’INTERVENTO DI CASUCCI: OPPORTUNITA’ DI SVILUPPO SUL FRONTE TURISTICO

È intervenuto nella discussione anche il Dott. Vito Mattera, amministratore di Pointel, società ischitana impegnata in soluzioni (ovviamente tecnologiche) per la comunicazione, che ha sostenuto che “I dati vanno gestiti e messi in sicurezza per migliorare le strategie pubbliche e private di decisione, sfruttando le opportunità che vengono dall’IoT, acronimo di internet delle cose, ossia di tutti quei dispositivi di uso quasi comune completamente interconnessi alla rete, e dai big data”. Massimo supporto ed interessamento al progetto è stato dimostrato, oltre che dall’amministrazione di Ischia, anche dai vertici della Regione Campania. L’assessore al Turismo Felice Casucci, intervenuto da remoto, ha dichiarato a chiare lettere come queste tecnologie siano un aspetto centrale nelle strategie di sviluppo in Campania, in particolare sul fronte turistico, economico, su quello dello sviluppo sostenibile e della sicurezza, informatica e non solo. Non sono mancati gli spunti sulle criticità che queste intenzioni portano inevitabilmente con sé: il primo è venuto dalla stessa Laura Cappello, che ha ricordato che esiste, nel contesto del “Next Generation EU” europeo, un piano d’azione per la democrazia, la quale subirà per forza di cose delle trasformazioni molto importanti a seguito della digitalizzazione. Sarà pertanto necessario governare questo fenomeno e queste trasformazioni affinché non vi siano delle distorsioni eccessive sulle dinamiche democratiche nei nostri Paesi.

FORMARE I LAVORATORI PER PROIETTARE ISCHIA NEL FUTURO

Da affrontare sin da subito sono invece la necessità di formare quanto prima tutte le parti lavorative in campo con competenze digitali, perché non è pensabile di iniziare queste trasformazioni a ricambio generazionale già avvenuto, come ha dichiarato Massimo Bisogno, Direttore dell’Ufficio Speciale per la Crescita e la Transizione Digitale della Regione Campania, e chiaramente il tema della sicurezza dei dati. È emerso infatti dall’ultimo rapporto del Security Operation Center dell’azienda di sicurezza informatica Swascan, che esiste una quantità abnorme ed impressionante di indirizzi email e password appartenenti alle pubbliche amministrazioni (e relativi dati anche bancari dei cittadini) completamente compromessi ed esposti all’uso illecito da parte di pirati informatici ed agenzie governative ostili, per non parlare della obsolescenza delle attuali infrastrutture informatiche di supporto alla PA. Il problema è particolarmente allarmante per il Sud Italia. Un tema da non sottovalutare e che va affrontato alla base, affinché tutta l’infrastruttura innovativa che verrà creata possa poggiare su solide basi. Un progetto promettente quindi, che promette, scusate il gioco di parole, di catapultare Ischia nel futuro, cogliendo le occasioni del digitale e delle tecnologie, per migliorare la qualità di vita dei cittadini e l’efficienza del sistema amministrativo e produttivo. Non ci resta che attenderne i futuri sviluppi.

Foto Franco Trani

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