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CULTURA & SOCIETA'

L’isola, la fame e la solidarietà ai tempi del coronavirus

Viaggio in un territorio sempre più stremato dalla crisi dettata dalla pandemia, le testimonianze e le parole di Luciana Morgera lasciano intendere come Ischia non sia più un’oasi felice

DI MATTEO SADOWSKI

Spesso, troppo spesso nel nostro vivere quotidiano diamo tante cose per scontate, viviamo con grande superficialità momenti ai quali non dedichiamo la giusta attenzione. Uscire di casa, fare una passeggiata, andare sulla spiaggia; sono azioni che definiamo “normali”, e questo perché la maggior parte di noi ha il privilegio di poterle tranquillamente compiere. Molti però, non si rendono conto che nello stesso momento in cui chiudiamo la porta di casa, ci incontriamo con gli amici o stendiamo un asciugamano sulla spiaggia, ci sono tantissime persone che non hanno questa possibilità. Si potrebbe elencare senza fine quali sono questi momenti sui quali dovremmo riflettere e le motivazioni che ci portano ad affermare che siamo fortunati a poterli vivere, oggi però parleremo in particolare di solo uno di questi momenti, un momento che potremmo definire “piccolo” ma che nel profondo è un momento importantissimo del nostro quotidiano.

Cesto donazioni
(fuori la chiesa a Buonopane)

Un pranzo… una cosa banale dirà qualcuno, una cosa appunto “normale”, nulla di particolare. Entri a casa, ti siedi a tavola e mangi, oppure se sei chi quel pranzo lo prepara per poter mangiare devi prima farlo; in genere funziona così, poi solitamente ci sta chi si lamenta perché per pranzo c’è una cosa e non un’altra, chi non mangia perché quello che ci sta non piace, chi si lamenta perché quando la mamma dice “è pronto” non lo è, e magari bisogna addirittura apparecchiare, poi ci sta chi non vede l’ora di alzarsi e tornare a immergersi nel mondo informatico insieme allo smartphone al quale ha dovuto sottrarre un po’ di attenzione per nutrirsi e via dicendo. Questa è una tipica situazione che è possibile vedere oggigiorno nelle case, dove le persone non colgono l’importanza del momento perché ai nostri giorni non ci sono problemi con il cibo, non è come durante la guerra, non viviamo ai tempi dei nostri nonni dove gli alimenti scarseggiavano, ora basta andare al supermercato e acquistare quel che si vuole, in che quantità si vuole, basta avere le risorse economiche.

Ma perché abbiamo deciso di parlarvi di questo? Perché come ci sono molte persone che non hanno problemi a mettere un piatto a tavola, ce ne sono tantissime altre che devono farsi i conti in tasca prima di poterlo fare e ci sono anche persone che non se lo possono permettere, riuscendo a sopravvivere solo grazie al cuore d’oro di altre persone. Veri e propri angeli, spesso anche anonimi, che con dei piccoli gesti di solidarietà porgono un aiuto tutt’altro che indifferente al prossimo. Spesso infatti chi compie queste piccole azioni magari non si rende neanche conto che oltre a offrire un sostegno materiale, offre a qualcuno anche un sostegno psicologico che è fondamentale per chi si trova a vivere gravi situazioni di dissesto economico. Per chi non ha mai avuto problemi di questo genere, spesso è anche difficile immaginarsi che sia possibile che qualcuno rimanga senza cibo, senza il nulla più totale con cui sfamarsi, eppure questa non è altro che la triste realtà che ci circonda, una realtà che guadagna sempre più terreno nella nostra società.

Consegne

Negli ultimi giorni hanno toccato il cuore di tutti storie come quella della bambina di 12 anni che ha telefonato i Carabinieri chiedendo aiuto perché aveva fame e nel frigo non c’era altro che la luce. I danni all’economia causati dal Covid-19 hanno fatto perdere il lavoro al padre della bambina, facendo di conseguenza catapultare la famiglia di quattro persone nella povertà, tanto da non aver appunto nulla da mangiare. L’operatore dopo aver tranquillizzato la piccola aveva provveduto ad inviare una pattuglia a controllare la situazione, dopo aver accertato che quanto segnalato era vero, gli agenti intervenuti hanno acquistato a loro spese beni di prima necessità per poi consegnarli alla famiglia. Una storia emozionante che purtroppo però mostra la condizione di povertà che ci circonda e che la pandemia ha purtroppo alimentato ulteriormente. E se pensiamo che lo “scudo naturale” che protegge la nostra isola da situazioni che si verificano altrove funzioni anche in questo caso ci sbagliamo di grosso.
Vi parleremo infatti di episodio, per così dire Made in Ischia raccontato dai volontari del gruppo locale della Croce Rossa Italiana: “Siamo stati avvicinati da un signore che aveva una bambina di 7 anni e ci aveva detto che era da quattro giorni che non mangiavano, non era di Ischia e ci ha detto che era rimasto bloccato qui. Noi sull’isola non distribuiamo alimenti come succede in altri luoghi ma gli abbiamo comunque dato latte e biscotti che avevo in macchina visto che avevo fatto la spesa. La sua felicità al ricevere quel poco che potevamo offrirgli era impagabile. Abbiamo provveduto a contattare la “Mensa del Sorriso” che aiuterà il signore, purtroppo non è stato il primo episodio simile e temiamo siano destinati a moltiplicarsi”. Ecco un grandissimo esempio di solidarietà che si deve solo ammirare e imitare. Questa emergenza ha infatti colpito quasi ogni settore, danneggiando la maggior parte di noi, senza fare distinzione tra età, etnia, classe sociale e situazione economica, il vero problema è però il fatto che chi già prima si trovava in una situazione economica non vantaggiosa, ora si può trovare in una condizione critica, soprattutto se non dovesse ricevere aiuti dalle istituzioni. Nell’ultima settimana abbiamo visto le emissioni dei buoni spesa, che però sappiamo siano erogabili una tantum e che quindi non possono arginare il problema se il dissesto economico che stiamo vedendo dovesse protrarsi nel tempo.

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E la notizia più preoccupante per gli abitanti di Ischia è che il turistico è tra i settori più colpiti, e per un’isola che basa le proprie fondamenta economiche proprio sul turismo la situazione è critica, la mancanza di affluenza turistica che si prospetta inevitabile potrebbe rendere insostenibile la situazione economica di migliaia di persone e famiglie. E incontro questa drammatica sorte potranno andarci anche famiglie che mai si sarebbero immaginate di trovarsi ad affrontare simili problemi. Tra le tante associazioni che sono da sempre schierate al fianco dei bisognosi abbiamo la “Catena Alimentare” di Casamicciola, che si trova in prima linea ad assistere le famiglie che sono state messe in difficoltà dall’emergenza. Ci siamo quindi messi in contatto con Luciana Morgera, una delle socie dell’associazione, che malgrado la grande mole di lavoro che si trova ad affrontare in questo periodo ha dedicato qualche minuto per rispondere a qualche nostra domanda.

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La Catena Alimentare da anni si occupa di assistere famiglie bisognose che hanno difficoltà a procurarsi beni di prima necessità. Sappiamo che prestate assistenza a decine di famiglie su tutta l’isola. Ora che ci troviamo ad affrontare questa grave pandemia non è difficile immaginare che i numeri di quante persone necessitino di aiuto sia cresciuto vertiginosamente.

Deposito

«Si, in effetti si, perché da quando è iniziata l’emergenza i numeri sono raddoppiati. Noi assistevamo tra le 60 e le 70 famiglie, adesso siamo esattamente al doppio quindi circa 140/150 famiglie. Attualmente stiamo collaborando con tutte le associazioni e questa cosa è fantastica che è nata già durante l’emergenza del terremoto quando c’era ancora Nunzia Mattera, dove tutti noi della Catena Alimentare abbiamo collaborato con la Caritas e con tutte le altre associazioni. Questa volta ancora di più, perché attraverso il C.O.C. di Ischia in cui convergono tutte le associazioni, come noi, “La Casa dei Bambini”, “Caritas” il Centro di Ascolto e altre. Chiunque ha bisogno fa quindi riferimento a questo unico centro e dove c’è bisogno di aiuto interveniamo, a seconda della disponibilità delle associazioni. I numeri, come ho già detto sono enormi, solitamente consegniamo la spesa una volta ogni 15 giorni. Adesso abbiamo cambiato anche le modalità di distribuzione della spesa, perché chiaramente dobbiamo avere anche un minimo di sicurezza, avviene sempre da noi però all’esterno della nostra sede, molte delle consegne vengono però fatte anche a domicilio perché c’è anche chi non si può muovere. C’è chi vive lontano dalla sede e quindi non può neanche prendere l’autobus o chi magari è in quarantena ed è quindi impossibilitato a spostarsi».

L’incremento è quindi sostanziale, soprattutto considerando che siamo su un’isola. Questo lascia intendere che la situazione nelle città sia ancora peggiore.
Tornando a Ischia, è previsto un ulteriore aumento dei numeri? Il danno subito dal settore turistico potrebbe rendere la situazione di molte famiglie drammatica, al punto da avere difficoltà a mettere un piatto sulla tavola?

«Sì, l’incremento è decisamente sostanziale. Sicuramente si protrarrà anche nei prossimi mesi, visto che comunque non ci sarà una ripresa dell’economia turistica, o anche se le attività riprenderanno comunque la prospettiva è che non riescono ad assorbire il tutto il personale come prima. Questo perché ci sarà prima di tutto una difficoltà dovuta proprio al flusso turistico e dall’altra parte la gestione della Fase 2. Per cui temiamo che anche nei prossimi mesi si farà comunque fatica a gestire questa emergenza anche perché per noi la maggiore emergenza è il fatto che le famiglie si impoveriscono immediatamente nel momento in cui superano il periodo post-lavorativo e della disoccupazione per chi la percepisce. Molte famiglie non hanno riserve economiche che gli consentono comunque di avere un’autonomia, purtroppo quindi riteniamo che con l’avanzare del tempo la situazione peggiorerà ulteriormente».

I “buoni spesa” emessi dai comuni sono sicuramente utili, ma essendo erogabili una sola volta sono più che altro una soluzione tampone a breve termine. Se questo contributo fosse “ripetibile” anche con cadenza mensile, potrebbe fornire un aiuto non indifferente alle famiglie più in difficoltà?

Luciana Morgera

«Si, i buoni emessi dal comune sono decisamente una soluzione tampone e che purtroppo non risolve il problema. Serve appunto per cercare di tamponare l’emergenza attuale, vista però la lentezza che si prospetta nella ripresa dell’economia è sicuro che siano necessari ulteriori interventi tampone, cioè ulteriori manovre economiche e sostegni soprattutto per le famiglie che come già detto sono in costante aumento. Considerato appunto l’aumento e il dover mantenere delle condizioni di sicurezza abbiamo anche cambiato orari, siamo aperti un’ora al giorno tutti i giorni per venire incontro alle necessità delle tante famiglie e per effettuare le consegne straordinarie, abbiamo inoltre diviso gli orari delle consegne in base al comune di residenza».

Nell’ultimo periodo abbiamo sentito storie come quella della bambina che ha telefonato i Carabinieri perché aveva fame e la famiglia non poteva permettersi di acquistare cibo. Queste storie hanno toccato il cuore della maggior parte di noi e sono purtroppo destinate ad aumentare. La domanda quindi è, chi vuole e ha la possibilità di aiutare in un qualche modo chi è meno fortunato, come può fare?

«Abbiamo lanciato già da anni il “Carrello Sospeso”, cioè un carrello presente in tutti i supermercati Isolani: Chiocca, Dok, Decò, Sebon. È presente alle casse con il logo della Catena Alimentare e chiunque si reca a fare la spesa al supermercato può acquistare e lasciare appunto all’interno di questo carrello un prodotto che verrà poi destinato alle famiglie in difficoltà che noi assistiamo. È quindi molto facile essere solidali con gli altri, anche con un piccolissimo contributo».

Come si può tranquillamente prevedere la situazione è quindi tutt’altro che rosea, e probabilmente non si affretterà a migliorare in tempi stretti e purtroppo non possiamo fare molto per migliorarla. Possiamo però, se ne abbiamo la possibilità, contribuire ad aiutare chi ne ha bisogno, mettere un prodotto in un carrello della Catena Alimentare o aiutare le varie associazioni che si occupano di assistenza. Se invece non si ha la possibilità, si può aiutare il prossimo in un modo del tutto gratuito, offrire un supporto psicologico anche con una semplice chiacchierata da balcone a balcone, perché nel periodo che ci troviamo ad affrontare anche due scambi di parole ci possono salvare la giornata, soprattutto se altrimenti non avremmo con chi parlare.

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