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Nulla osta dal Ministero, il Palazzo Reale “ricovero” per la quarantena

La nota del vicecapo di gabinetto della Difesa concede l’utilizzo dello Stabilimento Balneo Termale “Buonocore” di Ischia, di fatto rispondendo positivamente ad una richiesta che per primo era stata presentata da Giovan Battista Castagna

Alla fine ha portato a casa un significativo successo personale, visto che per primo aveva creduto in una soluzione ed alla fine le autorità competenti, e ci riferiamo al Ministero della Difesa, gli ha dato pienamente ragione. Il vicecapo di gabinetto ha infatti inoltrato una nota ai primi cittadini isolani nella quale si legge quanto segue: “Gentili sindaci, mi riferisco alla vostra lettera dell’11 marzo u.s., relativa alla richiesta di disponibilità di aree da destinare a zone di quarantena o di degenza per l’emergenza epidemiologica da Covid-19 sull’isola d’Ischia. Il signor Ministro ha dato la piena disponibilità a supportare l’azione delle autorità locali nel fronteggiare eventuali criticità che si dovessero presentare sul Vostro territorio. Al riguardo, l’Amministrazione Difesa, condotte le opportune valutazioni, ha individuato lo Stabilimento Balneo Termale Militare di Ischia, comprensivo di 25 camere, per un totale di 57 posti letto, quale struttura militare più idonea ad ospitare personale asintomatico o paucisintomatico da porre in stato di quarantena”. Il firmatario della nota, Giovanni Magazzino, aggiunge poi che “l’eventuale utilizzo di tale infrastruttura sarà possibile ricorrendo alle vigenti procedure adottare con lo stato di emergenza epidemiologica in atto”.

La struttura è stata individuata come “la più idonea ad ospitare personale asintomatico o paucisintomatico da porre in stato di quarantena”

Nei giorni scorsi, il primo cittadino casamicciolese aveva inoltrato una nota al Ministero della Difesa ma anche allo Stato Maggiore dell’Esercito, a Prefettura, Asl Napoli 2 Nord ed al Comando Militare della Capitale avente ad oggetto “Richiesta disponibilità aree del Palazzo Reale in Ischia per prevenzione rischio epidemia Covid 19”. In coda al suo documento Giovan Battista Castagna chiedeva “con urgenza, di valutare la possibilità di destinare spazi del Palazzo Reale di Ischia, a zone di quarantena ovvero luogo di degenza per eventuali e ulteriori ricoveri in caso di sopraffollamento dell’Ospedale Rizzoli di Lacco Ameno, al fine di poter garantire un piccolo presupposto di tranquillità per la popolazione locale, limitare il contagio e scongiurare una possibile epidemia. In subordine chiedono di valutare la disponibilità di altri fabbricati presenti sul territorio isolano idonei all’uso”. Una richiesta che è stata alla fine accolta, insomma l’occhio lungo dell’ingegnere si era rivelato azzeccato visto che da Roma il Palazzo Reale di Ischia è stata ritenuta una location ideale per ospitare pazienti che devono trascorrere un periodo di isolamento.

Nella nota si sottolinea anche che “l’eventuale utilizzo di tale infrastruttura sarà possibile ricorrendo alle vigenti procedure adottare con lo stato di emergenza epidemiologica in atto”

Non solo Castagna ma tutti i sindaci isolani avevano poi indirizzato un’altra nota, nella quale il tenore della richiesta era lo stesso ma si chiedeva in ogni caso di mettere a disposizione un’atra idonea alla bisogna. La richiesta, stavolta, era quella di “individuare con urgenza fabbricati idonei insistenti sull’intero territorio dell’isola d’Ischia, e successivamente destinati a zone di quarantena ovvero luogo di degenza per eventuali e ulteriori ricoveri in caso di sovraffollamento dell’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno, al fine di poter garantire un piccolo presupposto di tranquillità per la popolazione locale, limitare il contagio e scongiurare una possibile epidemia”. Nelle more Ferrandino, Castagna, Del Deo, Caruso e Gaudioso ricordavano che “la struttura ospedaliera Rizzoli di Lacco Ameno possiede un unico reparto di terapia intensiva con la disponibilità di uniche quattro postazioni” per poi aggiungere che “una possibile epidemia sul territorio isolano porterebbe un numero di contagi tale da non poter essere sostenuto dalle strutture presso l’ospedale Rizzoli (si ribadisce che esso è l’unico ospedale per circa 70mila civili)” e che “fino a questo momento sull’isola la situazione può definirsi sotto controllo, grazie anche all’instancabile attività condotta dalle amministrazioni locali, ma che essa potrebbe cambiare da un momento all’altra vista e considerata anche la forte affluenza di turisti provenienti da tutto il mondo”. Da qui la necessità di “intraprendere ed adottare ogni misura utile al fine di scongiurare un’ipotetica epidemia, considerando anche la possibilità di destinare strutture presso il territorio isolano a luoghi dove possibili casi di Covid-19 possono restare in osservazione senza recare danni e contagi a persone non infette”.

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