POLITICAPRIMO PIANO

Parla “Bambeniello”: «Serve costruire un’alternativa»

Antonio Mazzella torna sull’addio alla maggioranza guidata dal sindaco Enzo Ferrandino e spiega le motivazioni che hanno portato all’annuncio della candidatura a sindaco di Pasquale Balestrieri per le prossime elezioni amministrative. E poi…

Dunque Pasquale Balestrieri è ufficialmente il primo candidato a sindaco delle elezioni amministrative a Ischia del 2027? Avete deciso di rompere gli indugi con netto anticipo, perché?

«La scelta di ufficializzare la candidatura a sindaco di Pasquale Balestrieri è maturata in modo del tutto naturale, senza calcoli politici sulle tempistiche o strategie legate al calendario. La decisione nasce dalla constatazione, condivisa da tutti gli amici della coalizione, che con l’attuale modo di amministrare non esiste alcuna possibilità di dialogo o di confronto democratico. Di fronte a una gestione della cosa pubblica che si è progressivamente chiusa in se stessa, respingendo ogni tentativo di dibattito costruttivo sui temi vitali per il territorio, non abbiamo ritenuto opportuno attendere le scadenze elettorali tradizionali. Rompere gli indugi è stata quindi una conseguenza spontanea e inevitabile, quando mancano i presupposti per un dialogo istituzionale, l’unica strada percorribile diventa quella di presentarsi apertamente ai cittadini. Non si è trattato di una corsa contro il tempo, ma della necessità immediata di iniziare a costruire un’alternativa programmatica chiara e trasparente per Ischia».

In che modo la scelta di Balestrieri è stata condivisa e fino a che punto magari è stato in ballo o bilico con altre possibili soluzioni?

«La candidatura di Pasquale Balestrieri non è mai stata in bilico o in ballottaggio con soluzioni alternative, né è stata il frutto di estenuanti trattative di spartizione politica. Al contrario, la scelta è emersa in modo unanime, lineare e profondamente condivisa da tutte le forze della coalizione. ll merito di questa totale convergenza risiede nelle qualità umane e politiche che Balestrieri esprime da anni sul territorio, lo spessore umano e professionale è noto a tutti. Come stimatissimo medico cardiologo, Balestrieri ha fatto della disponibilità, della sensibilità e dell’ascolto il suo vivere quotidiano. Non si tratta di una scelta improvvisata, il dottore è un politico di lungo corso, un consigliere comunale esperto che conosce a fondo la macchina amministrativa e le dinamiche del territorio. Inoltre in un momento storico così complesso, in cui l’amministrazione uscente ha eretto un muro contro ogni forma di confronto istituzionale, assumere la guida di questa sfida richiede un coraggio non comune. Il Dr. Balestrieri ha accettato questa candidatura non per ambizione personale, ma con un profondo senso di responsabilità civica, mettendosi a servizio della comunità per scardinare un sistema politico chiuso e inadeguato a gestire un territorio così bello e complesso come Ischia».

Non si tratta di una scelta improvvisata, il dottore è un politico di lungo corso, un consigliere comunale esperto che conosce a fondo la macchina amministrativa e le dinamiche del territorio

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Perché quella di Balestrieri è una figura adatta a ricoprire il ruolo di candidato a sindaco e magari di primo cittadino?

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«Le recenti dichiarazioni e l’approccio di Pasquale Balestrieri mettono in luce una chiara volontà di mettersi a totale disposizione della comunità, con uno spirito di apertura e umiltà democratica che rappresenta una vera rarità nell’attuale panorama politico locale. Balestrieri ha ribadito con fermezza di essere pronto a ragionare e a confrontarsi con tutte le forze politiche, civiche e sociali che vorranno avvicinarsi alla coalizione. Questo atteggiamento inclusivo non è da tutti, dimostra una maturità politica superiore e la precisa volontà di non blindare la candidatura attorno a un ristretto cerchio di potere, ma di renderla un progetto collettivo ed espandibile. Questo modus operandi si pone in netto ed evidente contrasto con quanto accaduto fino ad ora. L’amministrazione uscente ha fatto dell’accentramento e della chiusura al dialogo la propria cifra stilistica. La proposta di Balestrieri rovescia completamente questo paradigma, laddove finora c’è stato un muro ideologico e gestionale, con lui nasce un tavolo di programmazione aperto. È la transizione da una oligarchia attaccata al potere con ogni mezzo per la spartizione di incarichi e poltrone a una squadra coesa che decide insieme il futuro di Ischia».

Il neo candidato ha detto che nel caso in cui arrivasse un soggetto politico in grado di allargare ulteriormente il vostro gruppo non avrebbe problemi a fare “passo”. Dichiarazioni di circostanza o laddove si dovesse costruire una coalizione ancora più forte non esiterebbe davvero a fare marcia indietro?

«Le parole di Pasquale non sono affatto dichiarazioni di circostanza, ma l’espressione più sincera di una profonda maturità politica e di una precisa consapevolezza, Ischia ha bisogno di essere amministrata in modo totalmente diverso. La sua disponibilità a fare un passo di lato non è un segno di debolezza, ma la prova tangibile che il progetto viene prima dei personalismi. L’obiettivo non è conquistare una poltrona, ma avviare un processo di ripresa socio economica che passa inevitabilmente attraverso l’ascolto e il confronto con tutti coloro che non accettano più questo modo di fare politica. Questo è il vero dato politico, economico e sociale che i cittadini e gli imprenditori ischitani devono analizzare con estrema attenzione: dopo ottant’anni di storia gloriosa, Ischia ha perso il suo ruolo naturale di comune capofila e di punto di riferimento dell’intera isola».

L’amministrazione di Enzo Ferrandino ha fallito nella mancanza di una visione strategica per una località turistica internazionale, appiattendosi su logiche di gestione del territorio che non appartengono alla storia e alla vocazione di Ischia

Cosa rispondete a chi con un pizzico di malizia sostiene che avete lasciato la maggioranza solo perché ormai eravate finiti all’angolo e lo avete fatto con notevole ritardo?

«L’ultima consiliatura è stata caratterizzata da un atteggiamento incomprensibile da parte del sindaco e di Gianluca Trani, contrario ad ogni logica politica democratica. La chiusura ad ogni proposta, la mancanza di condivisone e partecipazione hanno dominato la scena del palazzo comunale, questo modo di fare ha generato in molti consiglieri comunali forte disappunto, un dato emblematico il fatto che non siano mai state convocate riunioni di maggioranza e capigruppo. La scelta degli elettori è sacra e va sempre rispettata ma l’anomalia delle elezioni del 2022, nate in un contesto politico del tutto particolare, ha causato un corto circuito che nel tempo è degenerato e non è un segreto il fatto che vi siano state numerosi incontri con altri consiglieri e riflessioni nel corso del quinquennio sulla necessità di rimettere nelle mani dei cittadini la scelta della guida amministrativa del paese.

Il quadro è cambiato improvvisamente dopo lo svolgimento delle elezioni regionali di novembre 2025, a quel punto, alcuni consiglieri che prima criticavano la gestione hanno cambiato idea, dichiarando di voler proseguire a tutti i costi nel solco della continuità. Per noi, questa retromarcia e la sottomissione a un metodo amministrativo fallimentare sono state scelte del tutto inaccettabili. Non potevamo fare altro che uscire formalmente dalla maggioranza. Rimanere avrebbe significato essere complici del disastro politico, economico e amministrativo in cui Ischia è stata trascinata. La nostra non è stata una fuga tardiva, ma un atto di coerenza e coraggio verso i cittadini che ci hanno votato».

Lo abbiamo già chiesto a Balestrieri, è auspicabile qualche altro allontanamento dalla maggioranza o ritiene che le nuove risorse vadano pescate solo dall’esterno, tipo dalla società civile e dal mondo associazionistico?

«Le porte della nostra coalizione sono e resteranno aperte a chiunque condivida la necessità impellente di dare a Ischia una guida diversa, ma la nostra priorità oggi non è fare campagna acquisti all’interno del Consiglio Comunale. L’allontanamento di altri consiglieri da questa maggioranza è senza dubbio auspicabile per il bene del paese, e sappiamo che il malessere tra i banchi dell’amministrazione in carica è ancora forte. Tuttavia, l’esperienza recente ci ha insegnato che non possiamo e non vogliamo legare il futuro di Ischia esclusivamente alle geometrie del palazzo.

Il vero motore del nostro progetto, l’energia vitale di cui Ischia ha bisogno per ritrovare il ruolo di comune capofila, va pescata con convinzione all’esterno, attingendo a piene mani dalla società civile, dal mondo associazionistico e dal tessuto imprenditoriale. Abbiamo bisogno di competenze libere e di idee fresche, la passione autentica che l’attuale amministrazione ha mortificato e ignorato per anni. Vogliamo strutturare una squadra che nasca dal basso, dando spazio a professionisti, giovani, rappresentanti delle categorie produttive e dell’associazionismo sociale e culturale che non si rassegnano al declino dell’isola».

Il vero motore del nostro progetto, l’energia vitale di cui Ischia ha bisogno per ritrovare il ruolo di comune capofila, va pescata con convinzione all’esterno, attingendo a piene mani dalla società civile, dal mondo associazionistico e dal tessuto imprenditoriale

In che cosa l’amministrazione di Enzo Ferrandino in questa consiliatura ha peccato se non addirittura fallito?

«Le pecche sono sotto gli occhi di tutti, abbiamo criticato e condannato a più riprese tramite comunicati e interventi pubblici, ma il vero fallimento risiede nel non aver compreso cosa serve realmente ad un territorio che vive di turismo, è mancata la consapevolezza e lo spirito di amministrare uno dei posti più belli al mondo, l’amministrazione di Enzo Ferrandino ha fallito proprio nella mancanza assoluta di una visione strategica per una località turistica di respiro internazionale, preferendo appiattirsi su logiche di gestione del territorio che non appartengono alla storia e alla vocazione di Ischia. Invece di investire sulla qualità dell’accoglienza, sulla mobilità sostenibile e sulla valorizzazione della nostra identità culturale e paesaggistica, si è preferito puntare sul cemento e su azioni degne di un grigio comune dell’hinterland. Ischia è stata trattata come una periferia urbana qualsiasi, ingolfata dal traffico, priva di una programmazione per i flussi turistici, e chi continuerà nel solco della continuità si presenterà con questo biglietto da visita».

Guardando dall’altra parte della barricata, dovrebbe esserci la sfida con Gianluca Trani? Al netto di nomi e numeri, ritiene che comunque sarà corsa a due o le prossime amministrative potrebbero riservare qualche sorpresa tipo terzo incomodo?

«Al netto delle ipotesi che circolano, ad oggi non si ha ancora l’ufficialità del candidato sindaco per l’amministrazione uscente e non è dato sapere se la sfida sarà direttamente con Gianluca Trani o con un altro esponente della maggioranza attuale. Ma se dovesse essere Gianluca Trani il candidato sindaco dell’amministrazione uscente non ci rassegneremo all’idea di farci rappresentare da una persona che riteniamo inadeguata a ricoprire un ruolo così importante e cruciale per il nostro paese. Allo stesso modo, non si possono affatto escludere altre candidature o l’inserimento di un “terzo incomodo” sostenuto da formazioni civiche o da altre aree politiche. Lo scenario è aperto e la democrazia vive di alternative».

In tutta sincerità, tornando a quanto le chiedevo già poc’anzi, quanto rammarico c’è per non aver intrapreso prima un percorso diverso e alternativo a questa amministrazione?

«Il vero rammarico è vedere Ischia in queste condizioni, ma oggi è necessario superare i rimpianti, guardare avanti e concentrarsi sulle scelte che determineranno il futuro del nostro paese».

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