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L’isola mai così vuota, vincono gli “assenti”

Le ulteriori restrizioni imposte dal DPCM, con la chiusura di ulteriori attività (in primis bar, ristoranti e negozi), rendono Ischia ancor più territorio “fantasma e così vince il senso civico dei cittadini. Numerosi e capillari i controlli delle forze dell’ordine

Lo hanno pensato, detto e scritto in tanti: sembra di essere dentro a un film. Il genere, inutile nemmeno sottolinearlo, certo non è quello comico. Quando nella tarda serata di mercoledì il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha annunciato in diretta televisiva il nuovo (ed ennesimo) decreto, tutti abbiamo capito che la giornata successiva sarebbe stata diversa – e se possibile ancor più surreale – di quella che ci stavamo ormai mettendo alle spalle. E la sensazione non era sbagliata, al punto tale che anche per il cronista la mattinata è stata vissuta tra sensazioni inedite e sentimenti contrastanti. Perché adesso, grazie al coronavirus, abbiamo capito che chi fa questo mestiere, scendendo in strada e guardandosi attorno, si ritrova costretto a dover raccontare anche il nulla. Già, il nulla. Le foto del nostro Franco Trani documentano più ancora delle parole di chi scrive lo scenario nel quale si è presentata ieri mattina Ischia. Da una parte un sole splendido, primaverile, e un clima mite che sembravano regalare all’isola verde dei colori e un’atmosfera se possibile più incantevole del solito. A fare da stridente contrappeso, però, strade deserte e un silenzio che a un certo punto è sembrato davvero assordante.

Le prime ore della mattinata, in ogni caso, sono servite a testare il termometro della situazione (calma, la febbre sintomo del coronavirus non c’entra nulla) e la reazione della gente alle ultime novità arrivate la sera precedente dai palazzi della politica. C’era la solita fila all’esterno dei supermercati e delle farmacie, ma nessuna ressa né tantomeno cittadini – a parte le poche ed immancabili eccezioni – che hanno riempito più carrelli come se non ci fosse un domani. Ma la necessità di dover rispettare una serie di parametri di sicurezza all’interno dei punti vendita (primo tra tutti la distanza tra i clienti) rendeva gli accessi contingentati con le conseguenze facilmente immaginabili. Intorno, tutt’intorno, il vuoto. Perché la chiusura dei bar, e successivamente anche dei ristoranti a partire dalla tarda mattinata, ha di fatto cancellato un’altra “tentazione” per i cittadini che proprio non ne vogliono sapere di rimanere dentro le mura domestiche. Ma ha anche di fatto eliminato un’opzione in più per quelli che lavorano o erano autorizzare a muoversi e che in ogni caso nel ristoro temporaneo trovavano anche un modo per socializzare e dunque aggregarsi. Un pugno nell’occhio era anche lo scenario che si presentava allo sbarco o all’imbarco dei traghetti, con auto e passeggeri che davvero si contavano sulle dita di una mano: a regalare un minimo di “movimento” ci hanno pensato gli autotrasportatori, categoria santa e benedetta che per nostra fortuna continua a girare (nel senso anche letterale del termine) garantendo gli approvvigionamenti ad una realtà evidentemente complessa e disagiata come quella insulare.

Chi non ha fatto mancare la propria presenza sul territorio sono state le forze dell’ordine che sin dalle prime ore della mattinata hanno iniziato a controllare il rispetto del decreto del presidente Conte soprattutto relativamente alle attività che proprio da ieri avrebbero dovuto obbligatoriamente chiudere i battenti. Non sono state registrate grosse anomalie, anche se in un paio di casi si sono verificati degli “equivoci” legati alla categoria nella quale rientravano determinati esercizi commerciali. Che però, sono stati puntualmente e celermente superati. Per il resto gli equivoci sulle passeggiate e i cani da accompagnare al guinzaglio a sgranchire le zampe sono state un’altra prerogativa del giovedì, ma su questo va anche rimarcato come il decreto si prestasse ad interpretazioni ballerine che non a caso poi ci si è affrettati a chiarire anche nel corso del pomeriggio. Divieto di passeggiare è una cosa, invito a restare a casa un’altra e sembra che nello specifico l’ultimo DPCM l’indicazione fornita sia la seconda e non la prima. Lo ha ribadito una volta di più il Viminale, ma questo non significa che chi può farebbe bene a rimanere tra le mura domestiche: una volta risolto questo problema, ci auguriamo quanto prima, di occasioni per sgranchire le gambe o prendere una sana boccata d’aria ce ne saranno ancora parecchie. Nel pomeriggio di ieri, dopo la denuncia il giorno precedente di un ristoratore foriano, non ha registrato provvedimenti significativi a carico di nostri concittadini: violazioni e dunque deferimenti all’autorità giudiziaria sono stati riscontrati a Villaricca, Giugliano.

Foto Franco Trani

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