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Schilardi non ci sta: «critiche pretestuose, ecco i “numeri” della ricostruzione»

Il prefetto e commissario post sisma in un’intervista a Il Golfo respinge al mittente accuse provenienti da chi sostiene che la ricostruzione sia ferma al palo e lo fa snocciolando una serie di numeri e attività eseguite. E non risparmia una frecciata: «Tutti hanno imparato a scrivere ma pochi, evidentemente a leggere…»

E’ una tranquilla domenica, e ci riferiamo a quella che ci siamo appena messi alle spalle. Sul quotidiano Il Mattino viene pubblicato un servizio che vorrebbe essere un ampio reportage sulla ricostruzione, nello specifico “mancata” post sisma a Casamicciola Terme. All’interno vengono snocciolati una serie di numeri francamente lontani anni luce dalla realtà (e da che mondo è mondo la matematica non è un’opinione). E nel mirino è finito soprattutto il commissario per la ricostruzione, il prefetto Carlo Schilardi, con il giornale partenopeo che riferisce che lo stesso avrebbe firmato dal 2019 al 2021 solo 14 concessioni di danni lievi con altrettante pratiche che sono attualmente in istruttoria. Tutto questo senza contare le dichiarazioni virgolettate rilasciate da autorevoli professionisti che lamentano di aver rinunciato finanche a presentare progetti per la ricostruzione delle proprie case danneggiate, quando gli atti (verba volant scripta manent, come ripetevano i latini) indicano chiaramente il contrario. Abbiamo raggiunto telefonicamente il commissario che mantenendo sempre i toni bassi ha detto la sua snocciolando una serie di dati che smentiscono chiaramente il “nulla” cui si è fatto riferimento. Ma, a Il Golfo, ha anche parlato di quelli che saranno i prossimi step di un processo comunque lungo e complesso.

Partiamo da quanto pubblicato domenica dal quotidiano Il Mattino. Si parla di ricostruzione fantasma, di contributi inesistenti, di persone già scappate via. Un’analisi impietosa della ricostruzione post sisma sulla nostra isola. Posso chiederle che idea si è fatto?

«Non voglio alimentare polemiche, diciamo che forse sarebbe stato opportuno sentire tutte le parti in causa in prima battuta e non in un secondo momento, come poi è comunque successo. Inutile creare situazioni conflittuali, continuiamo a lavorare in serenità. Ho fornito i chiarimenti del caso al quotidiano napoletano che li ha riferiti correttamente oggi (ieri per chi legge, ndr), mentre in precedenza si era dato spazio solo alla voce di qualche cittadino che magari ha il desiderio di mettersi un po’ in evidenza. Il punto fondamentale è questo, il mio chiarimento è stato recepito così come i dati. C’è solo una piccola imprecisione, quando si parla del rinnovo del mio incarico. In realtà sto agendo in regime di prorogatio, essendo di fatto scaduto il 31 dicembre 2021 e dunque non sono nella pienezza delle mie funzioni. Il commissariato è stato rinnovato per l’intero 2022, la persona del commissario e cioè il sottoscritto allo stato attuale no».

I dati immagino siano diversi da quelli riportati da chi contesta.

«Assolutamente. Io non so chi abbia fornito determinati numeri: di certo non l’ho fatto io né tantomeno lo ha fatto il sindaco di Casamicciola. La fonte era privata e non riesco a capire quale sia. Le unità abitative che sono in istruttoria o alle quali è stato già concesso il contributo sono oltre 200, non certo il piccolo numero di cui si faceva riferimento. Non solo, gli aiuti alle imprese sono stati erogati al completo e poi la ricostruzione pubblica avanza a passi significativi. Proprio oggi (ieri, ndr) è stato comunicato dalla Regione che sono stati appaltati dei lavori per opere acquedottistiche, con il Comune di Lacco Ameno che ha mandato in appalto i lavori per la torre costiera ed il cimitero. Procede poi anche il fondamentale appalto di Santa Restituta, il cui intervento riveste un’importanza fondamentale. E poi c’è un dato sul quale vorrei soffermarmi e che indica in maniera inequivocabile il lavoro fin qui svolto».

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«I CAS sono diminuiti drasticamente, passando da 914 famiglie del 2019 a 533 nuclei familiari attuali. Abbiamo completamente cancellato il costo delle sistemazioni alberghiere, e basti pensare che solo per Casamicciola la spesa era stata di 1.751.000 euro, per Lacco Ameno 1.391.000 euro e per Forio 227.000 euro. Abbiamo risparmiato e fatto passi avanti, lo dicono i dati»

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Quale?

«I CAS sono diminuiti drasticamente, passando da 914 famiglie del 2019 a 533 nuclei familiari attuali. Anche il numero delle persone beneficiate, di conseguenza, è sceso da 2.486 a 1.500. Non solo, nelle 533 famiglie figurano anche persone che prima alloggiavano in albergo con una spesa che, come potete immaginare, era decisamente elevata. Nelle strutture ricettive una famiglia di tre persone costava 120 euro al giorno,e noi questo costo l’abbiamo completamente cancellato ed eliminato. E basti pensare che solo per Casamicciola la spesa era stata di 1.751.000 euro, per Lacco Ameno 1.391.000 euro e infine per Forio 227.000 euro. Questo per rendere l’idea di quanto sia stato risparmiato e di conseguenza anche dei passi in avanti che sono stati fatti».

Polemiche e malcontenti partono ancora una volta dall’interno, e cioè dal tessuto locale. Quanto questo la sorprende o magari la infastidisce?

«La matrice non è politica, c’è un anziano giornalista che si è occupato della cosa. Ma al netto di questo, a me piace ribadire che la percezione di quanto si stia facendo per la ricostruzione c’è, e lo testimonia il fatto che sull’isola si lavora con serenità e non c’è gente che si lamenta di contributi arrivati in ritardo o di pratiche che vanno a rilento. Poi è chiaro che ci sono anche ricostruzioni dei fatti davvero fantasiose che lasciano a dir poco interdetti».

«Le unità abitative che sono in istruttoria o alle quali è stato già concesso il contributo sono oltre 200, non certo una decina come vorrebbe far credere qualcuno. Non solo, gli aiuti alle imprese sono stati erogati al completo e poi la ricostruzione pubblica avanza in modo significativo»

Per esempio?

«Prenda il caso delle Terme La Rita. Mi è stato consegnato in via cautelativa un filmato girato da uno studioso dal quale si evince lo stato assoluto di abbandono di quell’area. La verità è che parte di quell’immobile o era già caduta o era già inagibile. Il sistema termale, voi me lo insegnate, è tra l’altro radicalmente mutato nel tempo: la gente prenota l’albergo e fa le terme presso la struttura ricettiva, questa è la ricchezza dell’isola, non c’è di certo più il turista che va a fare le cure presso lo stabilimento La Rita. Poi, visto che in questo siamo stati molto scrupolosi, abbiamo potuto appurare anche da visure camerali e dichiarazioni dei redditi, che l’attività era ferma e per giunta da tantissimo tempo. Dove voglio arrivare? Certamente La Rita merita di essere tenuta in debita considerazione, ma come opera di archeologia industriale: risolti i problemi della gente, e mi riferisco alle esigenze di ordine abitativo, si potranno affrontare anche questioni del genere. Questo mi dà lo spunto per un’altra considerazione».

Prego.

«La verità è che ci sono un sacco di cose che vengono buttate nel “calderone” della ricostruzione. Ripeto, l’ordine delle priorità è ricostruire le case e le opere pubbliche, e si sta procedendo in questa direzione. Poi, come ho avuto modo di spiegare ai suoi colleghi, il commissario è una figura pro tempore: il Comune resta, la realtà pure, la gestione commissariale va avanti a prescindere da chi è chiamato ad occuparsene, i commissari vanno e vengono».

«Ad essere critici nei confronti di chi lavora ci vuole veramente poco, perché chi opera qualche volta sbaglia, magari non riesce a raggiungere tutti gli obiettivi che si è posto. E’ chiaro che chi vuole criticare troverà sempre prima o poi materiale su cui magari amplificare. C’è poco da fare, bisogna convivere con questa realtà»

Quali sono i prossimi step del processo di ricostruzione post sisma e in che cosa i cittadini interessati magari dovrebbero rispondere “presente” con maggiore convinzione?

«Guardi, le devo dire che dopo un inizio che non esito a definire “tiepido” perché non c’era una fiducia assoluta da parte dei tecnici e dei professionisti, adesso abbiamo a che fare evidentemente con soggetti altamente specializzati perché le domande stanno fioccando. E’ chiaro che il Comune di Casamicciola, che è quello che ne deve valutare il numero maggiore, deve seguire un ordine cronologico perché, come ho cercato di spiegare in una serie di precisazioni rese al quotidiano Il Mattino dopo il servizio pubblicato domenica, non siamo davanti ad una situazione come quella, faccio per dire, che si può verificare a Bolzano».

Si spieghi meglio.

«Qui l’iter è lungo e tortuoso. In primo luogo, il “povero” Comune deve esaminare la domanda di condono e quindi rilasciare lo stesso in contraddittorio con la Sovrintendenza. E molto spesso, questo lo sa meglio di me, succede che su un immobile ci sono state più violazioni che hanno a che fare col condono del 1985, quello del 1994 e magari pure del 2003. Poi l’ente locale deve rilasciare la concessione in sanatoria e soltanto dopo è possibile istruire e avviare la pratica di ricostruzione. In questo contesto, pensare che ben duecento pratiche sono andate avanti credo sia un risultato lusinghiero. Questo per quanto attiene la parte privata ed i professionisti che si stanno proponendo e presentano le domande. Poi c’è la parte pubblica, con i Comuni che sono i front office di questa situazione. E nello specifico voglio precisare che gli impiegati, le cosiddette unità sismiche (otto per Casamicciola, quattro per Lacco Ameno e due per Forio) hanno raggiunto un livello di esperienza e preparazione decisamente diverso e riescono a esaminare le pratiche in maniera più snella e veloce. Aggiunga che io ho preferito essere in prima linea, essere attore e non controllore, ed ho inviato tecnici di altissima professionalità a fare da supporto ai Comuni nell’analisi delle predette pratiche».

«Ischia, purtroppo, non è Bolzano. Qui bisogna rilasciare il condono in contraddittorio con la Sovrintendenza e spesso succede che su un immobile ci sono state più violazioni che hanno a che fare col condono del 1985, quello del 1994 e magari pure del 2003. Insomma, un iter decisamente complesso e tortuoso»

Cosa è stato fatto in particolare?

«In particolare hanno provveduto a rilevare tutte le case danneggiate perché noi siamo alle prese con un problema di fondo: noi dobbiamo portare avanti il processo di ricostruzione anche in assenza di una pianificazione laddove abbiamo la certezza – sulla base della microzonazione – che si possa ricostruire ovviamente nel rispetto di quelle che sono le norme antisismiche. Questo è un lavoro attentissimo e minuzioso, per evitare che poi si debba tornare indietro dopo lo stanziamento di risorse. Insomma, col tempo si è affinata la preparazione di tutti e i vantaggi sono innegabili. Poi vorrei ricordare che siamo reduci da due anni di pandemia: per carità, lungi da me volerne fare una sorta di alibi, ma è innegabile che in un certo caso dei problemi sono sorti, di natura logistica e non solo. Noi non abbiamo mai sospeso nulla, ma qualche fastidio c’è stato specialmente nelle fasi del lockdown».

Vorrei chiudere così come abbiamo aperto, ritornando al servizio del quotidiano Il Mattino. Ci sono le dichiarazioni di un professionista che dice di aver rinunciato a ricostruire i suoi immobili, mentre degli atti indicano chiaramente il contrario. E’ una cosa che le ha dato fastidio e in che misura?

«Un personaggio decisamente in vista, tanti e tanti anni fa, ebbe modo di dire che gli italiani – con il miglioramento di preparazione culturale e di scolarizzazione – avevano tutti imparato a scrivere, ma nel contempo in pochi sapevano leggere. Quindi la morale qual è? Che ad essere critici nei confronti di chi lavora ci vuole veramente poco, perché chi opera qualche volta sbaglia, magari non riesce a raggiungere tutti gli obiettivi che si è posto. E’ chiaro che chi vuole necessariamente criticare troverà sempre prima o poi materiale su cui magari amplificare. C’è poco da fare, bisogna convivere con questa realtà, ma io dico sempre che chi ama davvero il territorio e chi tiene a cuore i bisogni della gente pensa soprattutto a dare consigli e sostenere. Ogni tanto bisognerebbe ricordarsi che qui è in gioco il futuro e il benessere di tante famiglie e non mi riferisco soltanto a quello di natura economica. E poi ribadisco una volta di più che gli immobili con cui abbiamo a che fare in una realtà come l’isola sono sempre particolarmente complessi dal punto di vista urbanistico. Ma nessun problema, continuiamo a lavorare col massimo impegno nell’esclusivo interesse di chi tanto ha sofferto a causa di quel terremoto del 21 agosto 2017».

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