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Quelli del “no” a Ischia, il Pd fa le barricate alla Camera

ISCHIA. Scampato pericolo, almeno per adesso il peggio dovrebbe essere passato. E’ questo l’esito di una lunga giornata alla Camera dei Deputati, che a questo punto si concluderà verosimilmente nella mattinata di oggi quando il cosiddetto Decreto Genova, che si porta dietro anche quello legato alla ricostruzione del terremoto di Ischia del 21 agosto 2017. Il via libera, dicevamo, è ormai cosa fatta: il provvedimento, poi, dovrà essere esaminato dal Senato dove con tutta probabilità non dovrebbe subire soverchie modifiche. Le modifiche apportate, invero, sono state tante nel corso di questo passaggio parlamentare, soprattutto per quanto riguarda la parte relativa a Genova, come ormai è noto. Ma per quanto ci riguarda da vicino il grosso timore era quello degli emendamenti presentati in particolar modo dalle opposizioni, che rischiavano di mettere a rischio e minare profondamente la bozza iniziale di decreto che come detto più volte magari non era il massimo ma neppure poteva essere considerato da buttare.

Migliaia di emendamenti presentati e votati, molti dei quali riguardanti per l’appunto Ischia e manco a dirlo concentrati tutti sul vero pomo della discordia, il cosiddetto articolo 25. Un vero e proprio attacco alla possibilità di sanare gli abusi degli immobili che ricadono nei territori colpiti dal sisma che per fortuna sono stati tutti respinti al mittente da un governo che ha tenuto duro. Si sono viste scene allucinanti, con i deputati del Pd che non si sono fatti mancare niente, dapprima sollevando dai banchi uno striscione recante la scritta “No al condono Di Maio” e successivamente intonando addirittura il coro “onestà, onestà”. Roba da fantascienza, a mettere la ciliegina sulla torta ci ha poi pensato il deputato dem Camillo D’Alessandro che ha addirittura sventolato una forchetta tra i banchi. A chiudere le danze, via twitter, ci ha pensato l’ex segretario del Pd Matteo Renzi, che ha postato il suo geniale ed eloquente pensiero: «Orgoglioso dei Deputati Pd che stanno lottando contro il condono edilizio voluto da Di Maio e dai Cinque Stelle. Non è vero che in questo Paese manca l’opposizione: guardate la Camera, oggi, prima di giudicare. Gridavano onestà e adesso fanno i condoni. #NoCondonoDiMaio». Insomma, un puro esercizio di demagogia, detto senza offesa, una dimostrazione ulteriore di come alle volte si parli senza nemmeno conoscere l’argomento oggetto di discussione. Il risultato è stato che il presidente della Camera si è trovato costretto a interrompere il dibattito.

All’onorevole Carlo Sarro, che proprio ieri aveva detto la sua in un’intervista al nostro giornale, è toccato ancora una volta spiegare che in realtà l’articolo 25 riguarda l’applicazione di disposizioni di leggi già vigenti “che hanno trovato una pacifica e incontestata applicazione su tutto il territorio nazionale”. A cercare di portare un minimo di chiarezza ci ha provato tra gli altri anche Antonio Federico, deputato del Movimento 5 Stelle, che ha spiegato come con lo’articolo 25 “si invitano le amministrazioni comunali a chiudere una serie di procedure entro sei mesi, perché occorre capire come strutture commissariali che tipi di interventi sono possibili e quali tipi di risarcimenti. E’ ovvio che non parliamo di tutte le pratiche di condono attualmente aperte ad Ischia, che sono oltre 28.000, ma appena di un migliaio che investono la zona colpita dal sisma dello scorso anno”. Semplice come bere un bicchier d’acqua, verrebbe voglia di dire, ma evidentemente troppa roba per certi politici della cosiddetta sinistra.

Gaetano Ferrandino

 

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