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Nessuna prescrizione, rischiano i “succhiasangue” del Cisi

ISCHIA – Alcuni argomenti non sono stati toccati, ma nell’assemblea del Cisi che si è svolta nella mattinata di martedì negli uffici di via Leonardo Mazzella non sono mancati gli spunti interessanti, in alcuni casi capaci di scrivere anche la storia. E il lettore ci perdonerà se noi – piuttosto che partire da argomenti pregnanti (che peraltro questo giornale vi aveva ampiamente preannunciato) ci occuperemo prima di un aspetto in ogni caso parimenti significativo. Ci riferiamo alla più volte citata azione di responsabilità da intraprendere nei confronti dei precedenti amministratori del consorzio, di coloro che di fatto – tra le altre malefatte – avrebbero utilizzato una serie di cospicui fondi rotativi non per varare progettualità utili alla collettività ma esclusivamente per dedicarsi a clientelismo di varia natura. I sindaci presenti all’assemblea hanno preso atto della sollecitazione del liquidatore Pierluca Ghirelli ma soprattutto anche di una denuncia del professionista partenopeo che parla di sospensione dei termini prescrizionali. Insomma, per farla breve tutti quelli che sono transitati in un passato anche non così recente dalle parti del consorzio, rischiano di dover mettere mano alla tasca per “apparare” i guai che hanno combinato, sperperando denaro a destra ed a manca.

Il cavillo al quale appellarsi per fare in modo che nessuno possa sentirsi al sicuro è molto semplice: secondo quanto sostiene non soltanto chi ha preparato la denuncia ma anche un certo orientamento giuridico, la sospensione dei termini prescrizionali scatta nel momento in cui il consorzio inizia a patire un danno. Il debito accumulato dal Cisi è stato ingente ma fin qui danni non ne ha subiti l’azienda, che non a caso quel passivo non lo ha mai onorato. La Corte dei Conti, in buona sostanza, potrebbe tranquillamente tenere in considerazione il fatto che i termini per la predetta prescrizione scattano nel momento in cui l’ente ha pagato per la prima volta, e questo è accaduto lo scorso mese di agosto. Insomma, chi pensava di avere il “sedere” già a posto e il portafogli intoccabili, farà bene a ricredersi. Nessuno è al sicuro, almeno per adesso, poi bisognerà vedere quale piega prenderanno gli eventi. Ghirelli, nel corso dell’assemblea, ha anche chiesto di notiziare la stessa Corte dei Conti: dovrebbe, infatti, partire in ogni caso l’input dei vari comuni (in quanto soci del Cisi) ad interrompere i termini prescrizionali che si sono succeduti nel corso degli anni alla guida del consorzio. Non è tutto, però: il dott. Ghirelli, infatti, sta verificando anche se è possibile avviare un’azione privatistica nei confronti dei passati amministratori e per questo si è rivolto ad un legale, l’avv. Giuseppe Russo. Ma nello specifico c’è poco da essere ottimisti ed anche qui perché ci troviamo in presenza di un orientamento chiaro ed abbastanza consolidato: quando c’è la Corte dei Conti per lo mezzo, infatti, tutte le altre azioni almeno sulla carta sono da ritenersi inibite. Se poi non dovesse essere così, beh allora gli “scialacquatori” del passato avranno un motivo in più per non dormire così sereni e tranquilli la notte.

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