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Pesce malsano sulle tavole, al via la task force

Si intensifica l’attività delle forze dell’ordine contro un fenomeno sempre più in voga sulla nostra isola: la guardia costiera in azione tra Casamicciola e Lacco Ameno

Il livello di guardia si è alzato e a questo punto bisogna prendere atto di un dato di fatto: non appena questo è successo un determinato modo di fare in voga molto spesso anche sull’isola d’Ischia ha evidenziato in maniera assolutamente implacabile una serie di negligenze a dir poco preoccupanti.

Perché se è vero – come recita l’antico adagio – che a tavola non si invecchia mai, è altrettanto indubbio che bisogna anche stare attenti a quello che si cucina o che vi viene servito se ad esempio vi trovate al ristorante o in albergo, altrimenti i problemi alla salute finirebbero decisamente col sopravanzare i vantaggi che se ne potrebbero ricavare. Negli ultimi tempi, anche con l’arrivo della stagione estiva, le forze dell’ordine stanno intensificando i controlli sul territorio per verificare la salubrità degli alimenti che vengono messi in commercio, in particolar modo dei prodotti ittici. Sull’isola si sono mossi carabinieri, NAS, guardia costiera, con una serie di operazioni che hanno dato risultati (purtroppo) in diversi casi.

Nella serata di mercoledì controllati alcuni ristoranti con il sequestro in un’attività di prodotti ittici privi di tracciabilità. Ieri mattina controlli a tappeto sui porti, a Casamicciola fermato e sanzionato un trasportatore. E il giro di vite proseguirà nei prossimi giorni

Ebbene, ancora una volta il dito nella piaga è stato messo tra la serata di mercoledì e la mattinata di ieri quando a muoversi è stato il personale del Locamare di Casamicciola, guidato da Raffaele Bove. I militari, infatti, in prima battuta si sono recati in quel di Lacco Ameno dove hanno provveduto a effettuare tre minuziosi controlli in altrettanti locali e ristoranti. In uno dei casi suindicati, gli uomini della guardia costiera hanno rinvenuto e posto sotto sequestro circa dieci chili di prodotti ittico, che era privo di tracciabilità. Insomma, alimenti di cui non si conoscevano filiera e provenienza che verosimilmente di lì a poco sarebbero stati serviti ai clienti del ristorante. Il titolare della struttura, naturalmente, si è visto anche appioppare una sanzione amministrativa. Ma quella sulle “tavole sicure” è a questo punto diventata una crociata, come abbiamo avuto modo di constatare personalmente nella mattinata di ieri e come testimoniano anche i riscontri fotografici che abbiamo raccolto. Per l’intera giornata, infatti, gli uomini guidati dal t.v. Andrea Meloni hanno effettuato controlli anche all’imbarco ed allo sbarco dei traghetti che viaggiano in direzione di Napoli o Pozzuoli. Occupandosi, nello specifico, di controllare tutti i mezzi che salivano e scendevano e che trasportavano qualsivoglia genere di derrate alimentari. Controlli ficcanti e incessanti che anche in questo caso hanno portato a un risultato importante e significativo.

I militari, infatti, hanno sequestrato oltre trenta chili di pesce a un trasportatore, che era sprovvisto di bolla di trasporto e inoltre teneva conservato il prodotto ittico in maniera assolutamente non rispondente a quanto previsto dalle normative vigenti. Il problema, purtroppo, è che in questo caso il soggetto – peraltro sanzionato anche nella circostanza – aveva terminato il suo “tour” per l’isola e si apprestava a far ritorno a Pozzuoli. Insomma, è lecito credere che nel frattempo avesse venduto merce e qualche ristorante o albergo, altrimenti la tappa sullo “scoglio” francamente non avrebbe avuto senso. Una cosa è certa, vista anche la piega (preoccupante) che si registra nel settore, i controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni ed anzi saranno intensificati in vista del periodo di alta stagione turistica. Quando le presenze turistiche sull’isola aumenteranno e con esse anche le richieste di chi somministra alimenti a terzi. E che deve farlo attenendosi alle leggi, anche nel rispetto di chi lo fa. Un principio, questo, sul quale non si può e non si deve assolutamente derogare.

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Un commento

  1. La mia paura è che c’è ancora chi si meraviglia di sequestri presso alberghi ristoranti pescherie e ci metto pure chi commercia carni rosse e bianche . Perché il commercio è MARIUOLO ma l’imprenditore ischitano in mancanza di controlli lo è di più

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