POLITICAPRIMO PIANO

Pascale: «Pronto a passare la mano, ma “sì” ai sindaci a vita»

Intervista al sindaco di Lacco Ameno che dice la sua sulla discussione legata al terzo mandato, spiegando però che la stessa lo affascina molto poco. Si definisce il primo cittadino del terremoto poi torna su questioni come l’immancabile porto turistico ma anche i fondi elargiti dalla Regione e la mancanza di coesione tra le amministrazioni locali. E poi sulle prossime elezioni europee e regionali…

Sindaco Pascale dove sta andando l’amministrazione di Lacco Ameno

«L’amministrazione sta andando sulla falsariga di quando abbiamo promesso in Campagna elettorale e di quanto abbiamo avuto avallato col voto. Stiamo provando a realizzare il programma elettorale sul quale abbiamo avuto la fiducia, come si ricorderà, quattro volte, tra primo turno, con un furto, il ballottaggio, ricorsial TAR e Consiglio di Stato. Oggi gli obiettivi sono l’Approdo turistico, la scuola, i Beni Culturali e la mobilità sostenibile.Riteniamo che stiamo facendo buon lavoro.Auspichiamo anche di poterli raggiungere in tempi ragionevoli e di ingrandire i progetti a medio lungo termine. Progetti che devono cambiare la storia e lasciare un segno indelebile dell’amministrazione Pascale. Sono orgoglioso del progetto ambizioso nell’ambito dei Beni Culturali che riguarda la messa in sicurezza la valorizzazione e la promozione dei tre siti di interesse culturale di Lacco Ameno, un tesoro che può cambiare volto al paese e all’isola tutta.E’ un progetto ambizioso perché comprende anche l’opera di trasformazione urbana, mai realizzata dall’epoca della venuta di Rizzoli».

Ci spieghi meglio.

«Si tratta di riqualificare Piazza Santa Restituita, quindi l’intera area degli scavi. È un progetto che non è un comizio, non è uno slogan ma sono 12 milioni e mezzo di investimenti già finanziati all’interno alla progettazione prevista a cui sta provvedendo il Demanio dello Stato. I soggetti in gioco sono Comune, la Soprintendenza di Napoli area archeologica e la Curia. Abbiamo raggiunto diciamo una o una intesa di condivisione di questo sogno, perché al momento tale resta. Su questo si sta procedendo, questo unitamente alla realizzazione della scuola materna di nuovo impianto che vorremmo realizzare nel terreno che abbiamo acquisito al patrimonio,per un investimento complessivo di 6 milioni e mezzo, dove progettazione e realizzazione è sempre a carico del demanio.Quindi si sta volando alto su due progettualità che dovranno, in due settori diversi,cambiare la storia di Lacco Ameno. Ci crediamo molto come abbiamo sempre detto, crediamo molto nei beni culturali. Siamo anche gratificati di questo lavoro presentato all’ultimo bit di Milano dove nel corso della fiera dedicata alla realtà turistica abbiamo evidenziato che Lacco Ameno, oltre che l’isola d’Ischia, oltre ad essere venduti sul mercato turistico nazionale ed internazionale come mare e terme ha tanto altro, tanta cultura da offrire ».

Bisognerebbe anche costruire e ricostruire certezze, non solo sogni e speranze. Con la principale infrastruttura del territorio, il porto, di fatto distrutta dal contenzioso politico e burocratico e con il Fango, una porzione importante del paese, il borgo di lungo tempo traino dell’industria vinicola, ma anche di questo turismo culturale e del benessere di cui lei parla, di fatto sono bloccati da quasi un decennio, il bilancio di concretezza appare alquanto magro. Non crede?

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«Per quanto riguarda la faccenda Fango, noi siamo attenti e vigili e puntuali e partecipi sulla ricostruzione post sisma tanto per il pubblico quando per il privato.La frazione Fango sconta i ritardi, la burocrazia e le pastoie, le difficoltà che tutti conoscono. Oggi c’è, diciamo la prospettiva più concreta di realizzare, con l’avvento di Legnini, un passo avanti. Si sono ottenute enormi risorse, per poterlo concretamente fare si era in attesa del piano di ricostruzione da che la legge attribuisce esclusivamente alla Regione Campania che stava per partorire.I tempi si sono si sono dilatati. Ci sono diversi soggetti coinvolti. Noi siamo un soggetto del tavolo, non siamo il soggetto. A quel tavolo stiamo dando il nostro contributo che anche voi puntualmente riportate rispetto all’impegno concreto, fattivo costante e puntuale del sindaco e della famiglia di questa amministrazione.Io non ho mai disdegnato di parlarne in ogni occasione, pure a Roma lo sanno. Il cratere sembra piccolo, ma le difficoltà sono enormi. Ma io sono convinto che con lo stesso Legnini, ormai, si sia aperta una prospettiva diversa. Per quanto mi riguarda è una ferita aperta, non è che la dimentico, che ho vissuto al primo mandato e tra l’altro mi sono anche trovato in tutte queste sventure nell’affrontare le quali non mi sono mai sottratto. Voglio ricordare a me stesso e agli altri che proprio sono stato considerato il sindaco del Terremoto per l’attivismo per l’impegno per la passione che ho profuso che continuerò a fare questo».

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Sarà ricordato anche per il pasticcio del porto?

«Per quanto riguarda il porto la questione è un po’ diversa. Lì da un aspetto politico di scelta politica del 2016 dove c’è un contenzioso nelle aule di tribunale e dove la politica non c’entra niente – la storia la conoscete bene la potete riportare anche voi – ad oggi il comune vanta da questo privato 1.200.000 euro, tra canoni non versati, più i consumi e più una serie di cose, per non so quali danni abbia subito. E questo da parte economica. Dopodiché la concessione non gli è stata rinnovata. Riteniamo che a Lacco Ameno ci sia una gestione di attività abusiva sul suolo demaniale di un concessionario che non ha più titolo.Ho denunciato e continuerò a denunciare questo a tutte le autorità preposte, affinché questo venga verificato. Questa è la posizione del Comune.Io sono portatore di interesse pubblico, ho sempre difeso le casse del Comune e poi non ho mai disdegnato di andare comunque ad operare investimenti pubblici sulla, hai detto bene, principale infrastruttura del paese. Io ritengo che debba sempre prevalere l’interesse pubblico. La mia comunità non può più tollerare che gli investimenti avvengono da parte pubblica e gli incassi avvengono in favore di un privato che tra l’altro oggi opera senza titolo.Detto questo, nell’ambito di questo contenzioso, siamo stati invitati a una eventuale mediazione e noi vi partecipiamo con la massima serenità a difesa del paese».

Non siete dunque troppo legati ad una guerra di potere in entrambe le vicende, ma in particolare sul porto. Senza nasconderci dietro al dito, ad esempio con Domenico De Siano, attuale leader dell’opposizione e vicino per forza di cose all’attuale gestore privato dello scalo?

«Ha fatto molte domande in una sola. Non solo De Siano è un sostenitore, un supporter, ma è parte organica del privato che occupa il porto. Lei pensi una cosa, quando vuoi siamo stati truffati alle elezioni, al seggio, il primo ad arrivare è stato il gestore del porto e prima sono stati due giorni fuori al seggio, mentre la polizia mi aveva vietato di essere li, loro sono potuti stare là in prima linea. Quando il Tar e il Consiglio di Stato ci ha rimandato in prefettura a ricontare le schede, fuori alla porta per giornate intere, in un corridoio buio, c’è stato questo signore. Io non credo che uno che gestisce la prima infrastruttura del paese e faccia l’imprenditore, se non sia personalmente coinvolto, si comporti così. Non credo che qualcuno che svolga un ruolo distinto, secondo me non solo perché il popolo si era espresso, dovrebbe avere anche l’interesse a collaborare con la nuova amministrazione, in un settore così delicato, tale da essere, come dicevi bene la prima infrastrutture del paese. A me non piace l’ipocrisia come non è piaciuto l’intervento ipocrita in consiglio comunale di uno che dovrebbe essere il leader dell’opposizione e non del gestore del porto, si lancia in uscite demagogiche e facile populismo. Voglio dire che alla gente non interessa di chi è il porto, di chi dirige l’operazione, di chi è supporter questo signore, io di personale non ho nulla, anzi noi siamo anche avevamo anche rapporti diciamo personali e familiari, come tutti sanno, però io sono il sindaco e devo difendere necessariamente l’interesse pubblico. Oggi che è il 10 febbraio stiamo facendo l’intervista e per l’estate 2023, ancora ad oggi questo signore non ha versato un euro. Questo significa proprio succhiare il latte dalla mucca e poi pretendere che la mucca ci sfami ancora».

A questo punto che prospettive ha il diportismo per il 2024?

«La mia prospettiva è di trovare un giudice a Berlino e di liberare le aree. Questa attività senza titolo,penso non sia più sopportabile. In più, penso non sia sopportabile che uno incassa e non ristora le casse pubbliche. Mi chiedeva della mediazione.Io sono un uomo di mediazione, non perché sono un politico,ma lo faccio ancora nella mia attività privata, una mediazione che tuteli gli interessi pubblici non prescindere dai propri obblighi.

Accetterete la proposta di mediazione?

«Su questa proposta non le so dire . Andremo a questo tavolo con la massima serenità e la consapevolezza che se si operasse una mediazione dovrebbe essere operata nella giusta direzione dell’interesse collettivo interesse pubblico e soprattutto avallato da norme e regolamenti vigenti. A volte non basta la volontà politica se tecnicamente non è supportato da fattibilità».

Intanto continua ad essere argomento sempre gettonato il fatto di una maggioranza risicatissima e della paventata caduta del sindaco e dell’amministrazione comunale…

«Non è che da un numero in più si vede se sei stabile. È la responsabilità, il senso della responsabilità sul piano della condivisione politica di portare avanti il programma elettorale a fare la differenza. Allora un governo è stabile .Anche io, ogni tanto anch’io sento parlare di ipotesi di corruzione elettorale da mettere in pratica a Lacco Ameno, piuttosto di un altro comune. Allora li è una questione, è una visione diversa.Io non vengo qui in comune la mattina a pensare se sono stabile o no, vengo qui con i miei a vedere cosa dobbiamo per portare avanti il programma elettorale.C’è una grossa sintonia, uno spirito di squadra che nell’ultimo periodo ci porta a lavorare molto, proprio in previsione anche delle elezioni. Per quanto riguarda le europee in programma a giugno, chiaramente, faremo una scelta. Noi siamo Il Faro e faremo una scelta quanto più largamente condivisa e che ci aiuti a portare un valore aggiunto al territorio».

Il terzo mandato la intriga?

«No, non mi incuriosisce né affascina. Il terzo mandato, per quanto riguarda i comuni inferiore a 5000 abitanti e soprattutto è una norma già acclarata qualche anno fa. La sindacatura ter mi interessa relativamente per due ordini di motivi: il primo perché ritengo che tu non possa essere l’uomo buono per tutte le stagioni e secondo perché io sono per i giovani, sono per il cambiamento, sono per la condivisione più ampia possibile.Quando arriverà il momento, oggi le lezioni sono abbastanza lontane, allora l’amministrazione dovrà fare una scelta e verificare. La candidatura a sindaco è un sentimento che nasce da un Comune sentire di amici e concittadini che di te si fidano e si sentono degnamente rappresentati.Se esistono questi sentimenti se esistono questi sentimenti attorno a Giacomo Pascale come ho sempre fatto, mi metto alla testa di questo sentimento. Se la condivisione dovesse spostare l’attenzione al cambiamento a un giovane, piuttosto che a una donna, valuteremo serenamente. Io devo già ringraziare tutti coloro i quali mi hanno concesso questo onore di essere sindaco, ancora di più sindaco figlio di un Pescatore. Questo è l’approccio, dopodiché in linea di principio con la norma sono d’accordo. Io non penso che un sindaco si debba mandare a casa con una legge o per mano di un tribunale e meno che mai da un provvedimento legislativo».

Pensa lo stesso anche per quanto riguarda le prossime elezioni regionali?

«Sì! Perché, poi, l’altra questione assurda è che non c’è vincolo di mandato del parlamentare.Non riesco a capire, come non capisco perché la norma sul mandato sia fino a 15.000 abitanti, atteso che praticamente tutte discussioni che noi abbiamo affrontato e sostenuto in tutte le riunioni dell’Anci si è parlato anche dei comuni superiori a 20mila . Ogni anno, nel corso dell’unico appuntamento riservato ai sindaci a cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che è molto vicina le fasce tricolori, partecipa si è discusso di questo. La presenza di Mattarella testimonia anche l’impegno, proprio questo, poiché l’attenzione del governo in quel momento, l’unico momento in cui sento il governo più vicino al territorio».

La Regione ha stanziato oltre 700.000 euro per i Comuni isolani per la promozione, eppure le amministrazioni non sono riuscite a varare un progetto congiunto e spesso hanno investito queste somme in maniera quantomeno discutibile. E’ vero che non è mai bello guardare in casa d’altri, ma cosa ne pensa di queste scelte?

«Ho sempre pensato che Ischia abbia persona abbia perso un’altra occasione. L’unico neo di questo finanziamento, a cui fai riferimento, è che ha bisogno di tempo per sviluppare un progetto articolatoa fronte di opportunità che arrivano sempre all’ultimo minuto. Ti devi impegnare in 20 giorni e devi spendere in pochi mesi. La Regione ha dato l’opportunità di poter avere dall’isola d’Ischia un progetto di oltre 700.000 euro che partiva dal territorio e che provasse ad avere una visione comune di sviluppo e di rilancio, di pubblicità. Poi alla fine ogni comune inteso investire questi soldi sul Natale piuttosto che in altre attività ludiche, il tutto sempre in un periodo di tempo che come detto non poteva andare oltre fine marzo. Per quanto riguarda il sottoscritto e Lacco Ameno, detto che non sono abituato ad andare a vedere cosa accade in casa d’altri, avevo proposto l’idea di realizzare un qualcosa di unitario ma alla fine ognuno ha inteso prendere la sua strada. Noi abbiamo puntato su iniziative che possano avere una durata, una prospettiva, guadando alla valorizzazione dei beni culturali e nelle navette elettriche per il progetto Lacco OnArt».

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