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CRONACA

Ruspe in tempo di covid, parte l’appello a Draghi

I consiglieri regionali e i sindaci della Campania inviano una missiva al Presidente del Consiglio per fermare gli abbattimenti durante l’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia

La politica campana si muove contro le demolizioni. Sull’onda del clamore provocato dalla vicenda del cittadino foriano la cui abitazione è oggetto di un provvedimento di abbattimento la cui esecuzione sta calamitando l’opinione pubblica locale, su una problematica che investe l’intera isola ma anche il resto della regione, i capi gruppo delle forze politiche presenti nel Consiglio regionale insieme ai consiglieri, e ai sindaci dei Comuni campani hanno inviato una missiva al Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, con cui chiedono la sospensione temporanea dell’esecuzione degli ordini giudiziali di demolizione per le case di necessità abitate da persone sprovviste di alloggio alternativo, e prive delle necessarie risorse economiche per garantirsi un’abitazione alternativa, fino al 31 dicembre 2021 o finché perdura lo stato di emergenza nazionale fino a oggi prorogato.

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Il documento si richiama proprio allo stato pandemico nazionale e alla conseguente emergenza sanitaria, da cui è scaturita l’adozione di molteplici disposizioni per l’attuazione di misure urgenti per contenere il contagio, a partire proprio dall’obbligo per tutti i cittadini di rimanere nelle proprie abitazioni, salvo le esigenze di lavoro o di salute, per contrastare la diffusione del virus. Dopo aver elencato i vari provvedimenti adottati durante gli scorsi dodici mesi, gli autori della missiva citano in particolare le misure limitative della libertà di circolazione delle persone, invitate a non lasciare le proprie abitazioni e propri comuni di residenza, ma soprattutto il diritto inviolabile alla sicurezza di ogni cittadino come stabilito dalla Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea, e la salvaguardia della salute del cittadino. Ecco quindi la richiesta di sospendere temporaneamente le demolizioni dei manufatti abusivi adibiti ad abitazione principale, vista la difficoltà del particolare momento storico, specificando che non c’è nessuna richiesta sottintesa di sanatoria.

Dunque, se da un lato il Governo ha chiesto e chiede ai suoi cittadini di trovare un sicuro rifugio nelle proprie abitazioni, all’altro può apparire illogico e paradossale – scrivono i consiglieri regionali e i sindaci – dare seguito da subito ai provvedimenti di demolizione in mancanza di adeguati alloggi alternativi disponibili, rischiando di aggravare l’emergenza sociale e sanitaria già in atto. Fra l’altro in Campania, si legge nella missiva, «con oltre 70mila ordini di demolizione e il triplo di procedimenti già avviati e in corso di definizione, la situazione abitativa potrebbe diventare del tutto ingestibile, con intuibili e forti ripercussioni di tenuta dell’ordine sociale».

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