Madonna di Zaro, il vescovo: no al “consumismo spirituale”
Per mettere finalmente ordine ad un’esperienza spirituale spesso senza regolamentazione, arrivano le indicazioni di mons. Carlo Villano che detta un vero e proprio decalogo fissando una serie di paletti: in primo luogo dispone che non si organizzino celebrazioni ed attività che diano motivo di far pensare ai partecipanti che ci sia l’effettivo riconoscimento della Chiesa

L’esperienza spirituale di Zaro? Può essere vissuta, ma seguendo una serie di indicazioni. A fissare una serie di linea guida, e conseguentemente a imporre anche determinati paletti, è il vescovo di Ischia mons. Carlo Villano che affida detti suggerimenti ad uno scritto pubblicato sul sito ufficiale della Diocesi di Ischia. E sul quale è opportuno partire dalla parte finale, dove Villano sembra dettare una sorta di vero e proprio decalogo che di fatto mira in maniera chiara a limitare certi fenomeni, appuntamenti ed incontri con tutto quello che ne consegue.
Il vescovo dispone che “non si organizzino celebrazioni, attività e/o iniziative da parte di chicchessia che diano impressioni e motivi per far pensare a chi vi prende parte e a chi ne venisse a conoscenza che la Chiesa abbia riconosciuto ufficialmente l’esperienza spirituale di Zaro; oppure che l’abbia ufficialmente rifiutata; i fedeli, sia singolarmente che in gruppo, possono accedere al bosco di Zaro, sia nei giorni tradizionalmente deputati agli incontri, sia in altro tempo, coscienti di compiere un atto di venerazione privata e individuale alla Madre del Signore, e non un atto di venerazione ecclesiale che impegna la vita della comunità; ciò vale anche per tutti i sacerdoti ed i diaconi, qualunque sia la loro appartenenza; non si organizzino pellegrinaggi in forma ufficiale nel bosco di Zaro, dal momento che il pellegrinaggio suppone un luogo che la Chiesa ha ufficialmente destinato alla preghiera pubblica dei fedeli, e il bosco di Zaro non è tale; l’Eucaristia non sia celebrata nel bosco di Zaro, non sussistendo al momento le condizioni necessarie per farlo; il sacramento della Riconciliazione sia celebrato nel bosco di Zaro solo dai sacerdoti a ciò ufficialmente deputati dalla Diocesi e presenti in loco; i pii esercizi di pietà mariana utilizzati nella preghiera siano quelli tradizionali della Chiesa e raccomandati dal suo Magistero; i testi dei cosiddetti ‘messaggi’ siano consegnati esclusivamente al delegato della Diocesi, cui spetterà di conservarli presso la Curia diocesana; e di comunicarli, previo l’esito positivo del loro esame secondo la dottrina e la morale della Chiesa, all’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi e all’Associazione ‘Madonna di Zaro ONLUS’, affinché siano pubblicati in una pagina appositamente dedicata nei canali/organi di comunicazione propri a ciascuno; qualora vi fossero cosiddetti ‘messaggi’ in conflitto con la dottrina e la morale della Chiesa, la Diocesi si assume la responsabilità della loro mancata pubblicazione, al fine di tutelare la retta fede di tutti; l’esperienza dei ‘cenacoli di preghiera’ non rimanga chiusa in se stessa, ma faccia riferimento alle parrocchie di appartenenza dei loro membri; e i sacerdoti siano disponibili ad offrire il necessario accompagnamento pastorale secondo l’insegnamento della Chiesa; tutto ciò che afferisce alla dimensione economica andrà regolato in maniera tale da garantire una trasparenza assoluta di tutti i soggetti coinvolti, attraverso gli strumenti che verranno ritenuti più idonei allo scopo”.
Dal Pastore della Diocesi isolana poi arrivano una serie di suggerimenti anche per i sacerdoti, chiamati anche ad invitare i fedeli ad evitare quelle che sono le immancabili “trappole”


Insomma come si nota il vescovo Carlo Villano interviene in maniera dura e decisa andando a “regolamentare” quella che in nome della Madonna troppo spesso rischiava di degenerare in una vera e propria giungla e magari di diventare anche un business legato al culto. Non è tutto però perché nell’undicesimo punto il Pastore della Diocesi isolana riserva ulteriori raccomandazioni anche ai sacerdoti e va nello specifico scrivendo e rammentando: “I sacerdoti, così come i responsabili dei movimenti ecclesiali e dei gruppi parrocchiali, i catechisti e le catechiste, i religiosi e le religiose, presenti in Diocesi, tenendo presente la vita e gli orientamenti della Chiesa diocesana: si astengano, nell’esercizio del loro ministero e servizio, dal proporre la loro personale opinione, sia essa positiva, negativa o indifferente, sull’esperienza spirituale di Zaro; sono invece liberi di farlo in maniera privata, sempre tenendo presenti le esigenze della carità (cfr. 1 Cor 13,4-6); sottolineino frequentemente nell’esercizio del loro ministero, servizio e attività, gli elementi essenziali che permettono ai credenti di «evitare le trappole e le illusioni del ‘consumismo spirituale’ oggi assai in voga […]. Il consumismo spirituale fa della ricerca di quel che è ‘straordinario’ il suo nutrimento, perché nel suo delirio di onnipotenza disprezza tutto ciò che ha a che fare con la quotidianità, con la piccolezza, l’umiltà, la fragilità, il mistero, il silenzio, il nascondimento»; sottolineino frequentemente nell’esercizio del loro ministero, servizio e attività, gli elementi essenziali che fanno crescere i credenti nella corresponsabilità per il bene comune, al di là di ogni forma di indifferenza e/o di rivendicazione di interessi di parte; sottolineino frequentemente nell’esercizio del loro ministero, servizio e attività, la presenza e l’influsso stabili e ordinari della santa Madre del Signore, Maria, che si esplicitano, con le modalità proprie a ciascuno, nelle celebrazioni sacramentali, nell’ascolto orante della Parola di Dio, nella preghiera dei pii esercizi, nelle varie opere di carità”.






il gregge dei fedei è ormai piccolo e i pastori ufficiali lo vogliono gestire a loro modo e interesse