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L’Orlando furioso, il grande progetto teatrale diretto da Eduardo Cocciardo

dalla redazione

Forio – Non è la prima volta che il Corso di Recitazione diretto da Eduardo Cocciardo concentra la sua attenzione sui grandi classici del teatro o della letteratura. E’ accaduto con gli adattamenti de “La Tempesta” di Shakespeare, de “Lo Cunto de Li Cunti” di Gianbattista Basile, ed ultimamente con “Aspettando Godot” di Samuel Beckett, spettacolo che ha sbancato l’ultima edizione della Rassegna del Teatro Isolano alla Sala del Polifunzionale aggiudicandosi i premi per la Migliore Messa in Scena, Miglior Regia e Miglior Attore Protagonista (Davide D’Abundo), e che sarà presto in scena in alcuni importanti cartelloni professionistici, allo Teatro ZTN di Napoli, al CST di Caserta ed al Vertigo di Livorno. Se possibile, adesso, la scommessa è ancora più grande. Pensare di ridurre ed adattare a lavoro teatrale un’opera complessa e mastodontica come il Furioso di Ludovico Ariosto è impresa assai ardita, ma Cocciardo non ha mai nascosto la sua voglia di sperimentare, fortemente convinto che non abbia alcun senso fare teatro se non si inseguono nuovi obiettivi, se non si rompe il muro dell’approssimazione e dell’abitudine, se non si cercano nuove soluzioni, perché il contenitore-teatro ha già praticamente espresso e detto tutto. Lo spettacolo, che debutterà al Teatro Polifunzionale nella prossima edizione della Rassegna del Teatro Isolano, e sarà poi replicato a fine anno accademico all’aperto, per poi essere portato fuori dai confini isolani, si annuncia quindi assolutamente inedito, innovativo ed originale. L’Orlando furioso è forse il poema cavalleresco per eccellenza ma, probabilmente, per la sua incredibile articolazione e per la capacità di trattare in modo apparentemente semplice temi complessissimi, oltrepassa di gran lunga i limiti del genere da cui prese origine, per diventare la prima grande opera della letteratura italiana moderna, ed un trattato quasi profetico sulla civiltà occidentale e sul suo eterno confronto/scontro col suo antipodo mediorientale. La trama, molto articolata e stratificata, ruota attorno a tre filoni principali: gli amori di Orlando, Angelica e Rinaldo, la guerra tra l’esercito cristiano di Carlo Magno e i Mori, il motivo encomiastico per la casata ferrarese degli Estensi, sviluppato attraverso le figure di Bradamante e di Ruggiero. La nuova versione teatrale di Eduardo Cocciardo metterà in risalto soprattutto i primi due temi: gli amori (e la traduzione di questo sentimento in follia e disperazione: analisi attualissima, visti gli episodi spesso conflittuali che scandiscono l’eterna incomunicabilità fra l’universo femminile e quello maschile) e le armi (la difficile integrazione fra Occidente ed Oriente, lo scontro infinito fra Cristianità ed Islam, declinatosi oggi nella costante minaccia del terrorismo internazionale). Le scenografie saranno di Tatiana Taddei, che ha già curato le scene di Aspettando Godot. Gli interpreti saranno tutti giovani allievi del Corso di Recitazione, ed è ancora possibile, per chi volesse avvicinarsi al mondo del teatro o partecipare ad un progetto così ambizioso, contattare la Thecreative Arts di Teresa Coppa per aggiungersi ad un gruppo già nutrito ed affiatato. Nel frattempo, gli impegni di Cocciardo si susseguono numerosi. Quest’anno sarà direttore artistico di PensaComico, un laboratorio sulla comicità che si terrà presso il Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli (progetto ideato in collaborazione con Bruno Tabacchini, e per cui è previsto un casting rivolto a giovani attori/autori comici dai 18 ai 25 anni lunedì 24 ottobre alle ore 11:00 presso il Nuovo Teatro Sancarluccio, Via San Pasquale a Chiaia, 49, Napoli), mentre a maggio, presso lo stesso teatro napoletano, debutterà il suo nuovo lavoro teatrale di cui è autore, interprete e regista, Un giorno all’improvviso, un testo dedicato alle isterie dell’amore contemporaneo. Inoltre, si accinge a completare col terzo ed ultimo capitolo la sua trilogia dedicata all’horror parodistico: dopo La Mezzanotte Bianca e La Mezzanotte Rossa, sarà la volta de La Mezzanotte Blu. Intanto il suo nuovo romanzo, Gli Alfabeti della Morte (Edizioni Arpeggio Libero), sta registrando ottimi risultati, e l’editore lodigiano Fabio Dessole sta già pensando alla ristampa. Per tutti i giovani aspiranti attori che vogliano partecipare al progetto basterà contattare la Thecreative Arts di Teresa Coppa, sia su facebook che al numero della segreteria: 334-8810466.

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