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Porto di Lacco Ameno, il Consiglio di Stato “rimanda” la decisione al Tar

I giudici d’appello hanno respinto il ricorso del Comune contro l’ordinanza cautelare che aveva congelato lo status quo, lasciando alla società Marina di Capitello la gestione dell’infrastruttura nonostante la concessione ormai scaduta da un anno

Dal Consiglio di Stato nuovo “freno” alla volontà del Comune di Lacco Ameno di rientrare in possesso del porto turistico. La massima magistratura amministrativa ha sostanzialmente evitato di entrare nelle ragioni delle parti sulla questione, rinviando all’udienza di merito già fissata davanti al Tar per la fine di marzo la risoluzione dell’ormai annosa controversia tra l’ente e la società Marina di Capitello Scarl, facente capo all’imprenditore Giuseppe Perrella, che da oltre un lustro gestisce l’approdo turistico.

Come si ricorderà, il Comune aveva fatto appello al Consiglio di Stato contro l’ennesima ordinanza cautelare del Tar che a fine estate aveva accolto la nuova richiesta della società per la sospensione dei provvedimenti dell’ente, il quale intendere tornare nella disponibilità dell’infrastruttura, visto che la concessione quinquennale era scaduta il 9 giugno scorso.

Tuttavia, la Quinta Sezione del Consiglio di Stato ha ritenuto di non entrare nel merito delle argomentazioni addotte dal Comune e dalla società. Come si legge nel provvedimento pubblicato ieri mattina, “visti il ricorso in appello e i relativi allegati; visti tutti gli atti della causa; visto l’atto di costituzione in giudizio di Marina del Capitello Scarl; vista la impugnata ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale di accoglimento della domanda cautelare presentata dalla parte ricorrente in primo grado”, dopo la camera di consiglio del giorno 27 gennaio 2022,il collegio presieduto dal dottor Francesco Caringella, dopo aver ascoltato gli avvocati delle parti, ha ritenuto che “le esigenze cautelari prospettate dal Comune appellante (il quale si lamenta del pregiudizio che subirebbe «l’interesse pubblico specifico del Comune di Lacco Ameno, unico concessionario del demanio portuale, a gestire lo scalo in base ad un programma efficiente») possono essere adeguatamente soddisfatte dall’avvenuta fissazione della trattazione del merito all’udienza pubblica del 30 marzo 2022”. Di conseguenza l’appello è stato respinto, disponendo la compensazione tra le parti delle spese giudiziali.

Il Consiglio di Stato ha stabilito che“le esigenze cautelari prospettate dal Comune possono essere adeguatamente soddisfatte dall’avvenuta fissazione della trattazione del merito all’udienza pubblica del 30 marzo”

In sostanza, visto che mancano solo due mesi all’udienza di merito davanti al Tribunale amministrativo regionale, il Consiglio di Stato non ha voluto mettere le mani sulla intricatissima questione, preferendo demandare al Tar ogni valutazione. Tecnicamente, la decisione dei giudici d’appello non è sfavorevole al Comune, ma sull’altro fronte il fatto che la situazione resti “congelata”, dunque col possesso del porto che resta in mano alla Marina di Capitello, favorisce quest’ultima in prospettiva della prossima udienza di marzo.

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Difficile prevedere cosa potrà accadere, se cioè il Tar deciderà di accogliere le argomentazioni del Comune e riconoscere la definitiva decadenza della concessione reimmettendo l’ente nel possesso del porto, oppure se i giudici confermeranno l’orientamento indicato con l’ordinanza cautelare dell’autunno scorso, cioè dando la possibilità alla società di mantenere il controllo della struttura per un’altra estate. Quest’ultima potrebbe non essere un’ipotesi peregrina, nel caso in cui il Governo prorogasse lo stato di emergenza: infatti anche l’anno scorso il Tar ha dimostrato di essere orientato verso la possibilità che la società si avvalga della proroga delle concessioni demaniali per almeno un trimestre oltre la fine dello stato di emergenza. In altre parole, se l’emergenza fosse prolungata fino al 30 giugno, il Tar ben potrebbe lasciare in mano all’attuale concessionario la gestione del porto fino all’autunno, dunque per un’altra stagione turistica.

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Sarà quindi l’udienza di merito davanti al Tribunale amministrativo regionale a decidere quale sarà il 2022 della portualità turistica lacchese

La diatriba fu originata dal mancato pagamento del canone annuale della stagione 2019 da parte della società, cosa che indusse il Commissario prefettizio – che nel 2020 reggeva il Comune di Lacco Ameno – a dichiarare risolto l’accordo di concessione per inadempimento, con quasi un anno d’anticipo sulla scadenza della concessione.

Peraltro la società, pur non pagando i canoni annuali, non si ritiene inadempiente perché ha affermato che il Comune non aveva concesso tutti gli specchi acquei indicati nell’accordo, cosa che avrebbe comportato una significativa perdita di profitto, oltre all’aver sostenuto spese di vario genere per l’adeguamento e il funzionamento della struttura: motivi che secondo la società di Perrella giustificano la pretesa della Marina di Capitello non soltanto a non pagare i canoni, ma anzi a vedersi rimborsata dal Comune per i mancati profitti e le spese sostenute. Pretese per le quali la società ha fatto ricorso anche a un arbitrato, che sembra ancora lontano dall’arrivare a una decisione. Sarà comunque interessante vedere come il Tar affronterà la circostanza secondo cui il provvedimento dirisoluzione per inadempimento era stato contestato dalla società, ma nonostante due decisioni cautelari a favore del concessionario,il ricorso era stato definito nel merito con la dichiarazione di difetto di giurisdizione da parte dello stesso Tar, contraddicendo quanto stabilito in fase cautelare. Dalmomento che la società Marina di Capitello non aveva riassunto il giudizio nei termini di legge, le misure cautelari erano da considerarsi decadute, quindi la risoluzione per inadempimento era tornata immediatamente ad essere efficace. Anchein virtù di tale risoluzione, che ai sensi del codice civile opera automaticamente, secondo il Comune non cisarebbe stata alcuna possibilità di invocare e applicare il cosiddetto Decreto Cura Italia per concedere unaproroga alla società concessionaria.Appuntamento dunque a fine marzo, per capire come sarà il 2022 della portualità turistica lacchese.

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