CULTURA & SOCIETA'

Quando ischia stava in cartolina con la funivia del montagnone. Negli anni ’60 ne fu progettata un’ altra da forio all’epomeo

La presenza della prima ed unica funivia ad Ischia stimolò la fantasia creativa di altri progettisti che ipotizzavano la costruzione di una seconda funivia, di una terza e perfino di una quarta sull’isola, per raggiungere la sommità del Monte Epomeo. L’interessamento dello storico sindaco d’Ischia Vincenzo Telese

Parlare di Funivia oggi a Ischia, può essere fuori luogo, dal momento che tutte le attenzioni di ischitani e turisti sono rivolte a esistenti grossi problemi di ordine strutturale sul territorio quali quelli, tanto per fare esempi di strettissima attualità, del costruendo parcheggio della Siena di cui non si vede ancora la fine alle porte di Ischia Ponte, e del Ponte Aragonese in stato di degrado da molti anni e vittima di interventi di riparazione sbagliati tipo la nuova allucinante illuminazione.

Ma la storia è storia, specie se si tratta di strutture da cartolina che Ischia ha beneficiato agli inizi del suo boom economico e turistico di qualità, doverosamente da ricordare. Parliamo della Funivia del Montagnone e della nostalgia che si ha ancora di essa. Ischia ebbe la prima ed unica funivia nei primi anni cinquanta. Collegò l’inizio di via Quercia a Porto d’Ischia con la sommità della Collina che domina il porto Borbonico, detta comunemente Collina del Montagnone. La funivia, assoluta novità per l’isola a quei tempi, fu impresa che volle l’ing. Micangeli di Roma che venne ad investire suoi capitali sull’isola per amore di questa terra che egli insieme al sua moglie Anna giudicava bellissima. Infatti poco,dopo l’ing, Micangeli acquistò l’albergo Excelsior in via Gianturco e rilevò dalla famiglia Barattolo il vicino Cinema Excelsior di via Sogliuzzo. Una funivia ad Ischia fu il suo sogno. E lo realizzò con la fortuna di non aver problema nel corso del lungo, ma non troppo, iter burocratico per ottenere concessioni e permessi vari, in attesa di stendere i primi cavi con i relativi piloni in acciaio. Gli spianò la strada l’allora sindaco di Ischia Vincenzo Telese con la sua Giunta amministrativa, che vedeva nell’impresa un chiaro, forte e concreto segnale per lo sviluppo turistica del Comune capoluogo, per il quale Telese tanto si prodigava affinchè i risultati arrivassero subito.

Per Telese la funivia ad Ischia nel suo Comune, fu uno dei primi concreti risultati della sua politica mirata. Ed ebbe pienamente ragione, se si considera il valido ruolo che ricoprì la struttura negli anni in cui è stata in funzione, fino alla forzata sua demolizione. Grazie alla funivia, costituita da vari cestelli a due posti, attaccati a due grossi cavi sospesi in aria in salita e in discesa lungo tutto il pendio del Montagnone, fino alla cima, fu possibile scoprire il fascino dell’altezza e ammirare dalla quella posizione un panorama mozzafiato con il porto borbonico sullo sfondo e la distesa del mare fino all’0rizzonte con lo spettacolo della costa dirimpettaia quasi che la si potesse toccare con mano. La Funivia fu particolare scenario anche per alcune riprese dello storico film del 1957 “Vacanze a Ischia e di altri film ancora, come Suor Letizia con Anna Magnani nel 1956, un anno prima. Come il Castello Aragonese, la Torre di Michelangelo ed il Porto d’Ischia, la funivia divenne immagine fissa da riportare su cartoline per essere spedita con i saluti da Ischia in tutto il mondo. La presenza della prima ed unica funivia ad Ischia stimolò la fantasia creativa di altri progettisti che ipotizzavano la costruzione di una seconda funivia, di una terza e perfino di una quarta sull’isola, per raggiungere la sommità del Monte Epomeo. Riporto sull’argomento quanto scrissero l’allora sindaco d’Ischia Vincenzo Telese e la giornalista Ettta Comito su Il Mattino di Napoli degli anni ’50: “Dieci anni or sono – scrive Telese – il prof. Vittorio Immirzi progettò una funivia che, partendo da Porto, saliva al Monte Epomeo e scendeva a Sant’Angelo.

Il percorso Porto d’Ischia – Epomeo – S. Angelo veniva coperto in soli 13 minuti. Fu costituita la società che doveva costruire e gestire la funivia e fu acquistata anche una zona di terreno, in Via Iasolino, da utilizzare per la stazione di partenza da Porto d’Ischia. Il progetto, tecnicamente perfetto, venne accantonato per difficoltà amministrative, sorte in seguito ad altre due iniziative concorrenti, miranti a costruire una funivia da Lacco Ameno al Monte Epomeo ed altra funivia da Casamicciola al Monte Epomeo Allo stato attuale esistono tre progetti di funivie: 1) Porto d’Ischia-Epomeo-S. Angelo; 2) Lacco Ameno-Epomeo; 3) Casamicciola-Epomeo. Nessuno dei tre progetti – concluse il sindaco di Ischia Vincenzio Telese – presenta, in questo momento, probabilità di realizzazione, nonostante il notevole incremento delle attività turistiche, termali e commerciali garantisca il migliore successo economico ad una iniziativa del genere”. In un altro articolo di Etta Comito infatti si legge il seguente passaggio: “C’è per esempio la famosa, annosa, discussa faccenda della funivia: tutti sono d’accordo nella necessità di impiantarla, ma visto che due sono i Comuni che essa toccherebbe, ecco la famosa, annosa, discussa faccenda dei piloni: questi piloni dovrebbero essere sette, quattro da una parte e tre dall’altra. Inutile dire che il comune al quale toccherebbero i tre, protesta vivacemente: perché a me tre ed a quell’altro quattro? E così non se ne fa niente. Salomonicamente si potrebbe risolvere la soluzione abolendo lo scoglio dei dispari e limitandosi per i piloni ad un equanime tre di qua e tre di là: non ho mai costruito ponti (ho troppe altre cose da fare) e quindi non sono certa se si possa costruirne uno con piloni in numero pari. Domanda agli esperti…” Alla fine rimase solo la funivia voluta e costruita dalla famiglia Micangeli di Roma , che per questa impresa e non solo., fa parte di diritto della storia passata della nostra isola d’Ischia.

antoniolubrano1941@gmail.com

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