CRONACAPRIMO PIANO

Non solo frana: così si riavvolge il nastro del 2022

La politica grande protagonista con le elezioni di Ischia e Barano, la caduta dell’amministrazione a Casamicciola, la scissione in maggioranza a Lacco Ameno e l’addio a Pd e Forza Italia di Giosi Ferrandino e Domenico De Siano. E poi l’eterna incertezza sul futuro del presidio giudiziario e l’introduzione degli autovelox che tanto hanno fatto discutere. Ma la tragedia del 26 novembre resta inevitabilmente l’evento per eccellenza, che ha portato morte e distruzione

Il 2022 va in archivio come uno degli anni più densi di avvenimenti nella recente storia della pur inquieta isola d’Ischia. Un anno sofferto, pieno di luci e ombre. Un anno polemico e anche tragico, che ha messo a durissima prova la comunità locale, già fortemente colpita dalle conseguenze del sisma di cinque anni fa e dal biennio di pandemia. Un contesto a cui a inizio anno si è aggiunta la sfavorevole congiuntura geopolitica con la guerra tra Russia e Ucraina, che prevedibilmente ha influenzato anche il mercato dei flussi turistici in arrivo sull’isola. Tuttavia Ischia ha comunque tenuto botta su questo fronte, al punto che la stagione turistica estiva è stata forse la migliore da molti anni a questa parte, almeno a livello di numeri, che a Ischia sembrano non avere limiti visto che ogni record viene costantemente migliorato.

A LACCO SCISSIONE IN MAGGIORANZA

Il 2022 è stato comunque un anno contraddistinto anche da numerosi eventi di tipo politico. A Lacco Ameno, mentre la disputa tra la maggioranza guidata da Pascale e la minoranza capeggiata da De Siano si è trasferita, in parte sotto altre spoglie, sulla questione del controllo del porto, che la Marina di Capitello tramite vari ricorsi al Tar ha continuato a mantenere, in primavera si è verificata la clamorosa scissione che ha portato due consiglieri, Giacinto Calise e Pietro Monti, ad abbandonare la maggioranza e a costituire un gruppo autonomo d’opposizione. Una circostanza che secondo alcuni sembrava il concreto prologo per la prossima caduta dell’amministrazione guidata dal Barone, che però a dispetto di tali pronostici ha invece mantenuto la posizione, nonostante la risicatissima prevalenza numerica.

GOLPE AL CAPRICHO: LA CADUTA DI GB E SOCI

Giacinto Calise e Giacomo Pascale

Nella vicina Casamicciola, proprio mentre si osservava Pascale ormai in preda a pericolosi marosi, la maggioranza capitanata da Giovan Battista Castagna sembrava veleggiare serena e compatta verso gli ultimi due anni della consiliatura iniziata nel 2019 con la conferma del primo cittadino tramite numeri plebiscitari. Eppure, a fine giugno, subito dopo quello che si sarebbe rivelato l’ultimo consiglio comunale della sindacatura, è arrivata la sfiducia a Castagna, colpito a tradimento da una parte dei suoi consiglieri. A vederla in filigrana, la vicenda poteva comunque essere attesa: proprio in quel fatale consiglio chiamato ad approvare documenti contabili necessari per il prosieguo dell’azione amministrativa, il gruppo consiliare costituito da Nuccia Carotenuto e Angela Di Iorio aveva disertato, mentre alcuni esponenti di minoranza avevano lasciato intendere di aver avuto sentore di un “golpe” ordito da qualche quinta colonna. Cosa poi puntualmente verificatasi: dietro la manovra che ha provocato la caduta dell’amministrazione c’è chi ha visto gli effetti di una lotta interna relativa alle selezioni concorsuali varate dall’ente, e chi invece ha visto la longa manus dell’europarlamentare Giosi Ferrandino, intenzionato a riproporsi su quella poltrona di primo cittadino di Casamicciola che fu già sua tra il 2002 e il 2007.Sia come sia, il Comune termale si è trovato nel mezzo della stagione estiva senza più un’amministrazione eletta, con l’arrivo del Commissario Prefettizio Simonetta Calcaterra, non nuova a prendere il timone di comuni isolani rimasti senza guida.

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ENZO E DIONIGI BIS VINCENTE

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Nel frattempo, altri due comuni dell’isola sono invece stati impegnati nelle elezioni per il rinnovo dei rispettivi consigli. In entrambi i casi, a Barano e a Ischia, i pronostici erano tutti per i sindaci uscenti e le rispettive compagini. Ma se a Barano Dionigi Gaudioso è riuscito nettamente a prevalere sulla sfidante Maria Grazia Di Scala che ha comunque garantito una dialettica elettorale, a Ischia gli accordi stretti a largo raggio dal sindaco Enzo Ferrandino hanno addirittura indotto le residue forze di opposizione a disertare il confronto elettorale, lasciando al solo Gennaro Savio l’impossibile compito di provare a ottenere un seggio di minoranza. Missione appunto impossibile, di fronte alla plebiscitaria affermazione del primo cittadino uscente la cui formazione ha monopolizzato l’intero consiglio comunale: un risultato senza precedenti, ma che è anche figlio dell’azione politica messa in atto sin dagli inizi del 2020 quando la maggioranza ha iniziato una serie di avvicinamenti con alcuni esponenti dell’opposizione per arrivare a queste “larghe intese” che fanno da solidi pilastri al nuovo mandato di Enzo Ferrandino.

GIOSI E DOMENICO VERSO IL “CENTRO”

Enzo Ferrandino e Dionigi Gaudioso

Il contesto politico nazionale ha avuto ripercussioni importanti, anche se indirette, circa il posizionamento di alcuni esponenti politici locali assurti ai vertici: l’uscita di Giosi Ferrandino dal Partito Democratico e la sua adesione al cosiddetto “Terzo polo” ha fatto il paio con l’uscita di Domenico De Siano da Forza Italia e il parallelo endorsement a favore della formazione di Renzi e Calenda. In tal modo, i due protagonisti si sono in un certo senso ritrovati nella stessa area politica dopo anni di contrapposizione, ma anche a dieci anni esatti da quello che fu chiamato “caularone”, cioè il primo esempio di intesa tra centrosinistra e centrodestra che ebbe seguito anche a livello nazionale.

SICUREZZA STRADE: L’ANNO DELL’AUTOVELOX

Giosi Ferrandino

Il 2022 ha segnato inoltre anche il ritorno di un esponente isolano in seno a quella che un tempo era conosciuta come la Provincia, ora Città Metropolitana: è stato proprio il sindaco di Barano Dionigi Gaudioso a essere eletto in consiglio, ottenendo fra l’altro l’importante delega alla viabilità. Un tema, quest’ultimo, di quotidiana e scottante attualità sull’isola, dove anche quest’anno la comunità ha pagato l’orribile pedaggio al lunghissimo elenco delle morti sulle strade, con l’incidente che ha portato via Cassandra Mele. L’ennesima tragedia che ha accelerato, se possibile, l’iter già in atto per l’installazione degli autovelox sulle nostre strade. L’apparecchio è entrato in funzione ad agosto sulla Litoranea Lacco-Casamicciola, dopo un breve periodo di prova che ha fatto rilevare migliaia di infrazioni “virtuali”. Entro breve altri autovelox dovrebbero essere installati nella stessa Lacco, a Ischia e a Forio: la prospettiva ha scatenato nuove polemiche nel dibattito locale, tra chi – la maggioranza – è favorevole all’orientamento delle amministrazioni locali intenzionate a usare il pugno di ferro contro ogni eccesso di velocità, chi pur favorevole all’autovelox riteneva discutibili certi limiti di velocità ritenuti troppo bassi, e chi invece era totalmente contrario a tale accorgimento, accusando gli enti locali di voler fare facile cassa a spese degli utenti della strada. La diatriba ha portato persino a due iniziative opposte, una raccolta di firme contro gli autovelox, invero con pochi aderenti e una tesa invece a promuoverne la diffusione su tutte le strade isolane. La polemica ha caratterizzato gran parte dell’estate e dell’inizio d’autunno, per poi sgonfiarsi progressivamente.

TRIBUNALE: PROROGA IN EXTREMIS

Domenico De Siano

Mesi autunnali in cui andava invece salendo la tensione per l’imminente chiusura definitiva del tribunale locale: la telenovela è ormai decennale. Dal 2012 con la riorganizzazione legislativa della geografia giudiziaria il destino della sezione distaccata di Ischia è rimasto sempre attaccato alle proroghe provvisorie che hanno soltanto rinviato la scadenza e che di fatto hanno condannato la sede al malfunzionamento. Personale e magistrati sono venuti sempre più malvolentieri a Ischia, marcando spesso visita e costringendo l’utenza locale a disagi enormi e tempi biblici. Un cane che si morde la coda, un meccanismo perverso che è stato preso a pretesto da una parte dei vertici giudiziari per perorare la chiusura della sezione, confondendo le cause con gli effetti del mancato riconoscimento dell’isola come sede disagiata meritevole di agevolazioni legislative. Una contraddizione, ove si pensi che proprio in questo 2022, anche grazie al gran lavoro del sindaco di Forio Francesco Del Deo come presidente Ancim, il Parlamento ha approvato la modifica dell’articolo 119 della Costituzione prevedendo che “la Repubblica riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità”: una previsione che avrebbe dovuto evitare il “taglio” degli uffici giudiziari insulari. Quando ormai ogni speranza sembrava del tutto tramontata, e con le azioni dell’Assoforense destinate a infrangersi nell’indifferenza romana, è arrivata una ennesima proroga, solo annuale stavolta, e tramite un provvedimento diretto principalmente verso tutt’altre esigenze (il decreto-Ischia).

A CASAMICCIOLA ANCORA FANGO E TRAGEDIE

La frana del 26 novembre a Casamicciola ha di fatto chiuso in maniera tragica questo anno travagliato, un fiume di fango che ha portato via dodici innocenti, distruggendo famiglie, case e inchiodando la comunità locale a responsabilità ed esigenze di messa in sicurezza del territorio ormai non più rinviabili. Da allora si è rinnovato il copione – già visto troppe volte – dell’emergenza, che sull’isola è ormai quasi diventato una dolorosa routine. Si spera che proprio da questa rinnovata consapevolezza, giunta purtroppo in seguito all’ennesimo evento tragico, l’isola possa uscire dalla consuetudine della precarietà per varare un’organica serie di opere in grado di preservare il territorio ma soprattutto di tutelare la vita dei suoi abitanti, che confidano nella bellezza di un luogo la cui natura, se trascurata, da madre può rivelarsi matrigna.

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