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Sisma, semaforo rosso per il terzo condono: Schilardi si chiama fuori

Il commissario per la ricostruzione risponde in maniera decisamente evasiva ad un quesito che gli era stato posto in maniera chiara e netta dal sindaco Castagna lo scorso 15 ottobre. Rendendo così la situazione ancor più complessa

La domanda era stata rivolta in maniera chiara e diretta e la risposta è arrivata più o meno nelle stesse forme: non posso farci nulla, che i cittadini si tutelino con un ricorso all’autorità giudiziaria. Così il commissario alla Ricostruzione post sisma, Carlo Schilardi, ha risposto ad una sollecitazione che era arrivata dagli uffici del municipio di Casamicciola e nello specifico dal sindaco Giovan Battista Castagna. Ma andiamo con ordine, l’ex prefetto ha indirizzato una nota relativa all’attività di condono legata all’ormai arcinoto articolo 25 del decreto legislativo 109/2018. Riscontrando una nota trasmessa proprio dal Comune lo scorso 15 ottobre, il commissario scrive in premessa: “Si riscontra la nota indicata in oggetto con la quale il Comune di Casamicciola Terme in merito ad una richiesta di aggiornamento dello stato dei condoni di interesse della ricostruzione post sisma, per alcuni casi specifici, ha rappresentato di attendere il riscontro di una richiesta di parere inoltrato alla Soprintendenza ai Beni Archeologici, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, con nota prot. 2457 del 2 marzo 2020”.

Il prefetto ha voluto sottolineare che in molti casi ci si troverebbe dinanzi ad un diniego solo parziale delle pratiche di sanatoria e che in ogni caso i rifiuti stessi possono essere impugnati in via giurisdizionale. Ma nel palazzo dell’ex Capricho la risposta, ovviamente, ha lasciato tutti “scontenti”

Attenzione però al passaggio successivo nel quale Carlo Schilardi spiega: “Nell’ottica delle peculiari competenze assegnate dalla legge ai diversi soggetti interessati nella vicenda è parere dello scrivente che – a prescindere dalle successive determinazioni della Soprintendenza, le pratiche vanno istruite e inviate dal Comune alla stessa. Giova ricordare che, d0altra parte, per quanto a conoscenza di questo Commissariato, la Soprintentendenza relativamente alle prime due leggi di condono si è generalmente espressa positivamente. Per le pratiche che riportano abusi riconducibili alla terza legge di condono ci si può regolare caso per caso e, in caso di diniego, per la maggior parte delle situazioni, ci si troverebbe davanti a una sanatoria parziale e non negativa in toto. Resta inteso che i dinieghi basati sull’interpretazione del dl 191/2018 possono essere oggetto di impugnativa in via giurisdizionale”. Proviamo a uscire dall’aspetto squisitamente tecnico ed a semplificare il concetto. Con una precedente nota, il Comune aveva chiesto lumi sul da farsi proprio in merito al “semaforo rosso” posto dalla Sovrintendenza legato ad alcune pratiche relative al condono ter. Secondo quanto si apprende, non sono certo mancati i malumori nel palazzo dell’ex Capricho per la risposta di Schilardi che invitando chi di dovere a ricorrere all’autorità giudiziaria avrebbe avuto l’atteggiamento di chi ha voluto di fatto “lavarsi le mani” e scaricare il problema sul prossimo. Problema che tra l’altro, va sottolineato, non è assolutamente di quelli irrilevanti, per usare un eufemismo. Non è un caso che su questa vicenda c’è silenzio ormai dallo scorso 2 marzo, da quando cioè per intenderci fu inviata una nota alla Sovrintendenza che però non ha mai fornito adeguata risposta. E stavolta, appare evidente, le cose non sono affatto andate in maniera diversa.

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