Lo scempio di Montecorvo, quando il sentiero diventa discarica

Più che il prologo di un percorso naturalistico, lo spettacolo che i residenti ma anche centinaia di turisti sono costretti ad ammirare – si fa per dire – a Montecorvo, assomiglia in tutto e per tutto a un’autentica discarica di rifiuti. Ci riferiamo in particolare al tratto di strada che i turisti percorrono per raggiungere i sentieri che portano alle fumarole. Lavatrici, vecchie sedie, materassi, tosaerba, cassette di plastica, bidoni di vernici e prodotti edili, lampade, bacinelle. Sembra quasi che qualcuno abbia deciso di svuotare un’intera abitazione delle sue suppellettili ormai obsolete, senza trovare di meglio che sbarazzarsi di tutto depositandolo sulla pubblica strada, con tanti saluti al senso civico e alla decenza: un vero e proprio scempio, inaccettabile per una località e un’isola che fanno (o vorrebbero fare) del turismo la propria principale fonte di reddito. I residenti del luogo sono ormai all’esasperazione: trovarsi di fronte a un simile degrado, nonostante le tasse e le imposte che si versano, è una beffa oltre che un danno che si riverbera sull’intera isola. A poca distanza, il cartello che segnala la direzione verso un ristorante della zona è “incorniciato” da altro pattume: cartacce, buste da imballaggio, bottiglie di plastica, lungo il ciglio della strada a imbrattare la vegetazione.
E parliamo di una zona inserita in uno degli ormai celebri percorsi spesso inseriti nel programma della manifestazione “Andar per sentieri”, dove i turisti, ma anche tanti isolani, vanno alla scoperta di itinerari nel mezzo del cuore verde dell’isola. Montecorvo infatti fa parte del percorso che da Panza arriva alla Bocca di Tifeo, un sentiero attraverso il mito e le origine contadine di Ischia, tra case e cantine scavate nel tufo, i pregiati vigneti, la rigogliosa vegetazione spontanea, fino a raggiungere il punto dove, secondo la tradizione, le lacrime del gigante Tifeo che giace sotto l’isola si tramutano nelle fonti termali e ai vapori delle fumarole. Il degrado descritto colpisce dunque un itinerario che fa parte di un evento rinomato, patrocinato a vari livelli dai comuni isolani ma anche dalla regione Campania. Non resta che augurarsi che il Comune e le Forze dell’Ordine si attivino quanto prima per mettere fine a questo scempio, non soltanto prevenendo il ripetersi di questi autentici sversamenti, ma anche individuando gli incivili (ir)responsabili, la cui bestialità distrugge la bellezza del luogo, l’economia dell’intero indotto turistico isolano, ed esaspera i residenti.







