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Lo sfogo di Di Vaia: «Così hanno “tradito” la Festa di Sant’Anna»

Ad una settimana dall’evento mancato di Ischia Ponte, a Il Golfo ecco le parole del vicesindaco d’Ischia. Nessuna polemica con la Regione, con cui la decisione è stata condivisa, ma non mancano le perplessità sull’operato dell’ASL: «E’ apparsa soltanto alla fine». Poi l’affondo: «Lasciati soli? No, a volte in cattiva compagnia»

Amarezza, dispiacere, pochi rimpianti ma tanto rammarico. Questo è lo stato d’animo del vicesindaco di Ischia Luigi Di Vaia a pochi giorni dalla mancata festa di Sant’Anna. Ma c’è anche dell’altro. Il vice di Enzo Ferrandino non manca di dare qualche stoccata «all’Asl che non ha partecipato ai tavoli di organizzazione salvo farsi viva tre giorni prima dell’evento a poche ore dalla cancellazione». E non solo. Parla anche di «Incomprensioni» e «difetti di comunicazione con le altre istituzioni».

A distanza di qualche giorno dalla mancata festa di Sant’Anna qual è il suo stato d’animo?

«Personalmente sto vivendo un momento di grande amarezza per il fatto che la festa non si sia svolta e che sono convinto che avremmo potuto vincere una bella sfida. Sono amareggiato ma anche soddisfatto perché riuscire nell’impresa di mettere in moto la macchina della festa di Sant’Anna, a tre settimane dall’evento, e preparare tutto ed arrivare pronti, non è cosa da poco. C’è anche un po’ di delusione anche se sono consapevole che la scelta è stata di buonsenso anche per evitare un braccio di ferro istituzionale che non avrebbe portato a nulla di buono. Non dimentichiamo, inoltre, che la situazione che stiamo vivendo è connotata da una continua e costante incertezza ed evoluzione continua».

È stata quindi una decisione condivisa?

«Sì. Sin dall’inizio ci siamo confrontati con la Regione Campania e con le forze dell’ordine. Anche la diretta del presidente della Regione Vincenzo De Luca per noi non è stata una doccia fredda. Nel corso della mattinata abbiamo avuto un costante rapporto con tutte le istituzioni e sapevamo che cosa avrebbe detto il presidente. Comunque tutti sapevano che ci stavamo muovendo su un terreno minato. Anche i fornitori e tutto coloro che a qualunque titolo avrebbero partecipato alla festa erano consapevoli che questa festa era connotata da un altro grado di incertezza. Tutti erano perfettamente consci che ci stavamo muovendo su un terreno minato. Adesso anche sul piano amministrativo ed economico dobbiamo gestire una situazione con professionisti ditte che hanno prestato il loro servizio per un evento che non si è svolto».

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E come se ne esce da questa situazione?

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«In ogni contratto ci sono delle clausole. Al netto di ciò stiamo allestendo dei tavoli con le ditte ragionando a 360° gradi su eventuali differimenti di spettacoli e sulle clausole e stiamo riscontrando una grande disponibilità e sensibilità da arte degli operatori che insieme a noi hanno vissuto l’evoluzione degli eventi e che hanno perfettamente compreso ciò che è successo. Con loro stiamo trovando una grossa sintonia. Va da sé che la Regione Campania non ha mai inteso volersi tirare indietro rispetto ad un progetto che ha condiviso sin dall’inizio».

Ma quindi la Regione Campania erogherà lo stesso un contributo economico per un evento che poi non si è tenuto?

«Non abbiamo sostenuto enormi spese al netto di chi ha effettuato la propria prestazione al 100%. Anche ieri mi sono sentito con gli uffici regionali ed una volta che avremo il quadro definitivo delle spese capiremo come ci possono venire incontro. Chiuderemo un discorso cominciato insieme. Ricordiamo che tutto il percorso è stato sempre condiviso con la Regione. Quando De Luca ci ha chiesto quali fossero i margini per la sospensione della festa, abbiamo ben illustrato quali fossero i contratti in essere. Sono sicuro che nessuno si tirerà indietro».

Quindi non si rischia oltre il danno anche la beffa?

«No. Anche perché la nostra interlocuzione con la Regione Campania continua ben oltre la festa di Sant’Anna. E per questo sono assolutamente ottimista».

Lei ha qualche rimpianto? Qualcosa nell’organizzazione poteva essere previsto tale da preservare la festa?

«Da un punto di vista artistico sarebbe stata una bella edizione. Salvatore Ronga e gli amici del comitato hanno fatto davvero un lavoro egregio. Sotto il profilo della sicurezza non ho rimpianti. Siamo stati i primi in Italia a parlare di Green pass come requisito per accedere alla festa di Sant’Anna. Naturalmente non abbiamo mai inteso accettare un compromesso al ribasso sotto questo punto di vista. Non si può snaturare la festa di Sant’Anna che è una festa a partecipazione popolare. Non avremmo mai celebrato una festa ad escludendum o tenendo lontano dal Borgo gli ischitani ed i tanti turisti che affollano la nostra isola. Ho un grosso rammarico»

Quale?

«L’Asl non ha partecipato ai tavoli tecnici che abbiamo organizzato anche con le forze dell’ordine e ha preferito, piuttosto che dare un contributo fattivo, farsi sentire soltanto alla fine per dare delle prescrizioni sui numeri dei partecipanti»

E poi?

«C’è stato anche un difetto di comunicazione tra alcune delle istituzioni coinvolte. Mi riferisco alle competenze che attengono ad ognuno di noi. Sembrava quasi che solo il Comune dovesse garantire tutti gli aspetti relativi alla sicurezza ed all’ordine pubblico».

Cioè?

«Sono rimasto sorpreso quando ad un certo punto sembrava che fossimo noi Comune a dover garantire l’ordine pubblico»

Mi sta dicendo che siete stati lasciati soli?

«No. C’è stata un’incomprensione sulle competenze dei vari attori protagonisti. Concedetemi una battuta: piuttosto che soli, qualche volta siamo stati anche in cattiva compagnia».

A poca distanza da Ischia, a Forio, la sera del 25 c’è stato il concerto di Gigi D’Alessio. A proposito di ciò quanto ha fatto male poi vedere la festa di Sant’Anna annullata?

«Questa cosa non mi ha lasciato del tutto indifferente. Nonostante ciò, nel mio piccolo, ho provato a dare una mano agli amici di Forio per la buona riuscita della manifestazione e sono contento che il loro evento si sia svolto senza particolari criticità. Non voglio alimentare polemiche né contrapposizioni. Si tratta di due eventi diversi a partire dall’organizzazione. Credo che la festa a mare di Sant’Anna probabilmente, con gli accorgimenti che avevamo assunto, si sarebbe potuta svolgere. Lo dico senza polemica. È una mia opinione».

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