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Mennella: «Dobbiamo fare un salto in avanti su depurazione e trasporti»

di Francesco Castaldi

ISCHIA – Come vi abbiamo puntualmente riferito qualche giorno fa sulle colonne di questo quotidiano, è stata resa nota la classifica 2016 del “Mare più bello”. Ben ventisei le località turistiche campane menzionate all’interno della nuova “Guida blu” stilata da Legambiente e dal Touring Club Italiano, tra le quali primeggia Pollica, la città del sindaco-pescatore Angelo Vassallo. Nel prestigioso elenco non figura tuttavia l’isola d’Ischia, che per l’ennesima volta non soltanto non ha ottenuto alcun significativo riconoscimento, ma addirittura deve subire l’onta di non essere presente neppure nella classifica che viene riservata alle isole minori. L’unica magra consolazione per l’isola verde è rappresentata dal fatto che Legambiente, come nel caso di Amalfi, di Vico Equense e della vicina Procida, ha inteso attribuire a Ischia soltanto due vele che, se paragonate al bottino di Ponza e Anacapri (che sono nella categoria delle quattro e cinque stelle), ci forniscono un quadro abbastanza chiaro del gap che divide le isole pontine e il comune dell’isola di Tiberio dalla nostra isola. In relazione a questo specifico argomento abbiamo raccolto le considerazioni del presidente della Federalberghi Ermando Mennella, che ha risposto ad alcune domande che gli abbiamo rivolto.

Ischia non figura tra le mete turistiche di primo piano della “Guida blu”. Qual è la sua opinione in merito?

«L’isola ha ottenuto due vele, come si evince chiaramente dal sito ufficiale di Legambiente, dove sono state elencate tutte le località turistiche alle quali è stato attribuito questo importante riconoscimento. Non averne neppure una, oggettivamente, sarebbe stato un dato assai negativo. Parto dal presupposto che Ischia, quando avrà risolto il problema della depurazione, e nello specifico la manutenzione delle sette condotte sottomarine, riuscirà senza alcun dubbio a raggiungere risultati più ragguardevoli rispetto a quelli attuali. Ricordo che anni fa la spiaggia dei Maronti fu bandiera blu, perché quest’ultima non viene attribuita soltanto in relazione pulizia delle acque, bensì anche per i servizi che vengono erogati alla clientela. È utile evidenziare che la bandiera blu, a differenza delle vele, fa riferimento anche al servizio che i turisti ricevono a terra. Se l’isola farà un salto dal punto di vista qualitativo, sono certo che le cose miglioreranno in maniera esponenziale. In tutte le strutture termali isolane è presente un defibrillatore, e devo constatare che anche molti albergatori se ne stanno progressivamente dotando. Come associazione di categoria, tempo fa provvedemmo ad acquistarne tre».

Sulla base di queste premesse, cosa dobbiamo attenderci dalla stagione turistica?

«La stagione turistica non è iniziata molto bene, e ciò a causa delle avverse condizioni meteo che si stanno polarizzando soprattutto nei fine settimana. Per questo motivo, nel mese di maggio, abbiamo perso terreno nell’ambito del mercato della vacanza mordi e fuggi. L’unico “ponte” positivo è stato quello del 2 giugno: per il resto, devo ammettere che non si è trattato di un avvio particolarmente entusiasmante. Mi auguro che, con il prosieguo dell’estate, ci sia un netto miglioramento del flusso turistico sulla nostra isola. Su questo punto devo dirle che sono abbastanza fiducioso. Tanti piccoli accorgimenti potrebbero fornirci delle soluzioni interessanti per rinverdire la nostra immagine. Dire però che l’isola d’Ischia non ha nessuna vela naturalmente ci può penalizzare agli occhi dei turisti, che magari decidono di trascorrere le proprie vacanze in una determinata località soltanto perché, almeno sulla carta, risulta più “blasonata”. Io non sono assolutamente soddisfatto delle due vele, anzi per me non è una cosa positiva, perché potremmo fare molto meglio. Risultati migliori si possono ottenere soltanto quando si ha una maggiore attenzione per il territorio in cui si vive. Tuttavia devo ammettere che gli ischitani non profondono eccessivi sforzi per assicurare il decoro dell’isola».

Ci sono in cantiere programmi per incrementare la visibilità dell’isola?

«La Federalberghi – di concerto con le amministrazioni locali – da tempo sta portando avanti una progettualità rivolta a dare un volto nuovo all’isola. Stiamo lavorando affinché una parte dell’imposta di soggiorno venga destinata al consolidamento del brand Ischia. Come ripeto spesso, qualsiasi attività di promozione non deve essere poi vanificata da circostanze spiacevoli, che non rispecchiano le aspettative della clientela. Sotto questo profilo, i frequenti disservizi dell’Eavbus ci penalizzano e non poco. Anche su TripAdvisor, infatti, abbiamo avuto delle lagnanze relative al trasporto pubblico su gomma, che è importantissimo per una località turistica, così come lo sono i servizi sanitari essenziali. Quando un turista sceglie una località turistica europea, pensa ragionevolmente di andare in un posto dove simili problematiche non esistono affatto. Ognuno di noi deve contribuire al raggiungimento di un unico obiettivo, che deve essere quello di soddisfare i nostri ospiti. Questo tipo di sinergia è, a mio avviso, il modo migliore di promuovere l’isola. Se infatti non siamo coesi nel costruire la nostra offerta, tutti gli aspetti negativi si ripercuotono naturalmente su di noi. Ecco perché continuo a ripetere che dobbiamo stare attenti al nostro territorio, e basta davvero poco per preservarlo. Dobbiamo avere la capacità di esaltare le risorse della nostra isola, e al tempo stesso impegnarci a estirparne le brutture».

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