CRONACAPRIMO PIANO

Scempio Rio Corbore, querela per Ferrandino e Gaudioso

I sindaci di Ischia e Barano finiscono nel mirino di una serie di comitati e associazioni che imputano loro il lassismo contro gli scarichi reiterati di liquami ed altro materiale sul lido d’Ischia. I firmatari dell’esposto indirizzato alla Procura della Repubblica sono assistiti dall’avvocato Mauro Buono

L’iniziativa era stata annunciata già diverso tempo fa, quando un atto di diffida indirizzato a due primi cittadini dell’isola era stato comunicato per il tramite di una conferenza stampa che si svolse nella cornice di Piazzetta San Girolamo a Ischia. Evidentemente dinanzi a quell’atto dai palazzi municipali interessati è continuato a regnare il silenzio e così adesso dopo anche diversi anni di pazienza (corredati da denunce, articoli giornalistici e filmati video che definire eloquenti è poco) Un gruppo di associazioni e comitati ha deciso di passare alle vie di fatto e – con l’assistenza legale dell’avvocato Mario Buono – si è giunti alla decisione di querelare Enzo Ferrandino e Dionigi Gaudioso nelle vesti rispettivamente di sindaci pro tempore di Ischia e Barano. Promozioni dell’iniziativa sono stati Comitato Rio Corbore, Comitato Salviamo Ischia Ponte, VAS Verde Ambiente Società Legambiente, PAS Pan Assoverde salvanatura, Bagno Paradiso, Bagno Daitu, Lega Animali e Ambiente, Assoutenti, Scuola del Folklore.

Enzo Ferrandino, sindaco d’Ischia

L’iniziativa è stata annunciata attraverso un comunicato nel quale si legge: “Un folto gruppo di esponenti di associazioni ambientaliste, culturali e politiche, con l’assistenza dell’avv. Mauro Buono, ha presentato querela nei confronti dei sindaci di Ischia Enzo Ferrandino e di Barano Dionigi Gaudioso per lo scempio ambientale di Rio Corbore. E i primi risultati già si registrano perché la Procura ha avviato sopralluoghi e verifiche. Le querele sono state firmate da Gianni Vuoso coordinatore del comitato Rio Corbore, Nicola Lamonica coordinatore dei Vas Associazione Verde Ambiente Società, da Giuseppe Mazzara responsabile Legambiente isola d’Ischia, Alessandra Punzo rappresentante Lega Animali e Ambiente, Salvatore Cuomo presidente Comitato Salviamo Ischia Ponte, Giovan Giuseppe Agnese concessionario Bagno Paradiso, Ventura Di Scala concessionario bagno Daitu, Ugo Vuoso, Gennaro Romano rappresentante PAS Pan Assoverdisalvanatura, Roberto Capasso responsabile Campania Assoutenti, Filippo Florio dell’Associazione Scuola del Folklore”.

Il 29 agosto 2022 era stato già firmato un atto di diffida contro i due primi cittadini chiedendo interventi in tempi congrui ma da quel momento nulla si è mosso: e così si è fatto ricorso all’autorità giudiziaria.

Dionigi Gaudioso, sindaco di Barano

Nella nota si annuncia anche che l’atto di querela è stato presentato il 17 gennaio 23 al Procuratore presso il Tribunale di Napoli “per denunciare l’ormai insostenibile situazione ambientale determinata dalla severa compromissione del fiume Rio Corbore” che, come documentano articoli e video ormai noti in tutto il mondo, è un continuo scarico di liquami e materiali di varia natura che sfociano a mare, dinanzi a spiagge in concessione e strutture alberghiere. “Nonostante le continue segnalazioni alle amministrazioni comunali – continua il testo della querela – non si è provveduto in alcun modo a fermare la reiterata e continua attività di scarico”. A differenza di quanto avveniva nel passato, oggi il Rio Corbore emana solo un puzzo nauseabondo. “Ormai il Rio Corbore è una vergogna che da diversi lustri mortifica l’immagine turistica dell’isola verde e dei concessionari del lido nel comune d’Ischia, oltre a mettere a serio pericolo la salute pubblica”. Tutto questo senza che le amministrazioni comunali locali abbiano provveduto ad identificare i responsabili degli scarichi abusivi. “Alla luce di quanto rappresentato- continua il documento- chiediamo che chiunque abbia potuto commettere a danno del Rio Corbore e quindi danni di tipo ambientale, venga punito penalmente”. I firmatari del documento nominano loro difensore l’avv. Mauro Buono del Foro di Napoli con studio in Napoli e allegano numerosi articoli e video che testimoniano quanto denunciato, nonché copia dell’atto di diffida presentato ai sindaci di Ischia e Barano”.

Già, l’atto di diffida perché come detto c’erano già state delle avvisaglie la scorsa estate. Il 29 agosto fu proprio Gianni Vuoso, nelle vesti di portavoce, ad annunciare la prima “stilettata” indirizzata a Ferrandino e Gaudioso scrivendo tra l’altro: “Dinanzi a questo spettacolo e all’instancabile attività di questo Comitato, che nonostante l’evidenza dei fatti, ha registrato il silenzio colpevole di cittadini e di istituzioni come la stessa Area Marina Protetta, le amministrazioni di Ischia e Barano hanno continuato a sostenere che è necessario realizzare il depuratore sulla collina di san Pietro. Un’opera bloccata per la presenza di reperti di origine paleocristiana, poi per il progetto di un parco e di un albergo privati. Tempi biblici ci aspettano e altri scarichi abbondanti. Il Comitato ritiene che potrebbe essere adottata una soluzione provvisoria per scaricare a mare, a debita distanza dalla costa, come già avviene per lo scarico delle fogne all’altezza di Punta Molino, realizzando pompe e condotte adeguate. Ma non si parla neppure di questa proposta. Dinanzi a questo assordante silenzio delle giunte di Ischia e Barano, il Comitato Rio Corbore, confortato dalla condivisione di associazioni ambientaliste e da cittadini, ha protocollato, in data odierna (parliamo naturalmente del 29 agosto 2022, ndr), una diffida ai due nuovi sindaci (che sono poi confermati e quindi già a conoscenza del problema) dei Comuni di Ischia e Barano ‘ad intervenire e ripristinare lo status quo ante dell’inquinante ed inquinato canalone di Rio Corbore’. Nella diffida, predisposta dall’avv. Mauro Buono che assiste il Comitato, si chiede di “intervenire in tempi congrui”. Tempi che evidentemente non solo non sono stati rispettati, ma addirittura completamente ignorati. E i risultati, adesso, hanno portato ad una nuova puntata con la conseguenziale ed inevitabile querela.

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