CRONACAPRIMO PIANO

Porto di Casamicciola, si resta in alto mare

Nessuna soluzione. Il braccio di ferro tra compagnie di navigazioni ed enti prosegue in ordine alla sicurezza e al dichiarato insabbiamento dello scalo “causa” frana. E così…

A vuoto, ieri l’ennesimo incontro istituzionale sulla ripresa dei collegamenti in regime ordinario e completo per mezzi veloci e traghetti a Casamicciola. Senza soluzione. Cosi il porto di Casamicciola Terme e i collegamenti marittimi da, tra e per il secondo scalo isolano e la terra ferma, restano paralizzati, fermi da 60 giorni. Una pesante opzione sulla continuità territoriale, sui traffici e la sicurezza del paese che dall’importante infrastruttura dipendono. Da giorni si dibatte sugli effetti causati, ipotetici e concreti, dalla frana del 26 novembre scorso, sulla officiosità dell’alveo portuale e, soprattutto, si dibatte sulle possibili soluzioni e chi dovrà pagarle. La Regione Campania competente in materia? Il commissariato per la Frana? Nel primo caso Palazzo Santa Lucia non vuol sentirne parlare. Nel secondo fatto occorre il nesso di casualità per giustificare la spesa alla voce frana!

Intanto, i fatti raccontano che non ha dato esiti confortanti l’ennesimo incontro- sopralluogo organizzato ieri dalla Struttura commissariale per l’emergenza. Il Commissario Giovanni Legnini al culmine di un primo vertice avutosi il 24 gennaio scoro aveva convocato nuovamente la Direzione Mobilità della Regione Campania, per approfondire le problematiche riscontrate nel porto di Casamicciola Terme dopo gli eventi alluvionali del 26 novembre scorso.

Alla riunione erano presenti i tecnici dell’Ufficio Regionale, un delegato del Commissario Prefettizio di Casamicciola Terme, la Capitaneria di porto di Ischia (Ufficio Circomare e Locamare), i rappresentanti delle compagnie di navigazione e degli operatori del porto turistico Cala degli Aragonesi che hanno rappresentato per delega anche la partecipata pubblica Marina di Casamicciola, intervenuti per rappresentare la situazione che si è delineata a causa dello sversamento in mare di fanghi e detriti dopo la frana. Nel merito è rimasta scettica la Regione Campania che ritiene pretestuose le richieste delle compagnie in rodine all’insabbiamento del porto, ritenendo non mutate, se non in misura ininfluente, le condizioni di navigabilità ed operatività dello scalo. La presenza di Agata, sarebbe stato più che un elemento di prova a favore delle tesi regionali. Eppure è innegabile, e lo testimoniano persino gli studi sulla batimetria del fondale commissionati dalla regione, come una parte della colata, infatti, si è depositata nello specchio d’acqua all’interno del porto. Come e in che maniera arrivando ad ostacolare o addirittura impedire, l’ingresso delle imbarcazioni da diporto, come rappresentato dalle compagnie di navigazione è tutto da stabilire (ANCORA?).

Alla fine al termine di una mattinata di discussioni e verifiche in sede non si è addivenuto a nulla. Le compagni dei traghetti Caremar e Medmar hanno continuato a lamentare difficoltà ad effettuare in sicurezza le manovre di ormeggio e disormeggio e gli operatori del porto turistico unendosi alle compagnie di navigazione hanno chiesto di intervenire per consentire il ripristino dell’agibilità del sito e la piena fruizione del porto di Casamicciola in vista dell’avvio della stagione turistica.

Per ripristinare al più presto le funzionalità del porto, sia commerciale che turistico (per l’escavo è stato stimato un costo presuntivo di un milione id euro) si è partiti dall’analisi delle attuali condizioni del fondale, attraverso il Modello Digitale del Terreno (DTM), una sorta di planimetria tridimensionale del fondale marino ad altissima precisione. I rilievi batimetrici, eseguiti dalla Regione Campania il 29 dicembre 2022, che si è attivata per valutare gli interventi realizzabili, sono stati poi confrontati con precedenti rilievi batimetrici, seppur parziali, messi a disposizione dagli operatori del porto turistico per avere una visione più chiara della nuova conformazione. A quanto pare non è bastato.

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D’intesa con i partecipanti, il Commissario ha fissato, per il prossimo giovedì 2 febbraio. L’obiettivo è di definire le modalità di intervento più rapide ed efficaci, individuando il soggetto attuatore e verificando i tempi necessari in relazione all’avvicinarsi della stagione turistica. Dopo l’incontro di ieri, il gruppo dei tecnici incaricati rimetterà una proposta operativa alla Regione Campania, competente per tali interventi, e al Commissario delegato. Ma nulla.

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