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Se i primi nemici dell’isola sono gli isolani

DI GIACOMO PASCALE

In questi giorni sono ferocemente arrabbiato, non solo per gli attacchi senza senso provenienti da chi non conosce l’isola, non è interessato a quello che ha patito a seguito del sisma dell’agosto 2017 e non riesce a capire il senso dei recenti provvedimenti legislativi che la riguardano, quanto piuttosto per le nocive detrazioni e critiche provenienti da protagonisti, anche illustri, della nostra collettività isolana! Ogni giorno sono costretto a prendere atto che ad Ischia non esiste il necessario senso di collettività, che dovrebbe nutrire e far prosperare ogni società!

Tutte le iniziative, anche quelle utili ai più sfortunati, generano un miscuglio di sentimenti negativi che annientato quanto di buono si cerca di garantire, quantomeno a chi ha più bisogno: livore, gelosia, invidia, cattiverie gratuite portano ad una sterile guerra di tutti contro tutti, anche contro i più deboli! Non siamo capaci di individuare neppure un unico obbiettivo comune sul quale far convergere il nostro consenso e le nostre energie, impiegando le eccellenze ischitane, che pure abbondano in ogni campo e professione, per raggiungere risultati importanti. E questo ci confina entro i limiti di cittadini isolani ed isolati.

Le conseguenze, però, stavolta potrebbero essere disastrose. Finalmente, dopo oltre un anno dal sisma, abbiamo un decreto, magari non quello che tutti desideravamo, ma che dovrebbe consentire a chi ancora vive in albergo o ancora aspetta la liquidazione posticipata del CAS per pagare l’affitto, di programmare e avviare seppur lentamente la ricostruzione e il ritorno ad una vita più normale, come altri terremotati italiani. E i territori più colpiti potrebbero ricevere incentivi per far ripartire l’economia. Non è stato possibile in questa fase avere di più. Si sperava di far inserire altro nel processo di conversione in legge per l’intera isola…. ma con tutti i detrattori che si sono scatenati, a partire proprio stranamente da nostri concittadini, rischiamo di non avere più nemmeno quel poco che eravamo riusciti a ottenere a seguito di strenue battaglie. Auspico che il senso di comunità risorga presto affinché tanti non dovranno restare a guardare con l’amaro in bocca coloro che hanno avuto la fortuna di abitare un metro più in là e che continuano a vivere come se nulla fosse cambiato.

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* SINDACO DI LACCO AMENO

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