CRONACAPRIMO PIANO

Pascale per il porto punta su Marina di Lacco Ameno

Barra dritta sull’approdo diportistico da parte del sindaco del Comune del Fungo e della sua amministrazione, scelto il nuovo soggetto che si occuperà della gestione. Ieri il voto nel corso della seduta di consiglio comunale, per la minoranza presente ancora una volta il solo Domenico De Siano

Il Comune di Lacco Ameno getta le basi per la gestione del porto turistico con la creazione di una “azienda speciale”: “La Marina di Lacco Ameno”.A stabilirlo il consiglio comunale tenutosi ieri (seduta lampo in solitaria per la maggioranza di governo) presso la sala consiliare del municipio di Piazza Santa Restituta. La seduta in seconda convocazione pubblica a partire dalle ore 14,30 dopo che la prima prevista per giovedì scorso era saltata per mancanza di atti. Il parere pro veritate richiesto nel merito della proposta “azienda speciale” non era disponibile per la visione di legge in favore dei consiglieri comunali. Ieri, però, la maggioranza schierata non ha fallito l’appuntamento. Pascale & Co, alla presenza come l’ultima volta del solo consigliere di opposizione Domenico De Siano che ha poi lasciato l’aula prima del voto, ha approvato per l’ approdo lacchese gli “indirizzi per la gestione pubblica” e la “Costituzione dell’azienda speciale Marina di Lacco Ameno” ai sensi dell’art. 114 del d.lgs. 18 agosto 2000, n° 267 con l’approvazione dello schema di statuto ed i relativi adempimenti.

L’ex senatore in aula pone eccezioni sulla correttezza della seduta poi lascia l’aula. Intanto spunta la società concorrente Palermo ma il “Barone” è perentorio: «Non cederemo ad un altro privato dopo il disastroso passato»

Soddisfatto il sindaco Giacomo Pascale che parla di svolta storica, rammaricandosi, ancora del non voto dell’oppositore De Siano.L’ex senatore Domenico De Siano ha infatti fatto presente a norma di regolamento che gli atti non erano a disposizione 48 ore prima ed ha chiesto al segretario Andrea Pettinato di verificare la regolarità della seduta. La maggioranza è andata avanti da sola, ritenendo il termine ampiamente superato dalla convocazione in seconda. De Siano ha dunque lasciato la sala prima dell’inizio della trattazione. All’impresa del ritorno al passato delle aziende speciali, fino ad un decennio fa bollate come un fallimento proprio all’ombra del Fungo con le varie Lacco Servizi, Asse e chi più ne ha più ne metta, hanno partecipato consulenti del calibro di Bruno Molinaro a Pierluca Ghirelli che, tra gestione del demanio e società di gestione costituite ad hoc, collaborano con il sindaco Giacomo Pascale per ridefinire le sorti delle pubbliche risorse, ormai divenuto il nodo dell’agenda istituzionale del paese. Il comune, prima di affidarsi alla sua Marina, dovrà vedersela, pare- lo ha detto lo stesso sindaco Pascale – con una azienda concorrente che ha presentato la sua proposta di gestione dell’approdo turistico, al momento sequestrato per occupazione abusiva, su denuncia degli uomini di Pascale. L’unica infrastruttura, distrutta, finita al centro della cruenta guerra di potere e di affari, ora, una volta dissequestrata dalla magistratura inquirente, potrebbe dunque essere gestita dall’Azienda Speciale, ma anche vedersi affidare con il solito metodo delle attività propedeutiche ad altra società. Sulla cui proposta Pascale è stato laconico:«No, non è una società concorrente. E’ arrivata una proposta di una società, tale Palermo, che praticamente chiede di partecipare alla gara dell’approdo turistico di Lacco Ameno, secondo la direttiva Bolkestein. Una cosa che non ha nessun riferimento a quello che è il nostro programma. E’ arrivato questo plico al Comune di una società che vorrebbe partecipare per potersi accaparrare la nuova gestione e francamente non ci interessa! – conclude fermamente Pascale – noi siamo per la gestione pubblica, non possiamo passare da un privato all’altro dopo i terribili trascorsi e non consegneremo, non è volontà dell’amministrazione consegnare ad un altro privatoil porto. La pessima gestione di questa esperienza privata che ha fatto il suo terribile cammino a Lacco Ameno, basta ed avanza per ilrisultato raggiunto che di fatto ha azzerata la nautica da diporto. Il diportismo a Lacco Ameno è morto, morto grazie all’avvento di una gestione privata i cui ricavi sono stati sostenuti dal pubblico senza alcun ritorno. Non è possibile che la comunità intera sostenga i costi ed un privato in cassa. Quindi è cambiato il vento, la gestione sarà pubblica e dovrà, come noi proviamo a fare, cambiare un’epoca».

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