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Sotto Tiro – Benedetto Valentino

Il patron del premio giornalistico e ottimo giornalista lui stesso,tira fuori ancora una volta i dati della Banca d’Italia che mettono  a fuoco la disastrosa situazione finanziaria dell’isola d’Ischia.

Sono ormai oltre 5 anni che la situazione dei debiti degli ischitani verso le banche è sotto osservazione di Benedetto ed il gruppo di amici che si vedono al bar la Domenica

Questa situazione spinse Valentino ad interessarsi della istituzione del Distretto Turistico dell’Isola d’Ischia come primo tentativo per porre rimedio allo sfascio.

Il Distretto fu il primo o il secondo ad essere istituito in Italia ma subito dopo ad Ischia iniziò la lotta a chi doveva metterci le mani su.

Tra politici ed albergatori si riuscì a far fallire l’iniziativa,

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Ormai è oltre un anno che non si sente più parlare dello strumento che avrebbe potuto avviare una programmazione seria nell’isola e incominciare a far arrivare ad Ischia finanziamenti europei ed investitori privati su progetti seri.

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La domanda che si pone un osservatore è come si intende affrontare questo debito di circa un miliardo di euro.

Il guaio di Giosi Ferrandino che non va via lasciando a nuove forze di confrontarsi è evidente anche in questo aspetto

Domenico De Siano,dopo la richiesta dei domiciliari non parla più di Comune Unico che potrebbe essere un altro volano per tentare di fare qualcosa per evitare il fallimento dell’isola.

I sindaci si trastullano con gite alle Fiere e non accelerano neanche il raggruppamento dei servizi da fare tutti insieme

I cittadini non vengono informati della grave situazione e vivono come se fossero in un paradiso.

Paradiso con ancora poche risorse liquide  in banca ma che non vengono più investite per paura e che si assottigliano sempre più.

Se non si crea un prodotto turistico Ischia che possa competere in campo internazionale la ricchezza degli anni 60 fino agli anni 90 del secolo scorso non arriverà mai più

Senza ricchezza o investimenti le strutture diventeranno obsolete ed il declino si amplierà sempre di più.

Necessita una forte azione della stampa locale su questi temi,specialmente quando si è in presenza di cittadini da terzo mondo dove la spazzatura viene ancora abbandonata in strada,il traffico è asfissiante ed il territorio è messo in mano ad  amministratori che, miopi, pensano solo a difendere qualche piccolo vantaggio che deriva dalle loro cariche.

Chi si salverà?

Le strutture passeranno in mano alle Banche per pochi soldi?

Arriveremo a dare,tra pochi anni, a qualche multinazionale alberghiera le trecento strutture che hanno distribuito benessere nell’isola?

Oppure un novello Bolkin pitturerà un nuovo quadro come quello del Cimitero di Cartaromana sei secoli scorsi?

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