CRONACA

Serrara, nuova “infornata” di ordinanze di demolizione

Quattro provvedimenti di ripristino dello stato dei luoghi sono stati notificati dall’Ufficio tecnico del comune montano

Ieri una serie di ordinanze di demolizione è stata resa nota ai cittadini residenti nel territorio di Serrara Fontana, a seguito della firma di altrettanti atti firmati dal responsabile dell’ufficio tecnico del Comune montano. Sono ben quattro i provvedimenti di abbattimento e/o di ripristino dello stato dei luoghi che sono stati notificati, il primo dei quali riguarda una ringhiera metallica posta a demarcare il confine tra la proprietà privata e la pubblica via. Ringhiera che è ancorata su un muretto di altezza di mezzo metro rispetto al piano stradale, con elementi di altezza di un metro e mezzo (quindi due metri complessivi d’altezza) per una lunghezza complessiva di 30 metri e un ampio cancello scorrevole, e un’ulteriore tratto di ringhiera. Anche nel secondo caso si tratta della delimitazione con la strada pubblica e con un viale privato, tramite l’apposizione di un cancello metallico per accesso carrabile, di una recinzione in calcestruzzo vibrato e una rete metallica di oltre due metri.

Un’altra ordinanza riguarda un cittadino affidatario di un’area, che risultava affidatario anche di una modesta area limitrofa caratterizzata dalla scogliera di protezione alla tubazione di scarico in mare di circa trenta metri cubi, di cui risulta gestore l’Evi Spa, per il mantenimento e la manutenzione della tubazione dei reflui provenienti dal vicino impianto di trattamento. L’area è stata successivamente oggetto di lavori abusivi consistenti nella realizzazione, sulla zona cementata, di un massettino di sabbia e cemento al di sopra di quello esistente. In tutti i casi illustrati, vista la mancanza di regolare titolo abilitativo, è stata ingiunta la demolizione “ad horas” a propria cura e proprie spese, delle opere abusivamente realizzate, con conseguente rimessione in pristino dello stato dei luoghi originario. L’ultima ordinanza, non di demolizione ma comunque di rimozione e di ripristino dello stato dei luoghi, riguarda invece la presenza di un vero e proprio sito di stoccaggio di resti di materiali provenienti da demolizioni di fabbricati (resti di calcinacci, laterizi, mattonelle ecc.) contenuti in tre sacche di circa un metro cubo ciascuna; materiale che deve essere smaltito a norma di legge. Il comando di polizia municipale sarà incaricato di verificare l’esecuzione delle citate ordinanze, e in caso di esito negativo redigerà verbale di inottemperanza da notificare al responsabile dell’abuso o, se diverso, anche al proprietario attuale. I destinatari delle ordinanze hanno comunque, come da prassi, la facoltà di poter produrre ricorso al Tribunale amministrativo regionale entro sessanta giorni, oppure fare ricorso straordinario al Capo dello Stato entro centoventi giorni.

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Un commento

  1. spiegate ai tecnici comunali che ringhiera e muretto sono costruiti su muro di proprieta’ comunale, e che distrattamente hanno dimenticato di rilevare, fatelo voi se siete giornalisti

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